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sabato 7 febbraio 2015

Caso Calderoli: il verbale della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari n.59

Un verbale che manchi di dati fondamentali nessun amministratore di condominio oserebbe stilarlo. Grande produttività della Giunta in soli 65minuti: due corpose relazioni, 11 interventi e una votazione. Brillante intervento di Carlo Giovanardi. Se un reato non è denunciato non è un reato.

Il 4 febbraio, come alcuni forse sapranno, si è riunita la Giunta delle elezione e delle immunità parlamentari (1). Sul sito del Senato della Repubblica (www.senato,it) si può facilmente scaricare il verbale della riunione che ha avuto come oggetto, per dirla in burocratese: «Richiesta di deliberazione sull’insindacabilita` di opinioni espresse dal senatore Roberto Calderoli, per i reati di cui agli articoli 595, terzo comma, del codice penale e 3 della legge 25 giugno 1993, n. 205 (diffamazione con mezzo di pubblicita`, aggravata da finalita` di discriminazione razziale. Seguito e conclusione dell’esame)» (2)  

Il numero di protocollo, giusto per non farsi mancare nulla, è Doc. IV-ter, n. 4. La seduta è iniziata alle ore 13,35, recita il frontespizio. Così quelli che vivono fuori dal palazzo possono facilmente arguire che i senatori hanno avuto una pausa pranzo ridotta o addirittura che questo è stato saltato. Che per alcuni non sarebbe un neanche male.  Il tutto con il giusto tratto di demagogia.

Comunque il punto è che questo verbale dovrebbe essere portato nelle scuole di notai, commercialisti, revisori di conti nonché amministratori di condominio come brillante esempio di come un verbale non debba essere redatto. Almeno nella parte visibile sul sito del Senato.
Innanzi tutto manca l’elenco dei partecipanti alla seduta, si scopre solo alla fine che il presidente «ha constato la presenza del numero legale» Come? La Senatrice Stefania Pezzopane, via twitter ha comunicato che all’inizio vengono raccolte le firme. Le si da credito, ovviamente, ma non sono allegate al verbale. Forse la raccolta delle firme ha altri scopi, magari di gettone. Di solito gli amministratori di condominio allegano al verbale il foglio delle presenze.

Dopo di che nel verbale si legge che la Giunta respinge a maggioranza la proposta del Senatore Crimi. Già, ma quale maggioranza e composta da chi? Non è dato sapere. Infatti non solo il verbale non riporta chi ha votato come, la votazione è palese, ma neppure quanti si sono espressi a favore quanti i contrari e quanti gli astenuti. Tutte informazioni da registrare a futura memoria e utilissime per il un eventuale, si spera di no, simile caso. Un amministratore di condominio non farebbe mai un simile errore. Nel caso del Senato della Repubblica invece sì.

La seduta si chiude alle 14,40. I senatori hanno una produttività da cottimisti vecchia maniera. Infatti in solo un’ora e cinque minuti sono riusciti a farci stare la relazione di Crimi, undici interventi , una votazione e un ulteriore ordine del giorno. Sì perché oltre alla vergogna Calderoli si è parlato anche di verifica dei poteri e qui la Pezzopane ha svolto anch’essa la sua bella relazione che ha riguardato le cariche di cinque senatori in altrettanti ordini professionali.  La relazione oltre che riportare le argomentazioni sulla incompatibilità contiene anche il sunto delle cinque risposte più varie argomentazioni di diritto. Su questo secondo punto, neanche i senatori della Giunta sono bionici non si è arrivati a capo di nulla e l’esame è stato rimandato. Grande lavoro.

Giusto come divertissement il sunto di un paio di interventi e loro effetti collaterali.
Carlo Giovanardi (Ncd) che sintetizzarne l’intervento deve essere stata un’impresa, ha rilevato che: «Le opinioni espresse nel caso di specie dal senatore Calderoli vanno inquadrate in un contesto meramente politico, avulso da qualsivoglia profilo di tipo giudiziario.» cosa ci sia di politico nel definire un avversario orango lo sa solo lui.
Lucio Malan (FI): «Nel caso di specie non vi è stata nessuna (meglio sarebbe dire alcuna) offesa visto che l’interessata non ha sporto querela.» Come dire che un reato non è reato se nessuno lo denuncia. Ha poi aggiunto che: «Un politico ha diritto di fare battute umoristiche, atteso che queste rientrano nel diritto di manifestazione del proprio pensiero di cui all’articolo 21 della Costituzione.» Evvabbé ci si potrebbe allo stesso modo rivolgere al senatore Malan ma non essendo politici e se lui querela il dire goliardico sarebbe reato. Evvabbé un’altra volta.
Si accodano, come ti sbagli, alle argomentazioni di Malan anche due del Pd il Moscardelli, per mancanza di querela da parte della Kyenge sua compagna di partito e il Cucca, per il contesto di critica politica. Questo l’argomento più gettonato. Alla fine intervengono in undici e solo i senatori Giarrusso e Buccarella oltre naturalmente al relatore Crimi si dicono a favore della procedibilità. Considerando che il ruolo di vicepresidente del Senato coperto dal Calderoli sia un’aggravante e non una attenuante. Nessun altro parla a favore.

Se i condomini di un qualsiasi palazzo ricevessero un simile verbale l’amministratore avrebbe vita breve, professionalmente parlando, per i senatori invece è lunga almeno cinque anni sempre che non siano ricandidati e nuovamente eletti. 
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(1)   https://www.senato.it/3717?seduta=32071
(3)   http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/814741.pdf

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