In
linea con «quando dunque fai l'elemosina, non suonare
la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe» il
cardinal Bertone ha concesso alla presidente dell’Ospedale Bambin Gesù di
comunicare che donerà 150.000€. Ma lo farà a rate. Dona 150.000 avendone
incassato, a sua insaputa, 200.000. A occhio e croce ci vorranno sette anni e
mezzo per terminare la donazione. A Bertone gli auguri di lunga vita da parte
di tutti gli atei, anticlericali e mangiapreti d’Italia.
Il cardisal Bertone
Tarcisio, donerà all’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma il fantastico
importo di 150.000€. E poiché nell’era della comunicazione più sfrenata non è
più di moda il motto «non sappia la tua destra
quello che fa la tua sinistra» (Matteo 6, 1-4) la notizia è stata propalata con
suono di grancassa e trombe dalla presidente dell’Ospedale, Mariella Enoc. Il
perché di tanta generosità l’ha raccontato vatileaks: per la ristrutturazione dell’appartamento
del cardinal Bertone è stata spesa una montagna di soldi. Per essere meno
generici e più puntuali si citano notizie di stampa: 300 mila euro avrebbe
speso il cardinale di tasca sua (1), sudati risparmi, e di 200 mila sarebbe
stato l’obolo, chissà quanto consenziente e cosciente, versato dall’Ospedale
pediatrico Bambin Gesù (2). Ovviamente, come nella migliore tradizione quest’ultimo
importo sarebbe stato erogato a completa insaputa del beneficiario. Il mondo
non è affatto strano come pensano taluni illusi proprio perché si ripete continuamente. La
storia del «a mia insaputa» ricorre nella cronologia delle disgrazie del
Belpaese e degli Stati in esso geograficamente inglobati.
Comunque, com’è come
non è, il cardinale pur non ammettendo alcun dolo e meno che mai colpa, s’è
reso conto che tutta questa vicenda ha danneggiato l’immagine dell’Ospedale pediatrico
e quindi ha deciso di porvi un qualche rimedio. Questo è quanto Bertone fa dire
alla Enoc. Che poi il rimedio arrivi con qualche anno di ritardo è solo
responsabilità dell’essere il cardinal Bertone un teologo e come tale abituato
a spezzare il capello almeno «settanta volte sette.» Ma alla fine ce l’ha
fatta. L’elargizione non avverrà hic et
nunc ma a rate. Essere stato arcivescovo di Genova ha lasciato qualche
traccia. Però a riguardare le cifre in ballo: l’arcivescovo ha ricevuto (sempre
a sua insaputa) 200mila euro e ne dona, a distanza di anni, 150mila fa venire
il dubbio che qualcosa non quadri. Mancano all’appello 50.000 euro, che coi
tempi che corrono non son proprio bruscoli. Così come quel «a rate» fa
tenerezza poiché va ad equiparare il cardinale emerito ad una coppia di sposini
che pagano a rate il divano o il lampadario. Solo a un cardinale può venire in
mente di donare a rate. Il più è crederci. Infatti ad una persona normale può
solo capitare di decidere di donare piccole somme ma tutte intere e subito. E
poi, di solito, le rate stanno a significare il ripianamento di un debito. Altro
il buon senso non suggerisce.
Adesso comunque si tratterà di capire l’entità
della rata. Se la pensione di un sì tanto porporato si aggira, come pare,
intorno ai 5.000€ netti al mese e si ipotizza che per le piccole spese tra cui
il mantenimento di tre suore (che ci fanno tre suore a casa sua?) ed una
segretaria (una casa questa non ce l’ha?) che stazionano in quelle stanze h24, più la
luce, il gas ed il telefono, e magari Tasi e Tari se ne vadano 3.000 euro al mese
ne restano solo 2.000 a disposizione della donazione. Il che tradotto nella
crudezza dell’aritmetica risulta che la donazione vedrà la sua fine solo fra
settantacinque mesi ovvero fra sei anni e mezzo. E in questo lasso di tempo
senz’altro la mano destra saprà quello che sta facendo la sinistra. Allora non
c’è che da confidare sullo stato di salute, che ci si augura forte e vigorosa, del
Bertone Tarcisio che lo scorso 2 dicembre ha girato la boa degli 81 anni. E
dunque nell’interesse dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù si immagina che
tutti, compresi atei, mangiapreti e anticlericali incalliti, vorranno augurare
al cardinale Bertone di spegnere ancora un bel po’ di candeline. Almeno sette.
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( 2) http://www.ilpost.it/2015/11/05/si-parla-ancora-della-casa-di-bertone/