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lunedì 23 febbraio 2015

Renzi e Gasparri uniti nel segno di Pinocchio.

Il più famoso burattino del mondo accomuna, neanche li avesse scolpiti lo stesso Geppetto, due opposti. Che poi siano opposti è da dimostrare. A chiacchiere son forti tutti e due. Uno ha la nasella ma l’altro è toscano. Entrambi campano di politica. Dagli insulti all’unità.

Maurizio Gasparri, o il suo ghost magari più facile, ha passato gran parte del pomeriggio a ritwittare la simpatica vignetta che si vede qui accanto. L’opera è dei giovani virgulti di Forza Italia che se la sono ben distribuita tra loro ed ognuno l’ha poi rilanciata su Twitter. Regia eccellente e ben organizzata se è stata pensata, meglio ancora se invece frutto del caso. Che spesso è più acuto dei cervelloni strategici. Comunque quel che è certo è che Maurizio Gasparri non si è lasciato scappare un solo tweet che portasse in dote quell’immagine e subito, come una mangusta, l’ha acchiappata e l’ha ritwittata talvolta con un piccolo commento talaltra esclusivamente come passaparola. Insomma è stato messo in campo un bel battaglione a sua volta duplicato dal senatore Gasparri, non a caso figlio e fratello di generali dei Carabinieri , nonché ex colonnello  di Gianfranco Fini (sto con Fini da più di trent’anni) . 

IUn bel tentativo per controbilanciare la twittermania di Matteo Renzi. E soprattutto per vendicarsi della frase: «La  Rai è un pezzo di cultura, non può essere disciplinata dalla “legge Gasparri”» che il Presidente del consiglio ha perfidamente lasciato cadere durante un’ intervista con Lucia Annunziata. Con ciò intendendo che cultura e Gasparri se non sono proprio agli antipodi certo corrono su piste opposte. E dargli torto può venire difficile.

La prima reazione è stata all’altezza del senatore: «Imbecille. Figlio di massone. Chiacchiere e distintivo (espressione utilizzata dal cattivo Al Capone). Insider Trading. Abissale ignoranza …» poi passata la fregola, dopo una notte forse insonne, sono apparsi come vendicatori celesti i giovani di Forza Italia. E lì giù a ritwittare. C’è da dire che Renzi ritwitta poco o nulla. Sarà per supponenza o per arroganza o perché padroneggia meglio lo strumento, ma lui i tweet se li pensa e se li piazza per conto proprio. Lodevole perché è noto che fa da sè fa per tre..

C’è però un dettaglio che i giovani di Forza Italia non potevano conoscere e che probabilmente il senatore Maurizio Gasparri ha pensato bene di non segnalare fidando anche nella riservatezza dei suoi vecchi camerati e magari anche un poco sulla loro scarsa memoria. In verità sbagliando. I vecchi del Fronte della Gioventù hanno buona memoria e si ricordano perfettamente come avevano soprannominato il camerata Gasparri: Pinocchio logorroico. 

Il nomignolo gli è rimasto appiccicato anche quando è diventato segretario provinciale (Roma) del Fronte della Gioventù e poi, negli anni ottanta presidente nazionale del Fuan  che era l’associazione degli universitari neofascisti. Che però quel posto lo usurpava non essendo universitario avendo smesso con gli studi subito dopo il liceo.

Sul perché i suoi camerati lo chiamassero Pinocchio non c’è certezza. C’è chi dice per alcune bugie, innocenti si suppone, e chi invece per la protuberante nasella. Ciò che non è in discussione è la logorrea. Dategli uno spunto e il senatore Gasparri può parlare ininterrottamente per ore. E anche oltre.  Ovviamente sul contenuto non si garantisce. Mai e per nessuno. Meno che mai per Gasparri. E lo stesso è per il Renzi: gli  sia dato un microfono e ce ne si può dimenticare per ore. Si può andare a fare shopping e al ritorno lo si ritrova dove era stato lasciato.

Comunque alla fine è bello vedere che gli opposti hanno dei punti in comune. Potrebbero partire di lì ed insieme andare un po' più in là. Dove li porta il cuore. 

mercoledì 14 marzo 2012

Maurizio Gasparri non si sente subordinato ai tecnici. Magari dovrebbe.

Maurizio Gasparri, che i vecchi amici del Fuan (1) chiamavano Pinocchio logorroico, ha rilasciato a Repubblica una dichiarazione delle sue. Epocale.
“Dai tecnici troppa spocchia. Torniamo noi politici. Siamo alleati ma non subordinati”.(2)
Ora sentire Gasparri parlare della spocchia altrui è come quando si sente il bue gridare cornuto all’asino. Proprio non ci stà.
Ma lui è abituato a tutto. E forse anche a qualche cosina di più. Ahi noi.
Fantastici sono i suoi mirabolanti aforismi: “a volte il Senato, la Camera, votano leggi che noi stessi che le votiamo non è che le capiamo bene,  nel senso che c’è ‘l’articolo che sopprime il comma del tal anno’ Insomma, a volte, leggere le leggi,è uno sforzo evidente.”(3)  Già, uno sforzo da non richiederle, onorevole Gasparri, non vorremmo si sciupasse l'organetto che tiene nella scatola cranica. O quando ancor più arditamente sul fascismo ebbe a dire: “ora non è che per far contenti Rutelli e D’Alema ci metteremo pure a riallargare le paludi pontine e a riportare la malaria a Latina, a mandare al rogo l’enciclopedia italiana.” (4)
Sembra di sentire parlare Starace, l’Achille (5) di cui, nel ventennio tanto caro a Gasparri, l’Italia rise amaramente. Purtroppo. E ne avrebbe fatto volentieri a meno.
Di Starace:di nulla capace a cui gli universitari pisani  avevano dedicato un gustoso epitafio (6), oltre che qualche vaga rassomiglianza somatica, il nostro Pinocchio logorroico ha preso anche altri tratti come il battutismo fuori luogo, di cui s’è dato un brevissimo esempio, e una certa propensione alla stuoineria. Per trent’anni si è vanagloriato di essere uno dei sottopanza di Fini, pomposamente si autodefinivano colonnelli, magari in omaggio ai tristi colonnelli greci. Quelli sì, purtroppo, veri. E adesso lo fa di poer nano Berlusconi.
Famoso il suo aut aut a Fini il 23 aprile 2005 (cosa sono le date vero?) quando con stentorea voce nasale in un impeto di coraggio, raccattato chissà dove, ebbe a dire: “O me o lui” riferendosi a Storace che, avendo perso alle amministrative il Lazio, reclamava giustamente un posto da ministro. E Fini ghignando rispose semplicemente: “lui.”.(7) E così fu.
Naturalmente il pupo corse subito da Berlusconi cercando di recuperare ma, almeno quella volta non ci fu verso. E meno male.
E quindi se lo Starace tuonava: “tutti gli organi del partito funzionano, devono funzionare perciò anche gli organi genitali” o “Fate ginnastica e non medicina. Abbandonate i libri e datevi all'ippica.”
Il nostro a oltre sessant’anni di distanza risponde con:Il fascismo non è la parentesi oscura della storia, come disse Croce sbagliando.” (4) E proprio di oggi (14 marzo 2012) degli attuali “tecnici” al governo dice: ''Sono perfetti se gli dai un manuale di istruzioni da seguire'', ma sugli imprevisti...e' qui che noi politici riconquistiamo il centro del campo. Ti si arena la nave e tu che fai? Ti uccidono l'ostaggio e tu che fai? (2)
Già onorevole Gasparri, a parte il tono scioccamente cinico, lei che avrebbe fatto? Ce lo dica con poche (mi raccomando) parole sue. Magari ricordando le figuracce internazionali del suo capo.
Quindi il prode Gasparri tuona: "La sinistra difende i metalmeccanici e io non posso tutelare i tassisti e i farmacisti? E che so' quelli?''.(2).  Già e chi so’ quelli? I figli della lupa? Via Gasparri, si ridimensioni. Forse le serve riflettere su quanto di lei disse Oriana Fallaci:
Ce n'è un altro che sembra lo scemo del villaggio. Ha una faccia così poco intelligente, poverino, e un labbro così pendulo, che viene voglia di pagargli una plastica” (8)
Si ridimensioni Gasparri. Si ridimensioni. Gasparri

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(1) Fuan (Fronte Universitario d’Azione nazionale) era il movimento politico studentesco legato al MSI (Movimento Sociale Italiano), il partito neofascista fondato nel 1946 dai reduci della Repubblica Sociale di Salò
(2) asca 14 marzo 2012, 1033
(3) Porta a Porta, 10 febbraio 2009
(4) Alberto Piccinini, Lezioni di storia, il manifesto, 9 settembre 2008,
(5) Achille Starace fu segretario del PNF dal 7 dicembre 1931 al 29 ottobre 1939
(6) Famoso l’epitafio composto dagli universitari pisani: Qui giace Starace, vestito d’orbace, di nulla capace, in pace rapace, in guerra fugace, a letto pugnace, col popol mendace, requiescat in pace
(7) L’Unità, 24 aprile 2005
(8) Oriana Fallaci, Oriana Fallaci intervista se stessa, p. 70 (nell'edizione venduta assieme all'edizione de Il Corriere della sera ad inizio agosto 2004)