Nuove domande di iscrizione all'Arcigay: VittorioFeltri e Francesca Pascale. Ma l’Arcigay
ci crede tra il sì e il no a queste conversioni e pone delle condizioni. Quando
si è sulla strada del declino politico magari si pensa a strumentalizzare tutto
e tutti. Come la pecunia i voti non olent.
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| Vittorio Feltri e Francesca Pascale |
Nulla, o quasi, è
meglio di un ravvedimento in politica perché, dice la vulgata, soltanto gli
imbecilli non cambiano mai opinione. Ma d’altra parte non è vero il contrario: non
basta cambiare opinione per non essere
più imbecilli. Chi imbecille è imbecille resta nonostante il simpatico valzer dei
possibili tanti cambiamenti di pensiero. Che la norma vuole siano contraddittori. Comunque è
un dato di fatto che passare da posizioni retrive, omofobe e pure un po’
fasciste a una posizione che, anche poco assomigli al vivere civile laico ed
al buon senso è un gran passo in avanti. E Berlusconi Silvio, ex presidente del
consiglio, ex cavaliere del lavoro, nonché ex senatore e machista incallito (da
vedersi se diventerà ex anche in questo) e attualmente in prova ai servizi
sociali pare si sia convinto al grande passo: i gay e le lesbiche e i/le transgender
sono persone come tutte le altre. Complimenti. Allelujia. Complimenti.
Arrivare a questa conclusione
alla soglia degli ottanta anni non denota certo agilità mentale piuttosto, ad
essere maliziosi, una qualche lentezza nell’apprendimento degli elementi basilari
dell’educazione civica. Ma in fondo nessuno è perfetto. E Berlusconi Silvio,
come dimostrato con ampiezza di prove negli ultimi venti anni, meno che mai. La dichiarazione che il
domiciliato di Arcore ha rilasciato suona così: «Quella per i diritti civili
degli omosessuali è una battaglia che in un Paese davvero moderno e democratico
dovrebbe essere un impegno di tutti. – aggiungendo – Da liberale ritengo che
attraverso un confronto ampio e approfondito si possa raggiungere un traguardo
ragionevole di giustizia e di civiltà.» (1)
Bella dichiarazione. A parte la bizzarra scelta dei termini. Si pensi a come
possa essere «ragionevole» un traguardo di giustizia e di civiltà: è questione
di alta filosofia tutta da spiegarsi. Anche se qualcuno potrebbe, con qualche ragione, sostenere che un traguardo di
giustizia e civiltà o è o non è. Semplicemente.
Comunque ben venga
questo operoso ravvedimento berlusconiano, magari stimolato dalla fidanzata che per età
potrebbe essere sua nipote e i giovani, a volte sono motori di innovazione. Francesca
Pascale è così convinta del fatto suo che ha dichiarato (prima del fidanzato)
di essere :«In favore
dell’estensione massima dei diritti civili e della libertà». Ed ha anche
chiesto l’iscrizione all’Arcigay. Forse con un qualche motivo a dar retta alle voci
(maligne?) messe in giro da Michelle Bonev (2) Peraltro prontamente
querelata. Ma comunque i gusti sessuali della Pascale sono fatti suoi e di chi
con lei li condivide.
Forse, ma si fa fatica a crederlo, in queste così
repentine scelte c’è un pochetto di strumentalizzazione dato il calo dei consensi di Forza Italia e soprattutto
pensando che i voti, come la pecunia non
olent. Certo non sarà facile spiegare il cambiamento a molti del centrodestra. Alcuni
rimarranno un tantinello spiazzati, Gasparri, giusto per dirne uno che assomiglia
sempre più ad Alice nel paese delle meraviglie, e con lui tutti quelli che si
sganasciavano dalle risate a sentire le barzellette e battute sessiste del loro
campione.
Una piccola rassegna
(non esaustiva) delle opinioni passate del domiciliato di Arcore in materia può dar l'idea della portata epocale della svolta: «Giovanni
Toti è venuto per amor mio ma voglio precisare che non siamo gay» (Sardegna, 2014);
«Meglio essere appassionati alle belle ragazze che essere gay» (affare Ruby 2010);
«Ragazzi, ve le porto io le veline e le minorenni altrimenti ci prendono tutti
per gay» (Aquila, 2009); «Meglio occuparsi di infrastrutture e di trasporti
piuttosto che di omosessualità» (2008). E la lista delle citazioni potrebbe farsi
assai più lunga e magari pure greve.
Anche Vittorio Feltri,
campione di bon ton, ha chiesto l’iscrizione all’Arcigay. Del resto la Pascale per
la sua giovane età non poteva essere lasciata sola in simile frangente, ci
voleva qualcuno d’esperienza e di piglio ad accompagnarla. Ed ecco Feltri disponibile alla bisogna. Succede però che
quelli dell’Arcigay ci credano tra il sì e il no a tutte queste conversioni
sulla strada del declino politico (che anche questo va considerato) e ai due
neofiti, il loro presidente, Flavio Romani, ricorda che: «L’adesione all’Arcigay
comporta anche degli impegni.» A Feltri chiedono l’apertura di uno spazio di
discussione sul linguaggio giornalistico mentre alla Pascale di farsi capofila
delle istanze lgbt all’interno di Forza Italia. Magari con la costituzione di una commissione o dipartimento.
Ancora una volta il tempo dirà quanto mare c’è tra il dire e il fare.
-----------------------------1 1) http://www.repubblica.it/politica/2014/06/29/news/gay_berlusconi_per_battaglia_diritti_civili_impegno_di_tutti-90305603/
2)http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/18/berlusconi-michelle-bonev-pascale-e-lesbica-sanno-tutti/747811/
