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mercoledì 29 gennaio 2014

Antonio Mastrapasqua eroe del lavoro poltronista.

Stakanov fu nominato eroe del lavoro socialista, Mastrapasqua eroe del lavoro poltronista. Dei tanti incarichi  si sapeva da tempo ma nessuno ha mai mosso un dito. Quelle 24 poltrone occupate oltre a quella di presidente dell’Inps sono pagate due cocomeri e un peperone. Lui l’ha fatto  per necessità ed autostima. E per dirla tutta l’Inps lascia tanto tempo libero.




Antonio Mastrapasqua candidato al premio Stakanov
Un paio di giorni fa il Presidente del Consiglio attualmente in carica, ma non si sa  ancora per quanto, Enrico Letta detto Richetto leggendo i giornali ha avuto un sobbalzo. Il direttore generale dell’Ospedale Israelitico di Roma pare abbia firmato richieste di rimborsi gonfiati per svariati milioni di euro. Una truffa. Grossa. Banale Insomma una grossa banale truffa. Succede. In Italia.
Pare si tratti di una trentina di milioni o giù di lì, a essere precisi ci si perde solo il sonno e magari viene pure il mal di fegato.  Il truffato, neanche a dirlo, è l’Inps. Poco c’è di meglio che truffare un ente dello Stato. E per giunta un ente strategico. Già perché l’Inps di cui si parla, a scanso di equivoci e per amor di precisione ,  è proprio quell’Inps che eroga le pensioni a 30 milioni di italiani e un’altra bella serie di servizi,previdenziali. Quindi, tutto regolare. Perché agitarsi?  

Piccolo dettaglio: il direttore generale dell’Ospedale Israelitico risponde al nome di Antonio Mastrapasqua che stranamente assomiglia per non poche assonanze a quello del presidente dell’Inps, che anche lui di nome fa Antonio Mastrapasqua. Forse un caso di omonimia? E dunque Richetto Letta viste tutte queste anomale coincidenze ha chiesto al ministro Giovannini, che anche lui si chiama Enrico, di "avviare una prima ricognizione" sul caso. L’ha chiesto con la consueta determinazione e forza ed entusiasmo e passione e voglia di fare e non si sa cosa d’altro. Richetto Letta è fatto così in ogni cosa ci mette la sua determinazione. Ormai crede di essere in una conferenza stampa permanente. Ma comunque chi è questo Antonio Mastrapasqua?
Innanzi bisogna dire che  un caro amico di un altro Letta che però di nome fa Gianni ed è lo zio di Richetto. Poi che è anche il presidente dell’Inps. Sì sempre quell’Inps di cui sopra. E poi è un gran lavoratore questo dottor Mastrapasqua. Oltre che essere il presidente dell’Inps si è sempre dato da un gran da fare anche con altri piccoli lavoretti. D’altra parte lo stipendio che il Mastrapasqua riceve dall’Inps è quasi di sussistenza, supera di poco la soglia di povertà, solo 216.711,67€ lordi. Si capisca: sono introiti lordi.  Quindi valgono meno della metà. E poi va detto chiaro che il lavoro all’Inps non è così impegnativo come si immagina: quattro scartoffie di qua quattro scartoffie di là. Ogni tanto qualche audizione con la commissione parlamentare che si occupa del lavoro e poi basta. Sembra quasi di neanche lavorare. E oltre tutto di scarsissima soddisfazione.

Tutt’altra musica sarebbe stata se il Mastrapasqua avesse lavorato ad una pressa o in un alto forno delle acciaierie Riva di Taranto. Altre soddisfazioni quelle sia a livello personale che economico. Si vuol mettere forgiare l’acciaio e piegarlo e torcerlo e fargli prendere la forma voluta  con la sola forza di una pressa da cento tonnellate? Tutta un’altra storia rispetto a spostare una foglio di carta dal lato destro della scrivania a quello di sinistra. E poi camminare lungo i corridoi con una cartelletta in mano con l’aria di andare a risolvere i problemi della nazione e quelle noiose pause caffè  che potevano anche trasformarsi in pause cappuccino. Un disastro. E poi che ne è della propria autostima? Che  a parte l’autostima ridotta a un niente c’è anche la questione dello stipendio. Con un simile stipendio come si può vivere? Quindi avendo tanto tempo a disposizione qualcosa va pur fatto.

Ecco allora che l’intraprendente giovanotto Antonio Mastrapasqua una vaga rassomiglianza all'attaccatura delle orecchie con il minatore sovietico Stakanov di cui si mormora sia anche un lontano parente per parte di zio, si mette a questuare (parola difficile ma molto cool che sta per mendicare). Si rivolge a tutti gli amici perché gli diano un piccolo lavoretto anche part-time. Gli amici sanno della sua buona volontà e della sua voglia di lavorare a tutti i costi e quindi tutti a dargli una mano. E i suoi amici sono tanti, c’è chi dice 22 e chi dice 25. Quindi il Mastrapasqua mette insieme così senza parere e magari pure senza neanche accorgersene 25 lavoretti. Tutta roba da poco s’intende: una vice presidenza qua un consiglio di amministrazione là, una direzione generale lì un collegio sindacale qui. Un tourbillon a cui pochi saprebbero resistere e infatti oltre che presidente dell’Inps diventa vicepresidente dell’agenzia delle entrate e anche direttore generale dell’ospedale di cui s’è detto prima. Robette insomma. Tutti lavoretti da nulla pagati due cocomeri e un peperone. Infatti il Mastrapasqua per mettere insieme un reddito di un qualche senso e vagamente decente deve sgobbare come un mulo e correre come un criceto nella ruota. Ogni tanto il lavoro gli pesa e  lo si vede dall’espressione afflitta. Sommare tanti piccoli stipendi quasi miserrimi, poco più del salario di un operaio, è fatica dura. Una volta lo si è sentito anche mormorare: «Lavorare stanca.» ma è stata la debolezza di un momento.

Comunque alla fine come la buona formichina che accantona granello su granello riesce ad avere un reddito quasi decente. Finalmente può permettersi di comprare tutti i giorni il latte per i suoi bambini e la domenica anche una brioches. Una sola che dividono in quattro e qualche volta invitano anche i vicini.  E così eurino dopo eurino mette insieme: 1.200.000€. Giusto uno zik più in là della soglia di povertà. Lo sanno tutti.
Però attenzione, bisogna esser chiari ed onesti: ogni lavoretto aggiuntivo, facendo la media del pollo,  lo occupa per circa un’oretta e mezza alla settimana e gli frutta solo 41.000€. Praticamente un niente. Che se deve fa pe campà. E poi ecco che ti arriva l’Enrico a voler vedere chiaro sulla questione. Che prima dei tanti lavori del Mastrapasqua mai si era occupato alcuno anche se il fatto era notissimo. Ne avevano parlato anche i giornali e la tv. 

E poiché la vendetta è un piatto che si serve freddo ecco che ti rispunta la Fornero, la cenerentola del canavese, a dire che lei l’aveva detto ma nessuno le aveva dato retta.  «Le commissioni Lavoro di Camera e Senato – ha dichiarato la Fornero a la Stampa -  e la commissione bicamerale sugli enti previdenziali avevano fatto pressioni per un nuovo progetto di governance dell’Inps. L’obiettivo era una gestione più trasparente e meno accentrata e a tal fine venne istituita una commissione ad hoc per rivedere la struttura dell’Ente. Purtroppo però, nonostante i vari impulsi ricevuti la politica impedì il rinnovamento.» Povera stella. Si vede che non era ferratissima per fare la ministra non si è neppure accorta della contraddizione le commissioni di Camera e Senato sono la politica. Quindi…   Evvabbè.                                                                                                                                                   
Peraltro la stessa ministra intervistata da Report  affermò, molto impacciata,  che non essendoci assenteismo non vedeva motivi di chiedere a Mastrapasqua di svolgere solo il ruolo di presidente del’Inps

Forse più che di vendetta si è trattato solo del calcio dell’asino. Complimenti. A tutti



mercoledì 4 gennaio 2012

Giovannini (presidente Istat) e i suoi amici della Commissione non sanno far di conto.

Eh sì, cari lettori, avete letto bene.
Enrico Giovannini - Presidente Istat
L'esimio prof. Enrico Giovannini è scarsino sulle regole basilari e fondamentali della matematica. Probabilmente per questo motivo è presidente dell'Istat ( Istituto nazionale di statistica) nonché ordinario di Statistica economica alla Facoltà di Economia dell'Università di Roma “Tor Vergata”. Chissà mai come potrà insegnare quello che non conosce.
Si evidenzia questa grave lacuna dall'agile rapportino che la commissione da lui presieduta ha presentato lo scorso 2 gennaio dall'emblematico titolo “Attività e risultati della Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa”.(1)
Già il titolo è di per sé un vero esempio di confusione programmata: da un lato non si dice chi siano coloro che saranno sottoposti a studio e ad eventuale livellamento retributivo mentre contemporaneamente si fa intendere che il rapportino porterà a dei risultati. Errore.
Per non tenervi sulle spine disvelerò che questa commissione è stata costituita durante gli ultimi mesi del governo di poer nano Berlusconi (2) per appurare se gli emolumenti degli italici deputati siano in linea con quanto percepito dagli omologhi europei
In quanto a risultati, come potete immaginare, neppure l'ombra e dire che i dati raccolti dalla Commissione sono lampanti. Li capirebbe anche lo zio, quello non molto sveglio per intenderci, del sindacalista Raffaele Bonanni.
Per non correre rischi, fin da pagina 3, si dichiara che “Il lavoro della Commissione è subito apparso estremamente complesso per molteplici ragioni”(3) . Quindi ancor prima di iniziare, secondo la miglior tradizione, si mettono le mani avanti.
Questo concetto di estrema difficolà viene poi ribadito nelle pagine 4, 5, 8 e seguenti fino a pagina 19 dove il rapporto vero e proprio termina. Con un nulla di fatto. Ovviamente.
Il rapportino è proprio ino-ino infatti, inclusa la copertina consta di 19 paginette (non tutte scritte per fortuna) e di altre 18 pagine di allegati del tutto ininfluenti che vanno dal decreto legge di istituzione della Commissione alla costituzione della Commissione al bla-bla-bla-bla.
Vi starete senz'altro domandando: “ma da chi è composta questa commisasione?” La risposta è: da illustri personalità
Oltre a Enrico Giovannini, di cui s'è detto, siedono da altri 5 eminenti professori che, per pura pedanteria e per dar loro l'ebrezza della meritata notorietà, di seguito cito come da rapporto ufficiale:
o Dott. Roberto Barcellan, rappresentante dell’Eurostat;
o Prof. Avv. Alfonso Celotto, ordinario di Diritto costituzionale nella Facoltà di
Giurisprudenza dell'Università degli studi "Roma tre" - esperto nominato dal
Ministro dell'economia e delle finanze;
o Prof. Ugo Trivellato, ordinario emerito di Statistica economica nella Facoltà diScienze Statistiche dell’Università di Padova;
o Prof. Giovanni Valotti, ordinario di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche dell’Università Bocconi di Milano;
o Prof. Avv. Alberto Zito, ordinario di Diritto amministrativo nella Facoltà di Giurisprudenza dell' Università degli Studi di Teramo.3
Per onor di cronaca ricordo che la Commissione si è riunita ben 5 volte in 5 mesi. Quindi un vero tour de force, ritmi che neanche Marchionne, che lavora 85 ore al giorno (4) avrebbe potuto sostenere.
Lavoro duro, molto duro, sopratutto per capire il mandato normativo e le problematiche interpretative:
1 ) individuazione dei paesi sui quali calcolare i valori di riferimento;
2 ) definizione del perimetro degli enti da considerare;
3 ) individuazione degli enti “omologhi” negli altri paesi;
4 ) individuazione del perimetro della dirigenza pubblica da considerare;
5 ) definizione del concetto di retribuzione (e del “costo” complessivo) al quale fare
riferimento;
6 ) definizione della procedura da seguire per raccogliere i dati necessari al calcolo delle medie
retributive;
7 ) raccolta dei dati attraverso i canali diplomatici;
8 ) analisi dei dati ricevuti, ulteriori approfondimenti e calcolo dei valori di riferimento.
Dove emergono parole chiave come "valori di riferimento, perimetro, definizione del concetto di retribuzione, definizione della procedura da seguire, raccolta dei dati attraverso i canali diplomatici;
e analisi dei dati ricevuti, ulteriori approfondimenti". 
Concetti difficili da capire.
Lavoro duro, lavoro duro. Non c'è che dire.
Comunque tutti e sei questi illustri hanno partorito formule assolutamente astruse del tipo:

VRt = [(VGt * PILGt) + (VFt * PILFt) + (VSt * PILSt) + (VBt * PILBt) + (VOt * PILOt) + (VAt * PILAt)]
______________________________________________________________
PILGt + PILFt + PILSt + PILBt + PILOt + PILAt

oppure


ROCi = RLi + (OSi  pOSLIT ) = CLi – (OSi  pOSDIT)

o ancora


CL = RL + OS = RL + OSL + OS

Formule che Eta Beta mai si sarebbe mai sognato di partorire. Neanche dopo un'indigestione di naftalina. Il suo cibo preferito.
Invece loro, paft, l'hanno fatto così, senza alcuno sforzo. E neanche l'aiutino di due gocce di Gutalax. 
Da non crederci. Vero?
E poiché di norma chi non sa montare una canadese di solito progetta cattedrali ecco che i nostri chiedono più tempo ed approfondimenti di analisi.
In realtà la questione è assai semplice, a prova di zio Bonanni, basta buttare un occhio alla prima riga della tabella che si trova a pagina 16, che semplicemente recita gli importi lordi mensili:
ITALIA = 11.283,3
FRANCIA = 7.100,2
GERMANIA = 7.668,0
SPAGNA = 2.813,9
PAESI BASSI = 8.503,9
BELGIO = 7.374,0
AUSTRIA = 8.160,0
E' evidente che i nostri guadagnano di più. Bravo zio!
Peraltro la deputata Marina Sereni, vice presidente vicario dei deputati PD (ahinoi), con un'improvvida lettera (5), che la dice lunga sul suo acume politico, fornì il destro per dimostrare quanto di netto portino a casa questi cristallini campioni della democrazia.
Un suggerimento per i sei professoroni: che ne direste di dedicare la prossima sessione della commissione al ripasso di regolette come il minimo comun denominatore (m.c.d.) e il Massimo Comune Divisore (M.C.D.)? (6)
Così, senza parere, se non proprio un bagno di umiltà almeno un pediluvio, di umiltà. E magari anche di buon senso.

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(2) La Commissione è stata istituita il 28 luglio 2011
(3) quanto è in corsivo è direttamente tratto dal rapporto depositato