Ciò che possiamo licenziare

giovedì 14 luglio 2022

Brodo, vino e pollo.

Sta cominciando la stagione delle ricette per un inverno caldo. Comincia il ministro Cingolani. Ha idee brillanti quasi come quelle del Cottarelli Carlo per ridurre la spesa dello Stato. Alcuni cervelli  fuggono dall’Italia. Altri restano.

Se il brodo fosse stato caldo come il vino, il vino vecchio come il pollo e il pollo grasso come il padrone di casa sarebbe stata una cena perfetta. Questo calembour balza alla mente leggendo sui quotidiani delle “misure” che il ministro Cingolani pensa (pensa?) di mettere in campo per consentire agli italiani di avere un inverso tiepido. O quasi caldo. In sintesi il ministro dell’ambiente, fisico a favore del nucleare, dice che: se gli italiani riscalderanno le loro case con 19° anziché 20°, se ridurranno il tempo del riscaldamento di un’ora al giorno e soprattutto se terranno spente le caldaie per quindici giorni si taglierebbero i consumi di ben 2,7 miliardi di metri cubi di gas pari al 10% di quanto importato dalla Russia. Alla faccia di Vladimir Putin e dei suoi oligarchi, loro invece nel prossimo inverno nel gas ci potranno fare il bagno. Non c’è che dire, l’idea è geniale. Se fosse raccontata a Zelig otterrebbe applausi scroscianti e risate a crepapelle. Ricorda non da lontano quanto ipotizzava il Cottarelli Carlo quando era certo di sistemare i conti dello Stato con misure draconiane come, tra le altre, ridurre i vigili del fuoco, spegnere i lampioni di notte, di giorno lo sono già, dotare le forze dell’ordine di cerbottane e via supercazzolando. Evidentemente la buona scuola lascia segni. Con altrettanta evidenza si arguisce di quanto il Cingolani Roberto necessiti di una full immersion nella vita reale. Da quanto dice è acclarato non abbia mai vissuto in un condominio di Milano, Torino et similia città del centro nord dove periodicamente si chiede agli amministratori l’accensione dei riscaldamenti con quindici giorni di anticipo per alleviare le sofferenze degli anziani. Case popolari a parte. Forse. O  abbia visitato qualche ufficio pubblico, qualche Comune, qualche scuola del Belpaese dove avrebbe scoperto quanto la media della temperatura sia lontana da quella da lui ipotizzata: è di 26° e non di 20°. Per cui anche scendere di un grado … Cosa che avrà, probabilmente, potuto potuto verificare anche nello scorso inverno standosene comodamente seduto nel suo ufficio al ministero. Peraltro, in questi giorni di caldo imperante, c’è da scommetterci, i condizionatori del suo ufficio, come quelli del Presidente del Consiglio e del Senato e della Camera sono  rigorosamente spenti. Solo per colpire il Putin al fegato. Tutto nella norma come quando certi divulgatori scientifici, misurata l’area di un tempio in Mesopotamia e divisala per 3,14 per poi rapportarla alla sezione aurea relata ai numeri di Fibonacci scoprono al millimetro la distanza tra quel sito e la stella KZ15 dimostrando così la colonizzazione della terra da parte dei cazzetaquindicini nel 5725 a.c., secondo giovedì dopo il solstizio d’inverno alle 04,15 a.m. ora di Greenwich.  Ma con tutto l’esodo di cervelli depauperante il Belpaese solo questi ci rimangono? Brodo freddo, vino acquoso e pollo ridotto all’osso.

Buona settimana e buona fortuna.

 

1 commento:

  1. Complimenti! Il sarcasmo è ben centrato! Tutti calcoli fatti a tavolino da chi evidentemente non capisce un catzo!

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