Questa
frase epocale è diventata per Marione nostro, al secolo Mario Monti
bocconiano nonché commissario europeo nonché senatore a vita nonché
primo ministro, molto più che un semplice aforisma: un vero e
proprio programma di vita.
Si
tralasci tutto quello che ha combinato fino al novembre 2011, che
anche in quel periodo episodi da cinema ce ne sono a iosa, e ci si
concentri solo su questi ultimi 8 mesi. Mica possiamo ripercorrere tutta
la storia del cinema in poche righe.
Purtuttavia
qualche esempio può essere riportato perché lui, Marione, e il suo
governo hanno rieditato pezzi importanti della storia del cinema
internazionale. E la sua poliedricità d'interpretazione gli consente
di coprire tutti i ruoli.
Il
suo inizio è stato eroico: eccolo uscire da Fort Apache,
nell'attillata divisa del tenente Rip Masters con al fianco il
fedelissimo sergente O'Hara, interpretato da Elsa Fornero,mentre
Corrado Passera fa il piccolo caporale Rusty. e lanciarsi alla
carica, sciabola sguainata. Poi rieccolo alla testa della pattuglia del
7° cavalleggeri mentre segue Rin Tin Tin che gli fa da guida e gli
mostra la strada; la tromba suona la carica e lui si rilancia, sciabola risguainata a salvare la povera carovana Italia accerchiata dai cattivi
indiani che la vogliono distruggere. Ed è stato solo l'esordio.
Quindi ha vestito i panni di Mosè, I dieci
comandamenti,
che disceso dal Sinai mostra le rigorose ed eque tavole della legge
al popolo che condurrà per quarant'anni nel deserto. Speriamo che il
nostro passaggio sia un cicinin più breve. Che se Cecil DeMille
l'avesse incontrato prima avrebbe scritturato lui e non Charlton
Heston che come fisico niente da dire ma quanto ad espressività,
calore umano e capacità di coinvolgere le masse era proprio un
disastro. Mica come Marione nostro, che levati.
E
che dire quando si è parlato di esodati e di IMU. Lui e il suo team
hanno messo in scena la più riuscita riedizione, in quanto a
nonsense, dei Soliti
ignoti,
Con l'immancabile Fornero nella parte di Capannelle, il ministro
Passera questa volta nei panni di Tiberio (Marcello Mastroianni) che
bada al pupo mentre la moglie è in galera, Pietro Giarda che
riprende il personaggio che fu di Tiberio Murgia (Ferribotte) e lui
Marione nostro che interpreta il ruolo del pugile balbuziente in
disarmo, Peppe (Vittorio Gasman).
E
nello scontro con tassisti, farmacisti, notai, avvocati e
corporazioni varie, non avete colto nei suoi occhi di ghiaccio il
pathos che Henry Fonda avrebbe voluto mostrare nel duello finale di
C'era
una volta il west contro
Charles Bronson o di L'ultima
notte a Warlock
contro Anthony Queen. Bhè il duello con le categorie lui, Mario
Monti,l'ha perso che mica si può vincere sempre. E poi si tratta
solo di cinema. La vita è tutto un film.
Data
l'ampiezza della sua capacità interpretativa, che neanche Laurence
Olivier ci si avvicina, non si è precluso alcun ruolo. Eccolo dunque
nella interpretazione de Le
due orfanelle.
Quale mai delle tante attrici che hanno affrontato questo ruolo
avrebbe potuto recitare con più passione e senso di disperazione le
sue battute in video conferenza all'assemblea dell'ACRI?
Non
vi siete sentiti struggere il cuore mentre, come la piccola Luisa ,dichiarava che lui e il suo governo: “ha
sicuramente perso in questi ultimi tempi l’appoggio, che gli
osservatori attribuivano, dei poteri forti. Non incontriamo infatti
favori, in questo momento, di un grande quotidiano che e’
espressione autorevole di poteri forti, e presso Confindustria”.(1)
Disperata scena melò che neppure un maestro come David Griffith
avrebbe potuto rendere meglio.
E
poiché la storia del cinema è fatta di film
seri di cui si fa la parodia ecco cosa ha risposto un'aspirante
attore alle prime armi, tale Ferruccio de Bortoli:
“L'ultima
amara realtà è che non
vi
sono vere élite o egemonie di qualità, ma solo una congerie
disordinata e caotica di ingessature corporative, una miriade di
casellanti muniti di veto. Chi teme i poteri forti può stare
tranquillo. Chi ha a cuore il futuro del Paese, la formazione di una
classe dirigente di qualità, le riforme e il ritorno alla crescita,
ha molto di che preoccuparsi”. (3)
Chissà cosa ci riserverà
per il futuro Marione nostro.
Una cosa però è da
dire: il set su cui Marione gira i suoi film costa un occhio della
testa e pare, pare, che quanto a incassi si vada maluccio.
Spiacerebbe che la sua
ultima interpretazione fosse il remake di Au hasard Barlthasar
(4) e che per vederlo si
dovesse cercare nei cinema d'assai dove, spesso,gli addendi sono:
grande critica, poco pubblico e ancor meno soldi.
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(1)
Agi 07/06/012 dichiarazione di Mario Monti al congresso di ACRI
(Associazione Casse Risparmio)
(2)
Sul drammone le “Due Orfanelle” (1874)
di Cormon e D'Ennery, furono
girati moltissimi film, almeno una dozzina, dal primo, girato negli
USA del 1921, ancora in epoca del muto, con la regia di David W.
Griffith, alla versione italica di Giacomo Gentilomo del 1954.La
storia è nota:due orfanelle arrivano a Parigi durante i giorni
della rivoluzione francese e passano
attraverso una serie di disavventure lacrimose tra gente di
malaffare e rapaci megere.
(3) I leggendari poteri forti – Ferruccio de Bortoli - Corsera 10/06/012
(4) Au hasard Balthasar, Vita, patimenti e morte dell'asino Balthazar, vittima della malvagità umana nella campagna francese, in parallelo con l'esistenza, altrettanto infelice, di Maria, sua prima padroncina. Regia Robert Bresson, con Anne Wiazemsky
(3) I leggendari poteri forti – Ferruccio de Bortoli - Corsera 10/06/012
(4) Au hasard Balthasar, Vita, patimenti e morte dell'asino Balthazar, vittima della malvagità umana nella campagna francese, in parallelo con l'esistenza, altrettanto infelice, di Maria, sua prima padroncina. Regia Robert Bresson, con Anne Wiazemsky

