Ciò che possiamo licenziare

giovedì 1 dicembre 2022

Piccoli inciucisti crescono.

Una volta gli inciuci si facevano nell’ombra ora in televisione. Calenda sculaccia i berluscones e li invita a essere più amici del governo. La Meloni Giorgia ha i suoi bei problemi con Salvini e Berlusconi, ma saranno meno se si porta in casa il duo Calenda-Renzi?

Una volta c’erano i grandi inciucisti (i maligni vedono in D’Alema Massimo il più grande di tutti, ma forse è fama usurpata), questi zitti-zitti e quatti-quatti,combinavano accordi nell’ombra delle sacrestie o più prosaicamente nelle cucine. Accordi barattati per alte strategie o almeno dignitosi compromessi, ma così non erano né mai sono stati. L’inciucio¹ è per definizione vergognoso e nulla ha di nobile. Ora i tempi sono cambiati, si è nell’era della comunicazione e tutto deve essere comunicato e così il Calenda Carlo l’idea dell’inciucio l’ha resa pubblica. Raggranellata alla bell’e meglio una manciata di deputati e senatori, in tutto sono 30, ha deciso di mettersi all’opposizione del governo di destra, ma opposizione responsabile. Il senso di opposizione responsabile il Calenda Carlo l’ha chiarito in un battito di ciglia: ha chiesto pubblicamente alla Presidente del Consiglio un appuntamento (i maligni penseranno preceduto da chissà quante telefonate segrete avente a oggetto un qualche do ut des) per presentarle una contromanovra, così il Calenda Carlo l’ha definita, alla legge di bilancio. Ottenuto l’appuntamento s’è presentato con trentacinque pagine suddivise in otto punti e ne ha fatto grazioso dono. Quando se n’è uscito, con l'aria paffutella del bimbo di buona famiglia ha dichiarato di essere soddisfatto e ha aggiunto: «Giorgia Meloni è preparatissima e intelligente: ha apprezzato». Poi per essere sicuro di far ben passare il messaggio ha sculacciato pubblicamente Forza Italia e tutti i berluscones invitandoli ad appoggiare con più energia il Governo e non mettersi a fare un’opposizione strisciante. E così si arriva al paradosso: un partito di opposizione incita un partito di governo ad essere più amico del governo. E questa volta il  Calenda Carlo non era sotto cortisone. L’inciucetto è ben visibile: il Calenda Carlo ed il suo federando amico Renzi Matteo, lontano dalla ribalta non ci stanno bene e dunque si dicono disponibili. I numeri non sono dalla loro: hanno la metà dei parlamentari di Forza Italia, ma probabilmente stanno avviando altri inciucetti, questa volta nella tradizione cioè nascosti, per portare dalla loro forzisti di scarsa fede. Così come ritengono, ahinoi con qualche ragione, di avere l’appoggio dei renziani del PD. Quei renziani di cui il Letta  Enrico, ci è o ci fa?, non s’è voluto disfare. Per fortuna alcuni a lasciali fuori dal Parlamento hanno pensato gli elettori. Però, però, però conviene alla Meloni Giorgia fare il cambio: Caleda al posto di Forza Italia? Deve la Presidente del Consiglio ricordare le recenti performance del Calenda Carlo, su tutte il bacio dato al Letta Enrico, i precedenti non dicono bene e anche quelle del Renzi Matteo, orgogliosamente rivendicante la sua capacità di far cadere un governo ogni due anni. Un’aspide in seno forse è meno pericolosa. Certo la Presidente Meloni Giorgia potrà agitare questo spauracchio con i riottosi alleati, ma il rischio di cadere  dalla padella nella brace è dietro l’angolo. Fidarsi del duo, ammesso che duri, Calenda-Renzi è un bell’azzardo. A meno che il retro pensiero della Presidente non ricattabile non sia per altre elezioni anticipate vista la crescita di cui i sondaggi la accreditano. Magari spera in un plebiscito con un Parlamento tutta dello stesso colore. Ma non sono più quei tempi. Dovrà farsene una ragione.

Buona settimana e Buona fortuna

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