Cerca nel blog

mercoledì 10 luglio 2013

Standard&Poor's manda l'Italia in serie B e il parlamento chiude.

L'agenzia di rating ci punisce ma i francesi vengono a fare shopping d'aziende in Italia. I giornali, perennemente in perdita sono considerati opzioni strategiche da chi da scarpe e automobili. I parlamentari vogliono chiudere il parlamento. L'Italia sesta prova ontologica dell'esistenza di Dio

Standard&Poor's, ha appioppato all'Italia il rating BBB portandola così al penultimo gradino della scala che questi signori americani hanno ideato. Dopo BBB c'è solo BBB- che è come dire per una squadra di calcio finire tra i semiprofessionisti della serie D. 
Dopo di questo gradino ci sono solo i campionati amatoriali o le partitelle scapoli contro ammogliati di vecchia memoria o per aggiornare il concetto al linguaggio di adesso precari contro partite Iva. Ché quelli che hanno un posto fisso col cavolo che corrono il rischio di rompersi una gamba su un campetto strapelato.
Sul merito e sul metodo che hanno portato gli analisti di S&P a questa decisione c'è molto da discutere e da dire, e il ministro Saccomanni sta facendo la sua parte per salvaguardare gli interessi della ditta, come direbbe Bersani.

Quel che lascia un po' basiti, ma poi non più di tanto, e gli stranieri ce ne capiscono praticamente un'acca, è invece il contesto in cui cade la notizia che da taluni viene definita con l'aggettivo ferale. Il contesto sembra da commedia degli equivoci, Ci fosse ancora Georges Feydeau ci andrebbe a nozze.
Infatti mentre il Belpaese viene retrocesso ai margini del campionato, va ricordato che c'è stato un tempo in cui l'Italia è stata la settima potenza economica del mondo, un paio di aziende italiane cult, una nel mondo della moda (Loro Piana) e l'altra in quello della pasticceria (Cova), vendono l'80% delle loro quote a gruppi stranieri, mentre un'altra famosa, in tutto il mondo per i suoi prodotti calzaturieri (Tod's) e non solo, è in competizione con una che produce automobili (Fiat) per l'acquisto di un giornale (Corriere della Sera) e infine un gruppo parlamentare (Pdl) vuole chiudere il parlamento. Con alcuni corollari e successive domande, ovviamente retoriche, che anziché chiarire confondono ancora di più.

Corollario 1 (brevissimo): le aziende italiane valgono e per questo i gruppi stranieri le comprano. Domanda: perché il Belpaese sta andando a ramengo se le sue aziende valgono?
Corollario 2 (breve): la Fiat un giornale ce l'ha già e si chiama La Stampa, e di suo perde già un bel po' di soldi . Domanda: perché è opzione strategica l'acquisizione del Corriere della Sera che di soldi ne perde più de La Stampa?
Corollario 3 (mediamente breve): Tod's è un grande gruppo a livello internazionale della moda e del lusso e ha raggiunto questi risultati senza possedere neanche il giornaletto del paese. Domanda: che se ne fa di un giornale, oltre tutto solo nazionale, quando nel Paese il numero di lettori di quotidiani è rimasto lo stesso di oltre cinquanta anni fa?
Corollario 4 (lunghetto): Il Pdl pur perdendo clamorosamente le elezioni, non è stato rivotato da sei milioni di elettori, ha chiesto ed ottenuto un governo detto delle larghe intese. In verità le intese con gli altri partiti con cui divide il governo (Pd e Lista civica) sono praticamente inesistenti. Nel governo ha posizioni di rilievo. Ad ogni momento sostiene che, per responsabilità, parola che non sempre Maurizio Gasparri riesce a pronunciare bene e Daniela Santanché deve sillabare per non confondersi, tiene separate le grane giudiziarie del fondatore dalle questioni di governo. In passato il Pdl ha lottato per avere prima il processo lungo e poi quello breve. Domanda (anch'essa lunghetta): perché adesso che la Cassazione procede celermente (per obbligo peraltro e ha anche già individuato una scappatoia per dare maggior tempo alla difesa) vuol chiudere il parlamento per tre giorni e poi si accontenta di uno ben sapendo che il precedente storico fu un disastro? E dire che l'Aventino del 1924 poteva contare su personaggi politici di ben altro spessore che con Cicchitto e Capezzone neanche è partita.

Ad ogni domanda la risposta di buon senso è un fantastico: boh!
In questa situazione il povero ministro Saccomanni avrà i suoi grattacapi per spiegare agli analisti di S&P che qualche errore di valutazione l'hanno commesso. E anche Enrico Letta avrà il suo bel da fare, ma la responsabilità è in parte anche sua visto il suo continuo traccheggiare, nell'andare a spiegare la situazione agli amici dell'Europa.
Quindi situazione è disperata a meno che non si ricorra alla fede, in questo caso la prima enciclica di Francesco, Lumen fidei, cade a proposito e anche a sant'Anselmo d' Aosta.
Sì, perché l'Italia rappresenta, unica nazione al mondo, la sesta prova ontologica dell'esistenza di Dio:«Solo l'esistenza di un Dio buono può consentire a questa nazione di sopravvivere e cavarsela sempre.»

Purtroppo però, e ciò vale solo sul versante della fede, perché il diavolo fa le pentole ma non i coperchi c'è un corollario. E questo recita, a beneficio di UAAR: «l'Italia è la prova provata della non esistenza di Dio. Se esistesse un Dio giusto un paese come questo l'avrebbe già fatto sprofondare.»

A scelta.

4 commenti:

  1. La verità non si può commentare; è il solo ed unico momento in cui ogni commento non può assolutamente essere espresso.
    Come al solito bravissimo, ma ormai questa bravura è stata già ampiamente dimostrata, è
    proprio come la nutella......se non ci fosse bisognerebbe inventarla.

    RispondiElimina
  2. Valeria Borgia10 luglio 2013 23:20

    secondo me, queste agenzie ci stanno boicottando... forse dovremmo ignorarle?

    RispondiElimina
  3. Paolo Penacchio11 luglio 2013 10:31

    "O voi genti piovute Di là dai vivi dite Con che faccia venite Tra i morti per la salute? Sentite, o prima o poi, Quest'aria vi fa male . Quest'aria anco per voi E' un'aria sepolcrale..... Come guardate i morti Con tanta gelosia? Studiate anatomia , Che il diavolo vi porti "

    RispondiElimina
  4. Mi permetto di provare a rispondere io. Ad alcuni corollari.
    Corollario 1: non esiste alcuna connessione col fatto che alcune aziende "vadano bene" e il paese vada a ramengo, e comunque bisognerebbe essere più specifici su quel "vadano bene": ci sono aziende che hanno un grande valore intrinseco perché per esempio hanno un ottimo know-how eccetera, ma stanno economicamente male, altre che hanno pure un sacco di clienti ma falliscono perché non hanno cash flow.
    Corollario 2: questo è talmente elementare che lo capirebbe un bambino: quando possiedi due aziende strategiche (e forse la carta stampata non viene comprata ma i giornali anche on line vengono letti) in perdita, le fondi e ne crei una, e allora diventi l'unico possessore dell'unica azienda strategica sul mercato.
    Corollario 3: perché vuole evitare il corollario 2?
    Corollario 4: lo considero una domanda retorica.
    Buona giornata!

    RispondiElimina