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domenica 9 novembre 2014

Chi è Matteo Salvini il controllore della luce.

Una vita spesa a spaccarsi la schiena nella politica. Ha sempre svolto più di un lavoro qualche volta due ma anche tre. Nell’ultima settimana ha deciso di sommare all’incarico di segretario federale della Lega Nord e di europarlamentare anche quello di free lance per le compagnie energetiche. Vuole scoprire chi non paga le bollette.

Matteo Salvini ha quarantun anni e da quando ne aveva diciassette, 1990, si spezza la schiena nel mondo della politica. 
Fatica vera dimostrata non foss’altro da come in questi anni  è ingrassato. Da quel fatidico 1990 ha occupato lo scranno di consigliere comunale a Milano, per cinque volte, a occhio e croce circa 19 anni nei quali è stato contemporaneamente anche  parlamentare europeo, per tre volte e, ovviamente, deputato al parlamento italiano, due elezioni ma in entrambi i casi si è dimesso optando per l’Europa. Strasburgo gli piace di più, forse perché si è meno controllati dagli elettori. Senz’altro non per lo stipendio e il rimborso spese. Pensiero meschino. 

Comunque, sia quel che sia, al secessionista Salvini piace stare all’estero. magari per abituarsi all’idea di non essere più italiano. Oddio non è che in Europa abbia fatto delle gran belle figure anzi. È stato infatti motivo di grande  divertimento quando il deputato belga Marc Tarabella, parlando in italiano perché il padano capisse tutto e proprio bene e non ci fossero edulcorazioni nella traduzione, l’ha definito «fannullone ed assenteista.» Come non spesso gli accade ha abbozzato e non ha replicato. Gli altri deputati europei hanno riso alla grande. Grazie.

Però la biografia di Salvini dice l’opposto di quanto affermato dal Tarabella, origini versiliane, e per questo magari un po’ seccato dal comportamento del padano fancazzista. Infatti il meneghino Matteo ha sempre pensato che un solo lavoro per lui non fosse sufficiente e si sempre dato da fare per averne un secondo e talvolta anche un terzo. Mica come quegli scansafatiche dei disoccupati che di lavoro non riescono a rimediarne neanche uno. Infatti mentre era in consiglio comunale si adoperava  per diventate giornalista e quindi si impegnava come cronista de la Padania e conduttore ai microfoni di Radio Padania Libera. Durante le trasmissioni di quest’ultima si prodigava nel buttare benzina sul fuoco del razzismo leghista. Per la cronaca nel 2003 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti nell’elenco dei giornalisti professionisti. Ça va sans dire.

Naturalmente come tutti i milanesi che notoriamente hanno il cuore in mano ha aiutato quelli non baciati dalla fortuna. Eccolo allora nel ruolo di agenzia interinale assumere come suo assistente in  Europa tal Franco Bossi. Casualmente si tratta del fratello del suo ex capo leghista Umberto. All’epoca lui per il Bossi stravedeva. Che dire? Se non si aiutano gli amici e i fratelli degli amici chi si aiuta? Magari la compagna del momento che lascia il posto in Asl per prenderne uno in regione al doppio dello stipendio. Cose che capitano. A pochi.

Mentre nominalmente era all’estero ha proseguito alacremente anche nell’attività di partito facendo di tutto e di più. fino ad diventare segretario federale.  Ma essere leader del movimento padano e deputato europeo evidentemente non gli basta, gli rimane del tempo libero. Eccolo allora agire come free lance nel ruolo di controllore dell’azienda energetica comunale e dunque mettersi alla caccia di chi non paga le bollette della luce. E i Rom per i quali pare nutrire una certa predilezione sono stati i primi che è andato a controllare.

Ha iniziato da Bologna: si è presentato al campo di via Erbosa ma non l’hanno fatto entrare. Anche perché quello è un campo Sinti cioè di nomadi italiani. Come dire che ha sbagliato indirizzo. Soprattutto se cercava stranieri. C’erano poi dei giovani robin hood dei centri sociali dal sangue calliente e dalla testa poco fredda poiché sono cascati nella provocazione. Che non è bello. I veri rivoluzionari quando li hanno dispongono di nervi d’acciaio altrimenti il sistema nervoso se lo sono venduti da piccoli. Quindi è successo quello che il leghista si aspettava: impossibilità ad entrare nel campo e reazione scomposta. Piccolo dettaglio: l’autista dell’europarlamentare quando ha visto l’auto circondata ed aggredita ha pensato bene di accelerare per togliersi dall’impiccio. Con un qualche pericolo per gli assalitori: il ragazzo che si era appollaiato sul tetto è volato giù e un altro che stava lì attorno è stato urtato. Alla fine nessuno s’è fatto male per davvero. Per fortuna.

Sulle prime il Salvini ha cercato di sfruttare l’evento con un twitter poi ha minacciato denunce. A ventiquattrore di distanza ha detto che non ne vuol più parlare. Meglio. Soprattutto se smetterà i panni del controllore, non richiesto, e si dedicherà ad altro.  Perché un conto è fare il provocatore alla radio, come faceva a Radio Padania Libera e un altro è  farlo di persona. Le conseguenze possono essere ben diverse. Per gli altri ma anche per lui. E in questo momento non c’è bisogno di martiri che ce ne sono a sufficienza.

7 commenti:

  1. Salvini , figlio di lega ladrona!

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  2. Claudio De Santis9 novembre 2014 17:59

    Al Parlamento Europeo ha fatto due presenze, parla di roma ladrona ma hanno rubato loro ....ricordiamo tutti gli scandali della lega....... Infine dopo un curriculum del genere ci facesse vedere le sue bollette pagate.....

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  3. Luisiano Filippetti9 novembre 2014 18:05

    matteo salvini e un razzista omofobo e compagno di merende o di ruberie con i suoi complici leghisti

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  4. Beppe Valentis9 novembre 2014 18:41

    smettela che se Grillo ancora non è stato indagato dalla magistratura del pd e pdl è solo perchè non fà politica diretta ma se scende in campo Gli faranno 2mila processi

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  5. Processi riguardo a quali reati se si può sapere , signor Beppe Valentis .

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  6. Luisiano Filippetti9 novembre 2014 21:07

    io quando giocavo a pallone scendevo in campo ma non mi hanno mai processato l'unica cosa che prendevo erano calcioni

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  7. E’ sempre dolce cullarsi nell’idea che il tempo scorra all’indietro tanto da poter tornare alla vigilia dei mondiali del Messico ’70. Si discute allora del centravanti e perché no, della mezz’ala. Se guardiamo la stampa di oggi che passa in rassegna le parole del presidente Berlusconi si parla di Salvini, il leader della lega, come se fosse Bobo Boninsegna. Non che un Polito od un Marcello Sorgi, abbiano chiesto a Berlusconi se intende allearsi poi anche con Marina Le Pen, tutor di Salvini in Europa, In quel caso Berlusconi avrebbe azzerato di colpo tutto il percorso compiuto da Forza Italia nel partito popolare. https://www.facebook.com/groups/590686087641008/permalink/824199884289626/

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