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venerdì 22 maggio 2015

PierCarlo Padoan: ignorante e pericoloso .

Con l’intervista rilasciata a La Repubblica dimostra di non aver ben chiaro qual è il ruolo della Corte Costituzionale. Il rivendicare la preminenza delle scelte del governo sul diritto e il richiedere uniformità di pensiero tra Consulta ed esecutivo è storia già vista e apre le porte a pericolose involuzioni

Fino ad ora PierCarlo Padoan pareva simpatico con quella sua aria da gnomo del bosco catapultato in politica e nel governo praticamente a sua insaputa. Faceva simpatia quel suo arrabattarsi (figurativamente parlando)  per trovare i fondi necessari a soddisfare tutti i desideri del suo giovin signore.  Ce lo si immaginava come il piccolo scrivano fiorentino, tutte le notti, chino sui libri dei conti con il lapis appuntito completamente avvolto da quei rotolini bianchi che la vecchia calcolatrice Olivetti a manovella sa produrre a iosa. E si aveva comprensione per quel suo “trovare” un miliarduccio qua e un ,miliarduccio là riuscendo ogni volta a sovvertire l’antica regola della matematica che recita: cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Con lui il PierCarlo Padoan da Roma il risultato cambiava a piacimento. Era tenero.

Oggi fa molta meno tenerezza anzi incute un bel po’ di paura e se va avanti così che questa si trasformi in terrore sarà un attimo. Con l’intervista rilasciata oggi a la Repubblica nella quale critica aspramente, i telegiornali dicono bacchetta, la Consulta per la decisione presa sulle pensioni dimostra di essere ignorante (nel senso etimologico del termine) e pericoloso. E non serve stabilire se più ignorante o più pericoloso i due aggettivi assai spesso vanno di pari passo. E il risultato non è bello come spesso dimostrato dalla storia e Achille Starace, tanto per dirne uno, ne fu un efficace esempio.

Per la cronaca il Piercarlo Padoan ha dichiarato «La Consulta doveva valutare i costi della sentenza sulle pensioni» Bello, ma la Consulta non è lì per quello.
È ignorante il Padoan poiché dimostra di non conoscere, di ignorare, il senso ed il perché sia stata istituita la Corte Costituzionale. Gli basterebbe fare un giro su Wikipedia per capire l’enormità di quanto ha dichiarato a la Repubblica. E Renzi potrebbe spiegargli come arrivarci. Alla  Corte Costituzionale è demandato il compito di giudicare la legittimità degli atti dello Stato e delle Regioni e, come soprammercato, ad esprimersi su eventuali atti di accusa nei confronti del presidente della Repubblica. Mica male vero? Quindi sta lì, in autonomia dall’esecutivo, per stabilire se una legge è legittima o non legittima a prescindere da qualsiasi altra considerazione. Cioè a dire che il suo ruolo è difendere lo Stato di diritto e non la ragion di Stato. Che tra i due c'è una bella differenza.
Quando la Consulta comincerà a tener conto dei desiderata dell’esecutivo significherà essersi incamminati per una brutta china e allora la democratura non sarà così fuori dall’orizzonte. E in questo sta la pericolosità dell’ex simpatico gnomo del bosco.
Tutti gli esecutivi dicono di lavorare per il bene del Paese ma non sempre così è successo anzi sono stati proprio quelli che con più forza e magari anche con l’aiuto della galera si impegnavano a  dimostrare il teorema che, alla fin della fiera, hanno causato i danni peggiori. Di solito si comincia con piccole e medie ingiustizie (come le pensioni) per salvaguardare i grandi temi (il bilancio dello Stato) e poi si finisce con il discriminare quelli biondi con gli occhi azzurri. S’è già visto.

mercoledì 14 marzo 2012

Maurizio Gasparri non si sente subordinato ai tecnici. Magari dovrebbe.

Maurizio Gasparri, che i vecchi amici del Fuan (1) chiamavano Pinocchio logorroico, ha rilasciato a Repubblica una dichiarazione delle sue. Epocale.
“Dai tecnici troppa spocchia. Torniamo noi politici. Siamo alleati ma non subordinati”.(2)
Ora sentire Gasparri parlare della spocchia altrui è come quando si sente il bue gridare cornuto all’asino. Proprio non ci stà.
Ma lui è abituato a tutto. E forse anche a qualche cosina di più. Ahi noi.
Fantastici sono i suoi mirabolanti aforismi: “a volte il Senato, la Camera, votano leggi che noi stessi che le votiamo non è che le capiamo bene,  nel senso che c’è ‘l’articolo che sopprime il comma del tal anno’ Insomma, a volte, leggere le leggi,è uno sforzo evidente.”(3)  Già, uno sforzo da non richiederle, onorevole Gasparri, non vorremmo si sciupasse l'organetto che tiene nella scatola cranica. O quando ancor più arditamente sul fascismo ebbe a dire: “ora non è che per far contenti Rutelli e D’Alema ci metteremo pure a riallargare le paludi pontine e a riportare la malaria a Latina, a mandare al rogo l’enciclopedia italiana.” (4)
Sembra di sentire parlare Starace, l’Achille (5) di cui, nel ventennio tanto caro a Gasparri, l’Italia rise amaramente. Purtroppo. E ne avrebbe fatto volentieri a meno.
Di Starace:di nulla capace a cui gli universitari pisani  avevano dedicato un gustoso epitafio (6), oltre che qualche vaga rassomiglianza somatica, il nostro Pinocchio logorroico ha preso anche altri tratti come il battutismo fuori luogo, di cui s’è dato un brevissimo esempio, e una certa propensione alla stuoineria. Per trent’anni si è vanagloriato di essere uno dei sottopanza di Fini, pomposamente si autodefinivano colonnelli, magari in omaggio ai tristi colonnelli greci. Quelli sì, purtroppo, veri. E adesso lo fa di poer nano Berlusconi.
Famoso il suo aut aut a Fini il 23 aprile 2005 (cosa sono le date vero?) quando con stentorea voce nasale in un impeto di coraggio, raccattato chissà dove, ebbe a dire: “O me o lui” riferendosi a Storace che, avendo perso alle amministrative il Lazio, reclamava giustamente un posto da ministro. E Fini ghignando rispose semplicemente: “lui.”.(7) E così fu.
Naturalmente il pupo corse subito da Berlusconi cercando di recuperare ma, almeno quella volta non ci fu verso. E meno male.
E quindi se lo Starace tuonava: “tutti gli organi del partito funzionano, devono funzionare perciò anche gli organi genitali” o “Fate ginnastica e non medicina. Abbandonate i libri e datevi all'ippica.”
Il nostro a oltre sessant’anni di distanza risponde con:Il fascismo non è la parentesi oscura della storia, come disse Croce sbagliando.” (4) E proprio di oggi (14 marzo 2012) degli attuali “tecnici” al governo dice: ''Sono perfetti se gli dai un manuale di istruzioni da seguire'', ma sugli imprevisti...e' qui che noi politici riconquistiamo il centro del campo. Ti si arena la nave e tu che fai? Ti uccidono l'ostaggio e tu che fai? (2)
Già onorevole Gasparri, a parte il tono scioccamente cinico, lei che avrebbe fatto? Ce lo dica con poche (mi raccomando) parole sue. Magari ricordando le figuracce internazionali del suo capo.
Quindi il prode Gasparri tuona: "La sinistra difende i metalmeccanici e io non posso tutelare i tassisti e i farmacisti? E che so' quelli?''.(2).  Già e chi so’ quelli? I figli della lupa? Via Gasparri, si ridimensioni. Forse le serve riflettere su quanto di lei disse Oriana Fallaci:
Ce n'è un altro che sembra lo scemo del villaggio. Ha una faccia così poco intelligente, poverino, e un labbro così pendulo, che viene voglia di pagargli una plastica” (8)
Si ridimensioni Gasparri. Si ridimensioni. Gasparri

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(1) Fuan (Fronte Universitario d’Azione nazionale) era il movimento politico studentesco legato al MSI (Movimento Sociale Italiano), il partito neofascista fondato nel 1946 dai reduci della Repubblica Sociale di Salò
(2) asca 14 marzo 2012, 1033
(3) Porta a Porta, 10 febbraio 2009
(4) Alberto Piccinini, Lezioni di storia, il manifesto, 9 settembre 2008,
(5) Achille Starace fu segretario del PNF dal 7 dicembre 1931 al 29 ottobre 1939
(6) Famoso l’epitafio composto dagli universitari pisani: Qui giace Starace, vestito d’orbace, di nulla capace, in pace rapace, in guerra fugace, a letto pugnace, col popol mendace, requiescat in pace
(7) L’Unità, 24 aprile 2005
(8) Oriana Fallaci, Oriana Fallaci intervista se stessa, p. 70 (nell'edizione venduta assieme all'edizione de Il Corriere della sera ad inizio agosto 2004)