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sabato 31 gennaio 2015

Quarta votazione Quirinale: non dire Mattarella se non l’hai nel sacco.

Tutti d’accordo sul vecchio democristo moroteo. Ma specializzati a far scherzi da prete in Parlamento ce n’è parecchi. A guastare la festa a tanti, è uno sballo, Le burle più crudeli son dette scherzi da prete e con un ex democristiano e moroteo ci sta alla grande.

Il maghetto Renzi con un discorso fiume, che quelli di Fidel Castro sono un pallido ricordo, ha tirato fuori dal cilindretto per la posizione di Presidente della Repubblica il nome di Sergio Mattarella. L’ultimo dei democristiani morotei, che al contrario di quello dei moicani, non era lanciato in eroiche avventure ma se ne stava bello bello acquattato alla Corte Costituzionale. All’annuncio quelli dell’assemblea del Pd prima si sono dimostrati stupiti poi si sono messi a battere le mani e  quindi ad alzare, tutti insieme e con sobria diligenza, la delega per assentire: all’unanimità. Roba da soviet staliniani, che un po’ al Renzi ci piace. È stato un passo in più rispetto a due anni addietro. Allora non si votò. Come se quello sventolar di deleghe fosse il giusto esorcismo contro imboscate future.  

In verità il nome di Mattarella Sergio l’aveva già fatto il filosofo Massimo Cacciari. Almeno un mese prima dalla Gruber. Come dire: in tempi non sospetti. Poi s’è scoperto che ci aveva pensato anche Vendola Nichi ma non ne fece parola per non bruciarlo. E in cuor loro, adesso dicono, ce l’avevano anche gli ex della Margherita che poi sono gli ex della Dc. Addirittura la Bindy Rosy ci ha pure versato qualche lacrimuccia che sarebbe stato pure bello vederla, fatto eccezionale al cui confronto la nevicata di Boston ci fa un baffo. Il Mattarella piace anche a Orfini e Fassina autoproclamatisi giovani turchi, e che essendo per soprammercato tutti ex dalemiani avrebbero preferito l’Amato Giuliano. Che per quelli specchiati il D’Alema e i suoi pulcini ci hanno un debole. Ovviamente non poteva che piacere a Bersani Pierluigi che se non fosse stato comunista certo sarebbe stato democristiano e moroteo anche lui  Deinde poscia, è stata questione di qualche ora, più che altro per perdere quel rimasuglio di faccia che gli resta, il Mattarella è diventato "piaciuto" anche a quelli di Alfano: il partito con il vuoro intorno. Insomma se Mattarella non ci fosse stato bisognava inventarlo. Una vera panacea.

Gli unici a cui sembra non piacere sono Berlusconi, le sue ormai spompate valchirie, e naturalmente i superfedelissimi: quelli disposti a giurare sulla chioma sansonica del boss. Ma non è detto magari dopo aver fatto abbaiare il Brunetta, che gli viene facile, lo sconfessi e dica che lo vota pure lui. Tanta unanimità è un bel po’ sospetta. Si fosse ai tempi del soviet leniniano, o in Bulgaria o nella Corea del nord il fatto ci starebbe, ma l’essere in Italia qualche dubbietto lo dà. Questa è terra di anarchici, di briganti papalini, di gente disposta a rinunciare a parte del salario pur di aver l’autorizzazione al mugugno, di quelli che hanno come missione fare la minoranza. Terra di  bastiancontrari. Che simile parola e concetto relativo nelle altre parti del mondo non esiste proprio.

Quindi qualche dubbietto il giovane Renzi che ormai è anche lui entrato negli "anta", dovrebbe tenerselo da qualche parte per non far la faccia stupita del gonzo nel caso il voto andasse storto. Anche perché poco c’è di più divertente che impallinare il preteso vincitore e guardarne la faccia che fa. Ne san qualcosa in Vaticano dove nei conclavi si diverton come matti. Non a caso le burle più crudeli son dette scherzi da prete.


Magari tutto filerà liscio come l’olio ma come diceva il trio Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno non dire gatto, pardon, Mattarella se non l’hai nel sacco. Che il cigno nero è sempre dietro l’angolo. 

1 commento:

  1. Luciano Ottavi31 gennaio 2015 10:10

    con quell'abbigliamento fa un po' impressione. sa di inquisizione.

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