Ciò che possiamo licenziare

lunedì 3 gennaio 2022

2021: l’anno peggiore dei migliori.

S’è chiuso il primo anno dei migliori che è già risultato il peggiore. Eroi di questi quasi dodici mesi ovviamente il migliore dei migliori con la fattiva partecipazione del Giorgetti Giancarlo, Orlando Andrea e Cartabia Marta oltre a tutti gli anonimi che hanno contribuito alle loro imprese. Ministri e Parlamento ridotti a semplici alzatori di mano. Chissà che il 2022 non sia un anno rafforzato.


Lasciati passare come acque reflue i primi giorni dell’anno con il loro corollario di emoticon, gift e impersonali auguri a strascico si può tornare alla triste normalità e, giusto per farci del male dare un’occhiata all’anno appena chiuso. Per essere il primo anno dei migliori lo si può, con tutta tranquillità, catalogare come il peggiore.  Il che è un vero record. Per non infierire si considerino solo pochi punti,, ma fondanti, a partire dall’economia. Il Giorgetti Giancarlo, ministro allo sviluppo economico,  già noto alle cronache per voler abolire il medico di famiglia, sembra amare le delocalizzazioni visto l’impegno che mette nell’ostacolare le fin troppo timide proposte dell’Orlando Andrea, ministro del lavoro, le cui politiche, salvaguardia dei posti e sicurezza, vanno ben al di là del ridicolo. E per essere certo d’aver fatto centro l’Orlando Andrea si schiera contro i sindacati che invece occupazione regolare e sicurezza difendono. Ma non c’è come avere un ministro del lavoro sedicente di sinistra per indebolire i lavoratori. Come diceva l’Agnelli Giovanni: «ci vuole un governo di sinistra (ancorché sedicente) per fare robuste politiche di destra.» Come ti sbagli. Comunque grazie alla mediazione del migliore dei migliori sulla questione non si va per decreto ma con un semplice emendamento. Evvai Giorgetti. Altro nodo cruciale la pandemia. Qui la politica dei piccoli passi ben confusi l’ha fatta da padrona, ma da un nominato a vita che ti puoi aspettare? Prima si tenta con una surrettizia forma di obbligo che, grazie alla balorda politica dei tamponi, chissà chi ci guadagna con un massimo di 120€ e una media che si dice navighi intorno ai 30€ cadauno, porta l’altro giorno il Locatelli Franco a dire che siamo pronti per l’obbligo vaccinale. I non vaccinati sono spannometricamente gli stessi di sempre e nulla o poco è cambiato rispetto a sei mesi fa. Pensarci prima sarebbe stato un gravissimo azzardo, vero? Ma l’obbligo richiede una legge per non cozzare contro l’articolo 22 della Costituzione.  E quando si parla di legge i polsi tremano perché salta subito alla mente la Cartabia Marta che per ridurre la durata dei processi,  da buona ciellina usa il “ce lo chiede l’Europa” come Pietro l’Eremita usava “Dio lo vuole”,  non ha pensato di incrementare il numero dei tribunali, dei giudici e dei cancellieri, ci sarebbe arrivato anche il più ottuso degli assistenti di giurisprudenza dalla Sapienza.  Più cervelloticamente la Cartabia Marta ha deciso di ridurre il tempo necessario per il dibattimento di primo e secondo grado e della cassazione. Come dire che per aumentare il numero dei laureati basti ridurre gli esami e gli anni di università. Chi mai ci avrebbe pensato se non i difensori del Berlusconi Silvio? L’imputato che ha scavallato un tot di udienze passando da uveiti a malori di genere i più vari. Salvo poi scoprirsi sano come un pesce quando il giudice ha richiesto la perizia medico legale con annesso psichiatra, Che se ci avesse pensato fin da subito il processo sarebbe già finito. Ma questo la Cartabia Marta, che mai ha visitato  un tribunale, neanche in gita scolastica, non lo sa. E così s’è data un’altra bella cianchettata allo stato di diritto. Ma tant’è. E a giorni la questione della presidenza della Repubblica ci ammorberà fino allo sfinimento. I migliori e qualche peggiore che un anno fa hanno partecipato alla nascita di questa simpatica ammucchiata di sinistra-centro-destra non hanno considerato né la riduzione del numero dei parlamentari, legge all’epoca già approvata, né che lo spostamento del nominato a vita dalla Presidenza del Consiglio a quella della Repubblica avrebbe creato un buco e quindi neppure ad un piano b. Che quella del piano b è la pensata che riescono a fare anche i più fessi dei peggiori. Ma tant’è. Qualche anima bella tirerà fuori dall’armamentario classico che il Draghi Mario non è un politico. Vero, nel senso che mai prima d’ora è stato in parlamento pur bazzicando politici di ogni colore. Dimentica però l’anima bella che in tutte le istituzioni, Banca d’Italia inclusa, si sopravvive e si fa carriera solo con la politica. Ohibò! E lo sa tanto bene il Draghi Mario da applicare la politica nei confronti di ministri e parlamento messi costantemente di fronte al fatto compiuto e chiamati a votare leggi e provvedimenti che neanche hanno avuto il tempo di leggere. Figurarsi di capire. Una chicca: legge (nel senso di provvedimento) ha la stessa radice di leggere. Tanto per dire. Infine, giusto per chiudere in leggerezza: grazie alla pandemia il migliore dei migliori ha riscoperto l’aggettivo rafforzato, da tempo stazionava inutilizzato nella Treccani, che usa come fosse granella di cioccolato sulle torte e così dopo il green pass rafforzato, abbiamo avuto il patto rafforzato con la Francia di cui nessuno sa alcunché e ne conosce i termini ed il perimetro. Famo a fidasse. Chissà se avremo un 2022 rafforzato. Magari sapendo di cosa si tratta.

Buona settimana e buona fortuna.

2 commenti:

  1. La sola cosa sicura è che il PIL è cresciuto molto più del previsto e la situazione vaccinazioni è cambiata completamente. Scelta dei collaboratori? probabilmente si e non è poco.

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    1. E' vero, il PIL è cresciuto del 6,5 vs il 9 di perdita dell'anno precedente. Un rimbalzo è meglio di niente. La situazione vaccinazione è cambiata, vero. Non poteva che cambiare dato che nell'anno precedente i vaccini non c'erano. Come diceva Pirandello i numeri sono sacchi vuoti se non li si riempie di senso e di ragione non stanno in piedi.

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