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sabato 19 dicembre 2015

Il cardinal Bertone Tarcisio donerà 150.000 euro. A rate.

In linea con «quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe» il cardinal Bertone ha concesso alla presidente dell’Ospedale Bambin Gesù di comunicare che donerà 150.000€. Ma lo farà a rate. Dona 150.000 avendone incassato, a sua insaputa, 200.000. A occhio e croce ci vorranno sette anni e mezzo per terminare la donazione. A Bertone gli auguri di lunga vita da parte di tutti gli atei, anticlericali e mangiapreti d’Italia.


Il cardisal Bertone Tarcisio, donerà all’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma il fantastico importo di 150.000€. E poiché nell’era della comunicazione più sfrenata non è più di moda il motto  «non sappia la tua destra quello che fa la tua sinistra» (Matteo 6, 1-4) la notizia è stata propalata con suono di grancassa e trombe dalla presidente dell’Ospedale, Mariella Enoc. Il perché di tanta generosità l’ha raccontato vatileaks: per la ristrutturazione dell’appartamento del cardinal Bertone è stata spesa una montagna di soldi. Per essere meno generici e più puntuali si citano notizie di stampa: 300 mila euro avrebbe speso il cardinale di tasca sua (1), sudati risparmi, e di 200 mila sarebbe stato l’obolo, chissà quanto consenziente e cosciente, versato dall’Ospedale pediatrico Bambin Gesù (2). Ovviamente, come nella migliore tradizione quest’ultimo importo sarebbe stato erogato a completa insaputa del beneficiario. Il mondo non è affatto strano come pensano taluni illusi  proprio perché si ripete continuamente. La storia del «a mia insaputa» ricorre nella cronologia delle disgrazie del Belpaese e degli Stati in esso geograficamente inglobati. 

Comunque, com’è come non è, il cardinale pur non ammettendo alcun dolo e meno che mai colpa, s’è reso conto che tutta questa vicenda ha danneggiato l’immagine dell’Ospedale pediatrico e quindi ha deciso di porvi un qualche rimedio. Questo è quanto Bertone fa dire alla Enoc. Che poi il rimedio arrivi con qualche anno di ritardo è solo responsabilità dell’essere il cardinal Bertone un teologo e come tale abituato a spezzare il capello almeno «settanta volte sette.» Ma alla fine ce l’ha fatta. L’elargizione non avverrà hic et nunc ma a rate. Essere stato arcivescovo di Genova ha lasciato qualche traccia. Però a riguardare le cifre in ballo: l’arcivescovo ha ricevuto (sempre a sua insaputa) 200mila euro e ne dona, a distanza di anni, 150mila fa venire il dubbio che qualcosa non quadri. Mancano all’appello 50.000 euro, che coi tempi che corrono non son proprio bruscoli. Così come quel «a rate» fa tenerezza poiché va ad equiparare il cardinale emerito ad una coppia di sposini che pagano a rate il divano o il lampadario. Solo a un cardinale può venire in mente di donare a rate. Il più è crederci. Infatti ad una persona normale può solo capitare di decidere di donare piccole somme ma tutte intere e subito. E poi, di solito, le rate stanno a significare il ripianamento di un debito. Altro il buon senso non suggerisce. 

Adesso comunque si tratterà di capire l’entità della rata. Se la pensione di un sì tanto porporato si aggira, come pare, intorno ai 5.000€ netti al mese e si ipotizza che per le piccole spese tra cui il mantenimento di tre suore (che ci fanno tre suore a casa sua?) ed una segretaria (una casa questa non ce l’ha?)  che stazionano in quelle stanze h24, più la luce, il gas ed il telefono, e magari Tasi e Tari se ne vadano 3.000 euro al mese ne restano solo 2.000 a disposizione della donazione. Il che tradotto nella crudezza dell’aritmetica risulta che la donazione vedrà la sua fine solo fra settantacinque mesi ovvero fra sei anni e mezzo. E in questo lasso di tempo senz’altro la mano destra saprà quello che sta facendo la sinistra. Allora non c’è che da confidare sullo stato di salute, che ci si augura forte e vigorosa, del Bertone Tarcisio che lo scorso 2 dicembre ha girato la boa degli 81 anni. E dunque nell’interesse dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù si immagina che tutti, compresi atei, mangiapreti e anticlericali incalliti, vorranno augurare al cardinale Bertone di spegnere ancora un bel po’ di candeline. Almeno sette. 
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(     2) http://www.ilpost.it/2015/11/05/si-parla-ancora-della-casa-di-bertone/