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venerdì 1 marzo 2013

Risultati elezioni: D'Alema, l'antipolitica e il Movimento 5 Stelle

Ennesima intervista di Massimo D'Alema al Corriere della Sera. Ripresenta come sue le linee guida  del Movimento 5 Stelle. S'è dimenticato cos'è l'antipolitica. Ora ne sembra, nei fatti, un estimatore. E poi frasi fatte e banalità a gogò. Che se avesse fatto la scissione starebbe ai giardinetti con Fini e Marini.

A urne chiuse e a risultati oramai conclamati non poteva mancare l'opinione di Massimo D'Alema.
D'Alema sbuffa. Sapesse gli italiani
Ovviamente è arrivata, puntuale ma indesiderata ospite, neanche fosse l'esattore delle tasse, la solita intervista al Corriere della Sera (28/02/013). Quando tocca, tocca.
Se non ci fosse stata quasi nessuno l'avrebbe notato ma tant'è. Ormai è una ricorrenza quasi istituzionale a cui non ci si può sottrarre, come la festa del papà o quella dei nonni.
In fondo in Italia un caffè e una intervista non si nega a nessuno. Figurarsi a uno che su tutto ha un'opinione. Di solito sbagliata. Più spesso irrilevante. O nella migliore delle ipotesi contraddittoria con quanto affermato in precedenza.
Questa volta, a proposito del risultato elettorale ha raccontato all'ottima Maria Teresa Meli, che «Non posso dire di essere tra quelli che sono stati presi di sorpresa». Complimenti. Allora, perché, già che lo sapeva, non ha informato anche quelli del Pd?
E sulla performance grillina: «Ha colpito fortemente noi più per angoscia sociale nel mezzogiorno e per protesta contro la politica tradizionale nel resto del Paese». Lui, il D'Alema, non rientra nella politica tradizionale del Paese. È ovvio. Probabilmente è uno di quelli che sta oltre. Che se oltre ci andasse per davvero sarebbe un sollievo. E quindi?

 Presidentata griderebbe Giulia Sofia, l'amica di Crozza: «Che al centrodestra e al M5S vadano le presidenze delle due assemblee parlamentari». Come poi se l'accettazione dei due del gentile cadeau gli ponesse degli obblighi effettivi. Che anche ammesso e non concesso e poi? 
Non è che il novello agricoltore, possiede una tenuta in Umbria, pensa che così gli venga spianata la via per il Quirinale? Che pare quella di Presidente della repubblica sia la sua ultima ambizione. Anche perché è uno dei pochi posti dove non abbia ancora fatto danno. Grazia che si spera venga confermata alla povera Italia che di guai ne ha abbastanza.
Già ma alla fine, che fin qui siamo arrivati a mezza intervista e ancora non è stato detto granché, c'è qualche proposta? Ma certamente. Per bacco baccone, come direbbe il professor Occultis, l'amico di Blek Macigno,

Meglio delle mani non sarebbe meglio mordersi la lingua
I passaggi fondamentali sono: «Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità senza ammucchiate e senza pasticci», evvabbè. Immediatamente doppiato da un «Il sistema politico-democratico è chiamato ad una prova cruciale: (e qui l'italiano lascia a desiderare, ma pazienza ndr) se è in grado o meno di fare le riforme che tante volte ha annunciato e che sin qui non è stato capace di fare». Bello. Bellissimo. Domanda dov'è stato negli ultimi vent'anni Massimo D'Alema, due volte presidente del consiglio, nonché ministro, nonché presidente del partito nonché lider massimo? Risposta: a pesca di tonni. Giusto, no?

E allora? Domanda la Meli, che probabilmente s'è resa conto che sta a perder tempo.
 D'Alema sostiene i temi dell'antipolitica.
Adesso. Chissà che ne pensa Grillo.
Risposta, epocale: «Dobbiamo dimezzare il numero dei parlamentari, ridurre quello degli eletti (quali eletti: i parlamentari? ndr), riformare radicalmente la struttura amministrativa del Paese, mettere mano ai costi della politica,combattere la corruzione, varare una seria legge (perché di solito le leggi non devono essere serie? ndr) sul conflitto d'interessi. Poi io sono anche dell'opinione che occorra una nuova legge elettorale». 
E un bel viva la mamma, no? Che poi questo è il programma del Movimento 5 Stelle. Con un piccolo dettaglio: Grillo era legittimato a gridarlo nelle piazze perché lui stava fuori dal palazzo e quando lo faceva veniva bollato come antipolitica. Non va dimenticato che D'Alema solo l'11 febbraio a Catanzaro sosteneva: «L'antipolitica, anche quando si manifesta a sinistra, ha un segno che è sempre profondamente di destra».
Tutto qui? Ovviamente no.
L'ex deputato aggiunge: «Bisogna aggredire il tema del debito (guarda caso quello che chiede l'Europa e dice la Merkel, ndr), facendo un'operazione sul patrimonio pubblico: valorizzazioni e dismissioni intelligenti (certo quelle cretine non funzionano per definizione ndr) quindi non quelle industriali.. E poi ciò che è fondamentale è imprimere una una svolta nel senso della crescita, del lavoro e della giustizia sociale» . Questo sì che ci mancava. Dettaglio: il D'Alema non dice come si imprime questa svolta. Ché siamo certi lo sappia ma non lo vuol dire perché è timido e non vuol fare la parte del primo della classe.Così l'intervista a parte un paio di altre frattaglie sui tecnocrati di Bruxelles finisce qui. Carta e fotocomposizione sprecati.


By tha way: il D'Alema intervistato, giusto per dare qualche coordinata, è lo stesso che pochi giorni addietro gongolando dei sondaggi, disse «Il mondo si tinge di rosso», giusto per tranquillizzare i moderati. È lo stesso che a suo tempo sostenne: «Sarebbe un grave errore non dialogare con Fini» e infatti FLI, da quel momento, si è squagliata giorno dopo giorno fino a raggiungere percentuali da prefisso telefonico.
È ancora lo stesso che da presidente del Copasir a proposito di Renzi e ne uscì con un minaccioso «Si farà male». E poi ritrattò, che questi vezzi berlusconiani li ha appresi in un fiat. E poi aggiunse, visto che le bischerate viaggiano almeno in coppia, quando non sono in comitiva, che in caso di vittoria alle primarie del giovane fiorentino sarebbe stato pronto ad una scissione. Che magari l'avesse fatta quella benedetta scissione. 
Oggi se ne starebbe ai giardinetti con Gianfranco Fini e Franco Marini a dar da mangiare ai piccioni. Ma i miracoli capitano solo nei film di Zavattini e di Frank Capra. Pazienza. 

7 commenti:

  1. Franca Paniconi1 marzo 2013 13:54

    D'Alema cià lo scolapasta sulla testa da molti anni. Si crede uno statista

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  2. Paolo Penacchio1 marzo 2013 14:25

    uno che si gonfia in petto anche per dire che è l'ora di buttare giù la pasta, ormai fa quasi tenerezza.

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  3. Sito Novefebbraio1 marzo 2013 15:41

    occhio che ora propone la bicamerale anche a grillo ;(

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  4. Carmine Granato1 marzo 2013 15:44

    A volte, non sanno invecchiare. Marini, persona degna e brava, non è stato rieletto nel suo Abruzzo e poteva ritirarsi prima risparmiandosi una figuraccia. Fini, finire, finito. Baffino, fiutata l'aria non si è presentato alle elezioni, ma punta al Quirinale, scopertamente.

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  5. Angelo Morini1 marzo 2013 16:16

    D'Alema non si smentisce mai; se dipendesse da lui avrebbe già fatto l'accordo col PDL

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  6. Carmine Granato1 marzo 2013 16:17

    .....in cambio di Palazzo Chigi o del Quirinale.

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  7. Massimo Mastrolonardo1 marzo 2013 22:12

    il tutti a casa, non l´ha scalfito, ma ha crepato il muro omertoso dei due poli...

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