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sabato 10 agosto 2013

Il governo Letta non va in vacanza.

A forza di spostare tutto un po' più in là il governo Letta s'è dimenticato di fare la prenotazione alla pensione Mariuccia. Oramai è tardi tutte le camere sono state prese. Non andare in vacanza sta diventando una moda da Vip (vecchi in pensione) imitata anche da papa Francesco.

Oramai non andare in vacanza è diventata una moda. Una volta c'erano le Baleari poi le Seychelles quindi i safari in Africa e infine il Vietnam. 
Enrico Letta nell'attività in cui riesce meglio
Ma le mode girano ora è il momento della non vacanza. I primi a snobbare le vacanze sono stai iVip cioè i “vecchi in pensione” che questa pratica la conducono da anni. L'ha rilanciata con autorevolezza papa Francesco, anche se poi si è fatto un week-end lungo in quel di Copacabana dove, come si sa, ogni donna è sovrana. Il tempo non è stato dei migliori ma tutti quelli che si sono ritrovati con Francesco pare si siano divertiti. E adesso ci arriva, buon ultimo, il governo Letta che la pratica di arrivare dopo gli altri e di mettere tutto “un po' più in là” la sta facendo diventare una pratica di vita.

Ovviamente ciascuna delle categorie summenzionate ha i suoi bravi motivi per quella scelta che non è la stessa per tutti.
I Vip cioè i “vecchi in pensione” non vanno in vacanza per snobismo: non vogliono confondersi con altri che usurpano l'acronimo Vip traducndolo in very important person che poi questi important a vederli in tv sembrano più prossimi alla categoria cafonal. E con loro i “vecchi in pensione” hanno poco a che spartire. Detto con il massimo rispetto per gli autentici cafoni ovvero per quelli che se ne andavano e magari ancora vanno in giro per sbarcare il lunario: i c'a fune (traduzione letterale: quelli che hanno la fune).
Papa Francesco rinuncia alle ferie perché in ditta ha trovato un tal marasma che rimettere a posto tutto (ammesso e non concesso che lo voglia fare per davvero) richiederà ben più tempo che non quello delle ferie e comunque Roma in agosto è vivibilissima e senza confusione come da sempre ci ha raccontato il cinema: da Il sorpasso (anni antichi) a Pranzo di ferragosto (anni più recenti). E poi comunque nell'albergo di santa Giulia c'è l'aria condizionata e già questa fa vacanza. Peraltro i Vip originali (vecchi in pensione) l'aria condizionata non ce l'hanno, mica perché costa cara ma per avversione ideologica. Preferiscono il ventaglio, più chic, o il ventilatore usato però solo nelle ore notturne, causa zanzare.
Il governo Letta tutti questi problemi non ce li ha e quindi, perché non va in vacanza?
Perché la coerenza li ha fregati. Questa è la vera verità.

Fino ad ora il governo del “fare un po' più in là” ha funzionato egregiamente su tutte le questioni importanti: sulla nuova legge elettorale, che verrà fatta un po' più in là, sulla decisione sull'Imu, che verrà presa un po' più in là, sull'aumento dell'Iva, che si deciderà un po' più in là, sulla riduzione dei costi della politica che per essere sicuri che vada sempre più in là si pensa di prenderla a rate neanche si trattasse dell'acquisto di un frigorifero. E comunque i partiti hanno invece incassato che è poco una bella paccata (per dirla alla Fornero, chi se la ricorda più?) di milioni che una legge truffaldina ha istituzionalizzato nel metodo e nel merito. Che poi se una legge è truffaldina chi l'ha ideata e resa esecutiva come deve essere definito? Alla faccia delle vibranti e bavose commozioni di circostanza. E l'elenco del “fare più in là” si può allungare di molto altro ancora come ad esempio la questione della decadenza di Berlusconi da senatore o la legge sull'omofobia o la norma sul voto di scambio per arrivare alla definizione su come punire la diffamazione a mezzo stampa. Senza contare tutti quei provvedimenti che, ad onor del vero, non sono neanche calendarizzati “un po' più in là”. Nel senso che non sono proprio in agenda tanto sono considerati poco importanti come la questione dell'equità fiscale e pure sociale. Il governo Monti sulla questione ci ha campato per quindici mesi senza mai neppure fare uno sforzo. Ma d'altra parte chi ha due o tre o anche quattro incarichi e ricava da ciascuno diverse decine di migliaia di euro al mese come può capire chi tira la cinghia? Oggettivamente è sforzo troppo grande e quindi non può. 

Ecco perché il governo Letta non va in vacanza gli è capitato che l'appunto per la prenotazione della pensione Mariuccia sia finito nelle cose da fare “un po' più in là” e così hanno perso il turno. Ormai è tardi tutto già preso.
Gli resta però sempre la possibilità di svagarsi con qualche giochino elettronico, il subbuteo di cui il premier Enrico Letta va matto richiede troppo spazio e diversi giocatori appassionati. Per informazioni sui giochini elettronici rivolgersi alla deputata Rosy Bindi. Per intenderci quella che ha richiesto con foga alla direzione del suo partito la deroga per potersi presentare alle elezioni avendo oramai superato di gran lunga i termini stabiliti dal regolamento. In molti si domandarono perché la Bindy volesse tornare in parlamento dopo oltre quindici anni di permanenza su quegli scranni. Ora si ha la risposta: per giocare con il tablet (pagato dai contribuenti magari) in un ambiente sereno, ben condizionato sia d'estate che d'inverno e anche ben remunerato. Ora è chiaro.


Se poi il governo e tutti i suoi ministri a cominciare da quello degli Interni decidesse di andare “un po' più in là” e lasciasse il posto a gente che faccia meno proclami ma più fatti farebbe cosa buona e giusta.

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