Ciò che possiamo licenziare

sabato 5 novembre 2022

Il discorso di Giorgia


Il vero discorso di presentazione del governo alla Camera e al Senato Giorgia Meloni non l’ha mai recitato, è rimasto nel cassetto. Avrebbe voluto cominciarlo con: «Avrei voluto fare di quest’aura resa sordida e moralmente buia….» Ma non ha potuto. È studiosa, ambiziosa, intelligente e furba. Per questo è pericolosa.



Quello che abbiamo ascoltato il 25 ottobre alla Camera, poi replicato il 26 al Senato è stata la copia b del discorso preparato e tenuto in serbo per anni e anni. Giorgia Meloni avrebbe voluto esordire alla Presidenza del Consiglio con ben altre parole e ben altri concetti. Avrebbe ambito dire: «Avrei voluto fare di quest’aula resa sordida e moralmente buia da peracottari, creduloni, corrotti, condannati, inquisiti, amici di mafiosi, inciucisti, doppiogiochisti e voltagabbana,un posto pulito, dove gruppi  di brave persone, vogliamo chiamarli manipoli?, lavorano al servizio del Paese. Avrei voluto, ma non ho potuto.» Eh, sì, a chi non piacerebbe, al netto dei signori di cui sopra e di una serie di ignavi e inetti, lavorare per il bene della comunità (Patria-Nazione-Famiglia) e sapere che ogni atto lì dentro compiuto è destinato ad essere un moltiplicatore di progresso, innanzitutto morale e culturale e infine economico. A chi non piacerebbe? Domanda retorica il giusto con risposta scontata: a nessuno. Altrimenti non saremmo arrivati al punto in cui siamo. Ecco, sì, Giorgia Meloni avrebbe voluto, ma non ha potuto. Non ha potuto perché la compagnia di giro che si porta appresso, nella più parte, è gretta, rozza e ignorante e fanatica oltre ogni ragionevole dubbio. Basta scorrere la lista dei membri del governo e del sottogoverno per rendersene conto. Chi ieri era stato costretto alle dimissioni (sacrosante) oggi ritorna tronfio e gaudente: nessun governo al mondo se lo permetterebbe. È duro essere un’aquila quando si è circondata da gallinacci. E allora eccola recitare diligentemente la parte della reazionaria stupida capace di difendere l’indifendibile ed arrampicarsi sugli specchi per dare senso a ciò che un senso non ce l’ha. E poi indossare, metaforicamente, il ben spazzolato doppio petto una volta dell’Almirante Giorgio  e ancor più, oggi, il monopetto del Draghi Mario, con l’aggravante di avere un inglese fluente- Non si fa fatica a immaginare le matte risate, una volta ritornata in famiglia con madre, compagno, sorella e cognato mentre commenta i fatti del giorno. Giorgia Meloni è definita, coram populo come studiosa, intelligente, ambiziosa e soprattutto furba. Per questo è massimamente pericolosa.

Buona settimana e Buona fortuna   


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