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lunedì 18 marzo 2013

L'evoluzione della specie: da Grillo (parlante) a Gufo (saggio).

In natura non sopravvivono i migliori, né i più intelligenti ,né i più forti ma solo le specie che sanno evolvere con il mutare del contesto. Se Grillo evolvesse in gufo sarebbe un gran bel cambiamento.  Distruggersi con le proprie mani è un attimo. Sarebbe un vero peccato, oggi,  perdere tutto il già fatto.

Il Grillo parlante


Quando nel 1798 Thomas Malthus scrisse il “Saggio sul principio di popolazione” avrebbe tratto senz'altro grande lusinga dal sapere che alcune sue intuizioni sarebbero state riprese, nel 1855 da Alfred Russel Wallace e quattro anni dopo, da Charles Robert Darwin per chiarire a sé stessi e al mondo intero quando, come e perché le specie evolvono. 
Che poi queste stesse categorie siano utilizzate,154 anni dopo i due grandi naturalisti, da un blogger polemico-dadaista per cercar di chiarire a sé stesso e ad altri quattro gatti l'evoluzione della politica in questo sciagurato Paese l'avrebbe incuriosito per qualche minuto o forse l'avrebbe lasciato indifferente.
L'intuizione di Malthus e dei due geni che lo seguirono si sintetizza in: «Sopravvivono le specie che hanno capacità di adattamento. E hanno l'abilità di evolvere con il contesto. Magari trasformandosi morfologicamente».
Se Grillo Giuseppe, in arte Beppe, e il suo amico Casaleggio Gianroberto, riflettessero qualche minuto e su queste tre semplici frasette probabilmente, essendo intelligenti e vispi come pochi nell'attuale panorama politico, ne trarrebbero di guadagno.

Laura Boldrini Presidente dellaCamera
Loro grande merito è stato di aver capito e sentito più di ogni altro la voglia di cambiamento. In quattro-e-quattro-otto, alla faccia di politici consumati, nel senso di usurati, hanno costruito un grande movimento di popolo. Semplicemente con il loro esserci hanno posto al centro della politica italiana questioni che altrimenti sarebbero state marginali o al più parte della tradizionale giaculatoria politica. Chi non rammenta la vecchissima vignetta di Altan con la donna che dice: «Non mi ricordo più se veniamo prima dei disoccupati e dopo i giovani o tra il mezzogiorno e i pensionati”. 
Ambiente, spesa pubblica, legge elettorale, conflitto di interesse,leggi antimafia, costi della politica non sono più disegni di fumo ma sono già diventate questioni pratiche. In questo parlamento i tentativi di mercato delle vacche o di inciucio abortiscono ancor prima che il solito D'Alema riesca a pensarli. Stanziali della politica sono costretti a neppure provare a salire sugli alti banchi delle istituzioni. Avere come presidente del Senato Piero Grasso e della Camera Laura Boldrini è già un bel salto di qualità rispetto ai precedenti. Uno spariglio l'hanno chiamato quelli che ne capiscono di giochi di carte. Bersani ed il Pd se vogliono sopravvivere saranno sempre più costretti a sparigliare e questo significa per loro fare altro rispetto a quanto hanno praticato fino ad ora. E tutto questo è indubbio merito del Movimento 5 Stelle. Non ci fosse stato la zuppa sarebbe stata sempre la stessa. Semplicemente viepiù irrancidita.

Thomas Malthus
Ora l'abilità consiste, e questo è il riferimento al trio Malthus-Wallace-Darwin nel capire che non si può essere monocordi. Aver passato anni nei panni del grillo parlante ha pagato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Anche se qualcuno un po' sordo d'orecchio non ha sentito nessun boom questo c'è stato. E per d'avvero. Avere occupato i banchi alti per “star sul collo” ai vecchi politici è stata una bella mossa. Non solo simbolica. Che poi sono i simboli a smuovere le montagne. 
E adesso ancor più che simbolicamente la specie grillo deve evolvere e passare allo stato di gufo. 
I gufi hanno un udito finissimo, caratteristica già dimostrata nel recentissimo passato, sa ruotare la testa di 270°, così vede ovunque senza sforzo, si mimetizza benissimo e si nutre di topi, altri uccelli e anche, fatto non strano, di insetti.
Inoltre nel periodo marzo maggio, guarda caso, nidifica, la femmina può fare due covate da 3 a 10 uova. Che suona bene, per chi vuol capire la metafora.
Nella cultura popolare, che di solito ci azzecca, il gufo è rappresentato come portatore di saggezza ed erudizione. Nonché portatore di cultura. Ha il piccolo difetto di essere un filino permaloso. Ma questo anche il grillo. Però nessuna tradizione racconta che il grillo o il gufo abbiano deliri di onnipotenza. Che distruggersi con le proprie mani è un attimo.
By the way: insultare le donne tunisine non porta grandi vantaggi ma solo sgradevolezze. Nessun paese ha il monopolio delle peripatetiche o, come dicono in Francia, les mademoiselles che fanno dei free-lance sur le trottoir. E' professione ampiamente distribuita e qualche volta viene esercitata anche a corte.



8 commenti:

  1. Sito Novefebbraio19 marzo 2013 10:22

    Sagge considerazioni Castruccio ! Il problema e che il saggio normalmente fa del confronto con gli altri ,( anche e direi sopratutto con chi, dal suo punto di vista , sbaglia) il punto di forza, non il massimo peccato. Chi si limita a ripetere in continuazione il suo lugubre verso è la civetta ! Però chi lo sa nel nido della civetta ci può finire qualche uovo di gufo... speriamo

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  2. Paolo Penacchio19 marzo 2013 15:04

    Paolo Penacchio ma il simbolo della saggezza non è forse la civetta che si appoggia sulla spalla di Atena? Il gufo è semmai simbolo di tristezza, di oscurità, per una autentica paura della luce, ;n Egitto esprime il freddo , la notte, la morte; nell'antica Cina , fra le altre immagini , egli riportava all'uccisore della madre. . La civetta invece gode di cattiva, immeritata fama, tra noi italian iper l'uso di chiamare "civetta" una ragazza un po' vivace, per una derivazione tutta particolare dall'uso francese di detto termine. Come ben sappiamo "Mimì è una civetta" grillo invece, grillo invece , con quel tanto di antiilluminismo che traspare nel suo movimento, è decisamente un gufo.

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  3. Lasciate stare il Gufo e la Civetta...ci dicano quanti posti vogliono...
    sta lì il quid, amici cari.I posti, incarichi, riconoscimenti...entrare nella stanza dei bottoni. Sono giovani, i grillini, hanno trovato la via per assicurarsi il posto pubblico...( sogno di tutti gli italiani tra i 30 e i 40 anni...mica sognano di diventare come l'ideatore di Facebook, no loro sognano tra il catasto e il municipio). Comunque, sorprendenti sono le loro conoscenze di cultura generale. Le Iene ci hanno reso edotti sulla loro preparazione: Vito Crimi, pensa che la perestroika sia una roba di Stalin, quell'altra non sa che cos'è la BCE...per gente che vuole uscire dall'Euro è un po' pesante. Ma che leggono, Topolino? Boh!!!! Tra qualche mese, dopo il primo stipendio, le facilitazioni, gli incarichi, le cose cambieranno...ma non vi siete resi conto da dove vengono e cosa facevano prima di questa vincita alla lotteria? Niente...nothing...ah Povera Italia...

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  4. Poi c'è un'altra 'perla' battuta dalle agenzie poco fa
    cito testualmente
    "L'euro è stata una mossa massonica di un gruppo di banchieri che ha deciso tutto per tutti e oggi ci troviamo in questa situazione. Grillo e il Movimento si propongono di promuovere un referendum per chiedere agli italiani se vorranno stare nell'euro e questo non vuol dire che il Movimento è contro l'euro". Lo ha detto nel corso di Sky TG24 Pomeriggio il responsabile della Comunicazione del M5S, Daniele Martinelli"
    Questo Martinelli ( ma che mestiere fa,. chi è, ?) è uno dei due badanti che dovranno accudire la nouvelle vague parlamentare affinchè non commetta cazzate come quelle della Boldrini ( quella del discorso anema e core, che è un'antologia di luoghi comuni, compresa la massima sarò il presidente di tutti...che novità!) e Grasso.
    Si è dimenticato una cosa il 'tutor' Martinelli: le marmotte che facevano la cioccolata.
    Scrivo quello che penso perchè ho in mente di lasciare questo paese di mer....aviglie!

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  5. Beato te che puoi ed hai la forza di farlo!

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  6. Non posso, ma a spingermi è una sola forza: quella della disperazione...non sono giovane, altrimenti sarei andato via da un pezzo, ma ho la fortuna di non avere figli. Già, oggi, in Italia, non avere figli è una fortuna, una responsabilità in meno. Che tragedia...e pensare che io un figlio l'ho sempre desiderato, ma è andata così. Sono un perdente...non un vincente, un figlio di un Dio minore...

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  7. Mario Cavaradossi21 marzo 2013 20:56

    Da frinire a gufare non è un bel passo. Io sono tradizionalista, tifo sempre per la formica che parla poco e fa tanto, per tutti.

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  8. Mi tolga una curiosità, Cavaradossi, ma sono i grilli, credo, a frinire...o sbaglio? Di certo non dovrebbero gufare...su questo ha ragione...

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