Settimana ricca per la MAGA Giorgia, prima intervista con il Financial Times a far da tappetino a J.D. Vance poi a fare la smargiassa da Azione: non è lì per sostituire gli attuali alleati e Calenda abbozza.
L’altro giorno
l’autorevolissimo Financial Times ha deciso di dedicare qualche spazio alla
MAGA Giorgia. Nell’intervista la nostra MAGA nazionale ha tentato un piccolo
sgamuffo quando ha definito puerile la richiesta fattale di decidere da quale
parte stare: con gli USA o con l’Unione Europea? In realtà la richiesta non è
puerile, è semplicemente stupida. Come chiedere a una fascista (al femminile
solo per parità di genere) se preferisce la dittatura o la democrazia. Si sa
già qual è il vero sentire dell’interpellata a prescindere dalla risposta che
potrà rappattumare. Quindi sarebbe opportuno avere domande intelligenti, o
quanto meno non fesse, dall’opposizione. L’intervista è proseguita con la
dichiarazione scontata, e qui il barbatrucco non ha funzionato poiché al cuore
non si comanda e ha preso il sopravvento. E quindi ecco uscire in un afflato d’amorosi
sensi la completa condivisione del discorso di J.D.Vance, vice presidente USA.
Per intenderci quello del nuovo sceriffo
arrivato in città, quello della poca
democrazia in Europa, della censura
verso gli avversari,quello del dovete
difendervi da soli, tenuto a Monaco. Ripreso il controllo dei sensi la MAGA
Giorgia ha riproposto la stantia formula del io sto con l’Italia e non si può fare a meno né dell’Europa né degli
degli USA. Evvabbè. Per sfruttare l’abbrivio
a poche ore di distanza ecco la MAGA Giorgia al congresso di Calenda per
recitare la solita stantia tiritera: vogliamo
la pace e per questo dobbiamo armarci (3,5% ipotizza il Crosetto che ha le mani
in pasta negli armamenti, nel senso che se ne intende e ha cercato di infilare
la moglie nei servizi segreti), e dunque armare
l’Ucraina perché faccia la guerra alla Russia per conto nostro (tanto a morire
ci vanno i loro, finché ne hanno) mentre sui dazi neppure un accenno e le
fabbriche italiane chiudono. Il suo mentore
segreto (si fa per dire) era più esplicito: parlava di aratri e di spade,
di Italia proletaria in lotta con le potenze demoplutocratiche, di battaglia
del grano e di autarchia, e arrivava a preconizzare un’Europa fascista o fascistizzata, e quasi ci siamo. Ma la MAGA
Giorgia preferisce giocare a rimpiattino perché non ha il phisique du role e non sarà ricattabile personalmente, ma lo è politicamente:
il Salvini Matteo (ben ha imparato la lezione del Bossi Umberto) sta lì a
ricordarglielo tutti i giorni. Infine la chicca: non sono qui per sostituire i miei attuali alleati, come fosse la
padrona delle ferriere. By the way Salvini
e la sua scalchignata Lega vale più del doppio di Azione. In ogni caso, al
momento nessuno, Calenda in particolare, si è risentito da tanta arroganza.
Beato lui.
Buona settimana e buona
fortuna.