Dopo
lo scassamento del 1 maggio Milano si rimette in ordine. Ferrarailgrasso non
apprezza. Luca Sofri fa lo spiritoso, Rondolino diventa di regime e Scalfarotto
si scopre poeta. Questi i veri danni dei casseur.

Giuliano Ferrara, che su twitter si firma ferrarailgrasso con
il classico disegno dell’elefante colorato di rosso, ha commentato quanto
successo a Milano dopo i fatti del 1 maggio. Come noto la città ha deciso
di ripulire immediatamente i segni della devastante azione dei black bloc.
Molti volontari già il 2 maggio erano nelle strade armati di pennelli per
cancellare dai muri le stupide scritte mentre altri armati di scope, ramazze e
palette si davano da fare per raccogliere le macerie. Poi per essere
certa che il messaggio fosse ben chiaro una cospicua parte della cittadinanza,
si parla di circa ventimila persone, ha deciso di scendere in strada. La manifestazione
oltre che di massa è stata civile, anzi civilissima e silenziosa. L’esatto
opposto di quella di due giorni prima. Il che era ovvio.
Il commento di ferrarailgrasso alla manifestazione e al
lavoro dei volontari ha suonato così: «Ultima trovata sinistra
milanese. Prima allevano i maiali. Poi puliscono il truogolo delle loro
deiezioni #buffonateipocrite»
Il commento è decisamente ferrariano, chi potrebbe dubitarne e lo si evince
dalla classe e dalla indubbia profondità del pensiero. D’altra parte da chi ha
organizzato una manifestazione a base di mutande dal sottile titolo «in mutande
ma vivi» (nel 2011) e poi un’altra dal velato, ma sincero e forse anche un
tantinello autobiografico slogan «siamo tutti puttane» (2013) difficilmente ci
si poteva aspettare qualcosa di diverso. Se avesse taciuto sarebbe stato un
atto sommamente trasgressivo quasi come aspettarsi che un esibizionista tenga
chiuso l’impermeabile. E per ferrarailgrasso ballare sulle
punte della finezza è la sua seconda natura. Nessuno riesce a trattenerlo.
Neanche il ricordo di essere stato un figlio di papà del comunismo italiano.
Almeno un po’ di riconoscenza verso la sinistra ci starebbe. Ma questa non è
moneta corrente, almeno da quelle parti.
A commento del tweet di ferrarailgrasso appare
dopo neanche un minuto (puntuale verrebbe da dire) la chiosa di Luca Sofri che
con il probabile intento di essere spiritoso scrive:«@ferrarailgrasso beh,
anche a vederla così, non vedo contraddizioni. È quello che si fa di norma.»
Immediatamente ritwittato dal maestro. Che ad essere sinceri vien da collocare
la frasetta più nell’ambito del non sense che in quello dello humor. Salvo il
fatto che non intendesse avallare il teorema ferrariano. E senz’altro non
tenendo conto che i succitati maiali non hanno certo favorito, politicamente
parlando, gli organizzatori della manifestazione. Come d’altra parte insegna la
storia. Ma, anche qui, i figli di papà non sono necessariamente tenuti a
conoscere la storia.
Poi c’è stato chi ha apprezzato la reazione della città. Tra questi gli
abituali strumentalizzatori. Tra gli altri c’è Fabrizio Rondolino,
neorenziano sdraiato sulla linea: «Ma che bella questa cosa di Milano,
commovente, bellissima. A me sembra l'atto di nascita dell'Italia che sceglie
Renzi #NessunoTocchiMilano»
Come se un milanese civile debba a forza essere renziano e viceversa. Che
renziani doc con qualche magagna se ne trovano in lizza per le regionali e nei
ministeri. Poi c’è lo Scalfarotto Ivan che si scopre animo poetico e twitta:« Mi piacciono
i tuoi quadri grigi /Le luci gialle i tuoi cortei/Milano sono contento che ci
sei.» Chissà se Milano può dire altrettanto dell’Ivan. Poi a stretto giro
aggiunge: «Milano, sono contento che ci sei: L'articolo Milano, sono contento che ci
sei sembra essere il primo su Ivan S...http://bit.ly/1zpvmos »
Non sappia la mano destra cosa fa la sinistra.
Il fatto certo è che i black bloc sono una iattura infinita,politicamente e
non. Non solo perché ben addestrati, quasi una milizia, e ben equipaggiati,
figli di papà. Veri nuovi vandali che dove passano rompono, incendiano,
devastano e poi oltre ai cocci si lasciano dietro una scia di retorica che alla
fine è il danno peggiore che a ramazzare quella non ci si riesce mai.
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