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sabato 12 ottobre 2013

Berlusconi Silvio chiede l'affidamento ai servizi sociali.

Decisione inaspettata da un politico tutto d'un pezzo che ha fatto della coerenza la sua seconda natura. Preoccupazione di Dudù che vorrebbe un po' di privacy e anche stare in pace per conto suo.


Grande sorpresa negli ambienti politici, giornalistici, industriali, commerciali e financo militari del Belpaese e dell’intera Europa e dell’intero globo terraqueo, è arrivata, inaspettata, la richiesta di affidamento ai servizi sociali per il condannato Berlusconi Silvio.

Nessuno mai avrebbe sospettato o immaginato una simile scelta da parte  di Berlusconi Silvio. Berlusconi Silvio, l’uomo che aveva fatto, fino ad ora, della coerenza  la sua seconda natura. L’uomo che mai, in oltre settantasette anni di onorata vita si è contraddetto una sola volta.  A quest’uomo pensava un hippy palestinese, figlio di un falegname e di una vergine,  all’incirca due mila anni fa, quando pronunciò il suo famoso discorso della montagna allorché disse: « sia il vostro parlare sì, sì o no, no perché il di più viene dal maligno» Bene, quest’uomo dal passato cristallino che dichiara di avere rapporti di parentela, pare anche abbastanza stretti, con l’abitante  del cielo che si raffigura con l’occhio dentro il triangolo, ha ceduto. Forse non per colpa sua ma ha ceduto.

Per una volta, per la prima volta in vita sua ha cambiato idea. Chi l’avrebbe mai detto. Aveva affermato e poi giurato e spergiurato che sarebbe andato in galera a testa alta perché innocente e che mai e poi mai avrebbe richiesto l’applicazione delle misure alternative. E invece: anche i migliori scivolano sulle bucce di banana. Specialmente quando gliele occultano sotto i giornali. Certo, diranno i maligni comunisti che si nascondono dietro gli armadi e l’imparziale figura di Napolitano, qualche altra volta aveva già cambiato idea. Ma non è vero. Solo dei poveri comunisti senza cervello  potevano non capire le fini strategie politiche che stavano dietro quelle parole ed atteggiamenti considerati contraddittori.  ma lo erano solo in apparenza.

Quando disse che mai e poi mai si sarebbe seduto ad un tavolo (politico) con Bossi lo fu solo per spronare questi a lavorare più duramente e ad alzarsi presto la mattina. Poi infatti lo ricompensò con le note cene del lunedì ad Arcore che hanno provato il senatur oltre ogni limite. Quindi dopo aver passato anni con Fini Gianfranco e Casini Pierferdinando li ha definiti «persone orride anzi orridissime» ma era un gioco goliardico tra di loro che gli esterni, specie se comunisti, non potevano capire. E anche quando prima appoggiò Monti, dicendo che faceva un passo indietro per il bene del Paese, e poi lo sfiduciò, sempre per il bene del Paese lo fece perché il professore bocconiano, magari un po’ neghittoso, non voleva più stare in politica e gli chiese espressamente di dargli una mano per uscirne. E Silvio il generoso lo accontentò e piazzò sul Paese una bella crisi di governo e le conseguente elezioni. Quindi quale contraddizione, quale passo indietro? E’ stato solo un dare una mano ad un amico. Che infatti gliene è tuttora grato.

E poiché è un burlone, dopo qualche giorno propose lo stesso Monti come candidato dei moderati ma sapendo che il bocconiano non ne aveva voglia si sacrificava nuovamente  e prometteva che l’avrebbe fatto lui, il premier. Poi gli è andata male: è arrivato solo terzo e ha dovuto mollare il colpo. Ed è inutile tirare fuori la storia di Balotelli «una persona che io non accetterai mai che facesse parte dello spogliatoio del Milan» Solo degli interisti o degli juventini, che sono uguali ai comunisti, potevano non capire che era tattica. Tattica per avere il campione pagandolo due cocomeri e un peperone e infatti aver sborsato solo 20 milioni è stato come rubare le caramelle ad un bambino.

Questa è stata la logica che sta dietro la fiducia al governo Letta. Fare uno scherzo, mica contraddirsi. Questo fino ad oggi. D’altra parte chi è senza contraddizione scagli la prima pietra. E adesso gli avvocati stanno anche lavorando affinché l’affidamento venga espletato in casa e non presso quelle onlus arriviste  che lo vorrebbero tra i loro volontari.  Solo per farsi belle con le penne del pavone.

E qui si apre il problema di Dudù. Il cagnolino definito  «adesso l’unica gioia della mia vita» che ha  libertà di movimento (e non solo) nelle varie magioni sembra sia un po’ preoccupato. Sì perché fino ad ora Silvio se lo spupazzava ma solo nei momenti lasciati liberi dalla politica ma se gliela tolgono, la politica, e gli fanno fare «la stesura di un programma economico per le fasce più deboli della popolazione» se ne starebbe sempre in casa. E vuoi mettere stare 24 ore su 24 con Berlusconi Silvio. Neanche Alfano ce l’ha fatta e Fitto fa lo sborone lealista solo perché non sa cosa vuol dire stare giorno e notte con Silvio. Specialmente la notte.

Ma probabilmente anche questo della richiesta dei servizi sociali è solo uno scherzo e si ravvederà ed andrà in carcere per allietare le giornate dei carcerati con barzellette, ne sa un sacco, e canzoni francesi e napoletane. Sempre che non si avesse ragione quando si scrisse che Berlusconi come Sallusti ha paura della galera (1). Che fare i rodomonti da parlamentari (e da giornalisti) è un conto mentre affrontare la vita è tutt’altra storia. E stare in otto in dieci metri quadri e dormire al terzo piano di un letto a castello non è quello che si definisce una vacanza. Che poi essendo il Silvietto cortarello va a finire che lo mandano a dormire in piccionaia e lì il burlesque se lo sogna.


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2 commenti:

  1. Marina Bergamo12 ottobre 2013 18:21

    vivendo con i più deboli imparerà cosa significa veramente guadagnarsi ogni giorno la vita, chissà che poi inidrizzi veramente i suoi sulla giusta strada verso il popolo

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    1. you can't teach an old dog new tricks che sta per il nostro "non si possono raddrizzare la gambe ai cani"

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