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sabato 1 febbraio 2014

Breve storia di Aktion T4: il matto mio tu non lo tocchi

Quella del progetto Aktion T4 è la storia di un fallimento. E anche di un incredibile successo, vergognosamente macchiato dall'egoismo. Fino a che si fa passare per il camino l'ebreo, lo zingaro, il disabile o l'omosessuale va tutto bene. Il matto di casa, invece, non va toccato Il caso T4 dimostra che si può bloccare la più terribile delle dittature. Quando l'uomo non vuole non c'è comunicazione che tenga.




A qualche giorno dal 27 gennaio, Giornata mondiale della Memoria, conviene tornare sul tema per marcare alcune differenze stando fuori dalle celebrazioni ufficiali che talvolta hanno suono stonato. Terribili differenze che mostrano tutto quello che si sarebbe potuto fare e non s'è fatto.

E, di più, di come il sentimento dell'uomo possa dimostrarsi potente al punto da bloccare i deliranti piani della più sanguinaria delle dittature. Ma la storia di Aktion T4 oltre che essere la storia di un incredibile e perciò stesso straordinario successo sulla dittatura nazista è anche storia di smisurato egoismo: il mio è mio e del tuo non mi importa nulla. Quando si racconta del progetto Aktion T4 se ne mettono in mostra solo due parti: quella truculenta, che chiede meno sforzo di comprensione tanto è evidente, e la forza dell'opinione pubblica che fermò (almeno ufficialmente) il massacro. Ciò che si lascia nell'ombra è il perché quella vittoria non sia stata sfruttata fino in fondo dalle parti che risultarono vincenti nello scontro. Nell'ombra, ben acquattato sta l'egoismo. Ma di questo non si parla mai, dando così un alibi a chi nulla fece per impedire la barbarie del complessivo disegno nazista. Il fallimento del progetto AktionT4 dimostrò che la più sanguinaria delle dittature e la più imponente delle campagne di comunicazione nulla possono quando si scontrano con il profondo sentire dell'uomo.

Tiergartenstrasse significa la strada del giardino zoologico e questa strada è situata al centro di Charlottenburg uno dei più eleganti quartieri di Berlino. Il numero 4 di Tiergartenstrasse corrispondeva ad un villino di proprietà di un ebreo. I nuovi inquilini di Tiergartenstrasse si chiamavano Karl Brant, medico, e Viktor Brack, il suo assistente. I signori Brant e Brack avevano avuto un incarico importante dal capo del loro governo: costruire un’organizzazione capace di eliminare tutti i malati di mente, tutti i portatori di malattie inguaribili e tutti i bambini nati con malformazioni e tare ereditarie. Il capo del governo, Adolf Hitler, fece emettere l'ordine il 1° settembre del 1939. L’obiettivo era di rendere sempre più pura la razza ariana e di impedire contaminazioni derivate tra l’altro da malattie mentali gravi. I signori Brant e Brack si misero subito all’opera con grande alacrità, come sempre, l’operazione fu chiamata Aktion T4, dove T4 stava per Tiergartenstrasse 4. Naturalmente il villino fu espropriato perché gli ebrei, come tutti sapevano in Germania, a quel tempo, non potevano possedere case. E tanto meno villini. Quindi Tiergartenstrasse 4 divenne il quartier generale dell’operazione T4.

L’operazione in sintesi consisteva di sole tre semplici fasi: inviare un formulario ai direttori degli ospedali psichiatrici e chiedere loro chi fossero gli ammalati con minori capacità di lavoro, avuto l’elenco, procedere con il trasferimento dei malati  in centri intermedi di smistamento e quindi dopo un paio di giorni inviarli ai centri di eliminazione dove in breve tempo dall’arrivo i malati erano portati nelle camere a gas e quindi cremati.   Il tutto doveva avvenire nel più stretto riserbo,anzi nella massima segretezza. Era cura dell’organizzazione far sì che i malati fossero inviati nei centri più lontani dalle loro abitazioni per rendere difficile il contatto con i parenti. A cose fatte i parenti venivano informati che il loro caro era deceduto e che per motivi igienici era stato cremato. Volendo, potevano andare a ritirare la scatoletta con le ceneri e gli effetti personali ma avevano solo 14 giorni di tempo per farlo. Naturalmente nessuno riuscì mai a raggiungere i centri, le lettere venivano spedite in ritardo e arrivavano a destinazione quando i 14 giorni stavano oramai scadendo.

Come sempre in quel regime (e non solo) la macchina della propaganda si mise subito in moto e anche questo programma fu supportato da una grandissima campagna di promozione, oggi diremmo pubblicitaria. Vennero attivati tutti i mezzi di comunicazione dell’epoca: il cinema , la radio, il teatro la stampa e programmi nelle scuole. Furono realizzati film, con i divi del momento, e spettacoli teatrali il cui canovaccio era sempre lo stesso: una famiglia scopriva di avere al proprio interno un componente malato di mente e dopo aver patito entrambi (la famiglia ed il malato) tante sofferenze si decideva di affidarlo ad un ente che, per opera di carità, procedeva alla sua eliminazione. Oltre alla parte più divulgativa e di massa vennero allestite conferenze e dibattiti tenuti da luminari della psichiatria e della scienza, alcuni di questi furono trasmessi via radio, e furono distribuiti  fascicoli e dispense e tenute lezioni nelle scuole. Tutto con lo stesso obiettivo: convincere che l’eliminazione del malato mentale era cosa buona e giusta. Anche per lui. Questo, a ben pensarci,  non era né strano né folle, dati i tempi. Visto il contesto lo si potrebbe anzi definire naturale. Le discriminazioni razziali erano ben avviate, anzi oramai erano diventate un fatto assodato, i campi di concentramento erano già in azione e le ciminiere sputavano quotidianamente nel cielo uomini, donne, vecchi e bambini sotto forma di fumo. E questo nella più completa indifferenza di tutti perché tutti, proprio tutti in Germania, anche i giornalisti, anche gli scienziati, anche gli intellettuali, anche la chiesa cattolica e anche quella protestante, anche i comuni cittadini sapevano che i non ariani, gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali facevano vita grama e per loro la fine era sempre più vicina. Ma tutto questo non turbava la coscienza di alcuno.

La macchina T4 fu operativa nel gennaio 1940, all’inizio con pochi casi: 350 in un centro, 400 o giù di lì in un altro, poi lentamente i numeri cominciarono a diventare un po’ più consistenti: prima 700 poi 900 poi 1000 e infine 1300 al mese per casa di cura. E qui iniziarono i problemi. Il primo sintomo fu l’incremento dei necrologi sui giornali e poi i cittadini di Hadamar, località dove si trovava un centro di eliminazione,  all'inizio sospettarono poi si resero conto con certezza che la puzza nauseante che invadeva la città era il frutto della cremazione dei malati e quindi accadde un fatto incredibile le famiglie rifiutarono di consegnare i congiunti malati e alla fine anche le due chiese quella cattolica e quella protestante cominciarono a far sentire la loro voce. Fino a quel momento entrambe erano state silenti.
Già, perché quando si fa passare per il camino l’ebreo, l’omosessuale o lo zingaro e magari gli si piglia la casa, i soldi e i denti d’oro va tutto bene, ma se si tocca il matto di casa, il mio matto, quello che è carne della mia carne sangue del mio sangue beh allora la cosa non va più tanto bene. Allora ci si ribella. 

La Gestapo, così come deve avvenire in ogni buona operazione di marketing fece una ricerca, ovviamente assai riservata e scoprì che nella popolazione l’avversione al programma Aktion T4 era elevatissima e quindi, incredibile a dirsi, il programma fu sospeso. Questa volta la dittatura era battuta. Trionfava il volere della gente sulla dittatura e sulla violenza e sulla paura. Ma questo solo per il matto di casa. Quello ariano.


20 commenti:

  1. Ilaria Angelone1 febbraio 2014 17:20

    mamma mia che schifo

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  2. non è vero.Degli ebrei non si sapeva e anzi tantopiù fu tenuto nascosto perché questo progetto qui non era stato approvato-

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  3. ELetizia Prosperini2 febbraio 2014 01:26

    non è vero,degli ebrei non si sapeva perché fu tenuto nascosto proprio perché questo non era stato approvato.

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    1. Le leggi raziali in Germania furono promulgate nel 1935 da quella data la persecuzione contro gli ebrei fu di dominio pubblico. E il popolo tedesco nella sua stragrande maggioranza non trovò la cosa scandalosa

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    2. ELetizia Prosperini2 febbraio 2014 01:29

      della gassazione non si sapeva e io lo so perché ci sono vissuta otto anni e ho conosciuto quella generazione-

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    3. Fingere di non sapere non significa non sapere. E comunque ognuno si inganna come crede

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    4. ELetizia Prosperini2 febbraio 2014 01:33

      NON SAPEVANO.Il resto è illazioni-

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    5. Bingo. Trovare una repubblicana revisionista non è da tutti i giorni.

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    6. ELetizia Prosperini2 febbraio 2014 22:10

      non sono revisionista, non sono una che ripete sempre le stesse cose senza documentarsi come quelli che continuano a dire che Gesù fu crocifisso dagli ebrei.

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  4. ELetizia Prosperini2 febbraio 2014 01:31

    Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  5. ELetizia Prosperini2 febbraio 2014 11:39

    non sono revisionista, non sono una che ripete sempre le stesse cose senza documentarsi come quelli che continuano a dire che Gesù fu crocifisso dagli ebrei.

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  6. Cosa centra la crocifissione!?! Almeno si documenti su Wikipedia se i libri di storia le sono pesanti

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  7. ELetizia Prosperini2 febbraio 2014 11:41

    COme spiega allora l'interrogatorio dei congiurati durante il quale uno, alto capo dell'esercito,mostra di non saperlo.Infatti egli menziona "quelle centinaia di ebrei che muoiono nei campi di concentrameno".Chi lo sapeva era il giudice Freisler che gli risponde:"che ne sa Lei degli ebrei? ma che dice?" non credo mi siano pesanti,li leggo dall'età di cinque anni .Perché Lei crede anche che furono gli ebrei ad ucciderlo? se non lo sapeva un generale,come poteva saperlo la gente?La mia amica Felicitas Stenzel prese per il collo l'americano che glielo disse.

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    1. ELetizia Prosperini2 febbraio 2014 22:14

      quindi anche Lei che vuole crederlo per forza.Mi spieghi la frase del generale.Inoltre Lei parla del 1935, non sa neanche che la gassazione cominciò nel '42. Sa almeno chi fu a idearlà

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  8. Evidentemente fa confusione pure nella lettura. Ho scritto che le leggi razziali furono promulgate nel 1935. Se avesse letto con attenzione il pezzo relativo ad Aktion T4 avrebbe notato, magari di sguincio le date topiche: stesura del piano 1938 e avvio operativo 1939. Comunque non mi interessa convincerla. la storia non può essere cambiata e che ci sia una revisionista in più o in meno alla fine fa poca differenza. Anche se dispiace.

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  9. ELetizia Prosperini2 febbraio 2014 22:17

    non sono revisionista,semplicemente non conosco solo l'Italia e so che la calunnia è una colpa grave. se poi è gratuita, è anche contro l'intelligenza.E continua a non spiegarmi la frase del congiurato.

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  10. Anche se in ritardo, ma ho letto solo ora, la tratto come parabola umana e capacità di parlare all'animo umano per sollecitare che cosa? Secondo "Castruccio Castracani degli Antelminelli"?

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    1. Caro Gio, non è una parabola umana, è un fatto.
      I tedeschi, quando vollero, riuscirono ad impedire ai nazisti di commettere angherie e bestialità. Quando non vollero, perché gli comodava non videro, non sentirono e tanto meno parlarono.
      Questo difettuccio non è esclusiva solo dei tedeschi, anche gli italici ce l'hanno e lo usano.
      Comunque questo per dire che non esiste dittatura che non si arrenda di fronte alla volontà del popolo. Se invece al popolo la cosa sta bene se la tiene. Ma attenzione solo fino a che gli comoderà. Poi se ne libererà dando ogni responsabilità al dittatore. Renzi e tanti come lui dovrebbero pensarci.
      Buon tutto

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    2. Caro Castruccio, sono anni, fin dal movimento “Insieme”, che quando tornò Prodi dall'Europa lo fondò, si pensò che il rischio dell'eugenetica non fosse più presente nella storia dell'umanità e nel nostro piccolo si provò a contrastare il berlusconismo. Poi, il consociativismo della partitocrazia dinastica, non della politica saggia e lungimirante, ebbe, ed ha tutt’ora, aggravata dal renzismo consociativo, sempre la meglio. Anche allora il cambiamento era sentito sull'avvento del berlusconismo. Quel che è accaduto e che la crisi della Leman ha messo in evidenza inconfutabile quel che affermi: tocca al popolo esercitare la sovranità finchè ce ne sarà data l'occasione, perchè solo i cittidini senza cittadinanza, reclusi nel recinto delle vacche da mungere, cui gettare un osso di tanto in tanto sulle iniquità, è scienza sociale per distogliere l'attenzione dal fare per concentrarsi al commento e all'indignazione (sette italiani su dieci sono su Internet, uno su due ha un profilo Facebook e la media nazionale di frequenza sulla rete è di ore). Allora, se il centro del problema è il patto di ferro tra potere finanziario speculativo, moneta e valute, allora a noi cittadini senza cittadinanza non resta che l'attuazione della Costituzione per arrivare ad esercitare la sovranità, che Essa destina al popolo come luogo di equilibrio tra valori sociali ed etici, in cui l'economia è rappresentata sul piano pubblico dall’equilibrio fiscale e tributario, disatteso dell'articolo 53. Ma è solo un pezzo del problema, quel che conta è che il 19 Febbraio, all'Aquila, alla Fondazione dei Padri Celestiniani (cogli?) un insieme di organizzazioni da oltre un anno in cammino, inizieranno il percorso dell'Assemblea Costituente, che in 11 tappe condurrà alla fondazione a Roma della Confederazione di un organismo plurale su di un unico oggetto: l'attuazione della Costituzione e un unico obiettivo: il Parlamento di donne e uomini degni che ragionano come te e come me e come tanti, tanti italiani allo sbando in attesa di una casa comune. Il primo punto dell'azione rivoluzionaria di mediazione democratica è: lo Stato separato dai partiti; la separazione tra banche speculative e banche ordinarie....continua.
      L’iniziaitva è di "Stati Generali di Sovranità Popolare" sulla costruzione dialogica da giurista costituzionalista di Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale. Buona vita a tutti noi in cammino.

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