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giovedì 31 ottobre 2013

Maria la bimba rom bionda con due madri che forse alla fine ne avrà tre.

I genitori, rom bulgari, l’hanno affidata (o venduta) a rom greci. Ora gli stati di Grecia e Bulgaria stanno discutendo su chi dei due la debba tenere, Il tutto nell’interesse del minore. Problema non semplice.



Mentre in Italia si sta discutendo se un evasore fiscale condannato in via definitiva può sedere in Senato e deliberare su nuove leggi, magari ad personam, in Grecia una bimba sta per essere tolta alla sua seconda famiglia per essere affidata senz’altro ad un istituto e forse, in seguito, ad una terza mamma.
E questo, come recitano le leggi di tutti i Paesi “nell’interesse del minore.”  Per chi non si è fatto completamente obnubilare dalle bagatelle italiche che vedono novecento e briscola tra deputati e senatori ballare la taranta solo perché uno di loro non vuol decidersi a mollare quello che di diritto non gli appartiene mentre qualche altra decina di milioni ha fatto un buco in più alla cinghia la storia è ragionevolmente nota.

In sintesi si dice che in un campo nomadi nel centro della Grecia abitato da rom di pelle scura, anzi scurissima, è stata trovata una bimba bionda,anzi biondissima, con gli occhi verdi e la carnagione lattea. Alcuni media hanno definito le sue fattezze nordiche, magari svedesi, o dell’est Europa. La seconda risposta è quella giusta: i genitori biologici di Maria (nome di fantasia, che pecca di originalità) sono, come da dna, bulgari. Bulgari ma rom. Rom ma bulgari. Quindi è appurato che esistono oltre che i rom scurissimi anche quelli bianchissimi. E averlo scoperto è un gran sollievo. D’altra parte il fenomeno è transnazionale anche in Italia ci sono italiani scurissimi ed altri bianchissimi e benché la cosa possa stupire lo stesso accade anche in Germania.  Quindi almeno su questo piano tra italiani, germanici e popolo rom non ci sono grandi differenze. Con buona pace di chi si sente superiore e diverso solo perche nato, senza alcun suo merito, dalle parti di Abbiategrasso. Il solito razzista da strapazzo.

Il secondo passaggio della storia racconta che Maria non è stata rapita e neppure venduta (anche se magari qualche dubbio potrebbe venire) ma più semplicemente data in affido o regalata alla famiglia greca. Quella di origine aveva già sei o sette figli e senza un soldo in tasca una bocca in più da sfamare non è poco. E anche questo è un bel passaggio: non tutti i rom rubano i bambini. Ma d’altre parte neppure tutti gli italiani evadono le tasse.
Il terzo passaggio racconta che Maria sta con i suoi secondi genitori, che poi per lei sono i primi e gli unici, da quando aveva sette mesi e oggi ha un’età tra i 5 e i 6 anni. Quindi è da un bel po’ di tempo, forse gli anni più importanti della vita di un individuo, che chiama  mamma Eletheria, papà Christos e fratelli  tutti gli altri bimbi della famiglia. Inoltre sembra appurato che Maria non abbia mai lavorato e neppure sia stata obbligata a chiedere l’elemosina. Per sopramercato Maria parla solo il dialetto rom di casa sua. Insomma una famiglia normale per gli standard rom e un po’ bizzarra ai nostri occhi ma forse anche noi risultiamo un po’ bizzarri ai loro. 

Nel di mezzo c’è una poco piacevole storia di corruzione e di truffa ai danni dello stato greco messa in atto da Elethria e Christos per ottenere illecitamente dei sussidi: fino a 2.500€ al mese. Si dice, ma credere ai giornali non sempre è facile.  Il tutto, pare, grazie a funzionari corrotti che se lo erano per davvero qualche soldo di ritorno l’avranno pure avuto.  Quindi, appurato che truffare non è bello (ma succede anche nel Belpaese e qui più gli importi sono grandi meno ci si scandalizza) è anche da dire, magari con un doppio salto carpiato e triplo avvitamento, che alla fine quei denari sono finiti nelle mani dei destinatari d’elezione: le famiglie rom con ampia prole e con pochi mezzi di sussistenza. Che poi non tutta la prole sia a prova di dna è solo un accidente della storia. Però questo è un punto di discussione che può rimanere aperto.

La storia comunque sta andando avanti mettendo in scena il solito paradosso: ovvero che lavorando nell’interesse del minore lo si penalizzi. Già perché Maria, che non ha mai conosciuto la madre biologica, è stata tolta alla sua vera mamma, Eletheria e messa in un istituto. Da qui uscirà, se e quando che ne uscirà, per due possibili destinazioni: la permanenza in Grecia o il ritorno in Bulgaria.
In entrambi i casi si prevede un dato di fatto ed una serie di corollari. Il dato certo è che se resterà in Grecia non rimarrà con Eletheria e Christos (che magari finiranno in galera per la truffa di cui sopra) così come se andrà in Bulgaria non tornerà con la sua famiglia biologica e in ogni caso non starà  con nessuna altra famiglia rom. 
Il primo dei corollari dice che, senza ombra di dubbio, verrà affidata ad un istituto per orfani o bimbi abbandonati (che, oggettivamente e per quanto confortevole, non sarà un bel vivere) il secondo invece recita che da qui, con il tempo, che potrebbe sostanziarsi anche in anni, sarà possibile sia data in adozione,  con due varianti: nazionale o internazionale. Che poi è come dire essere sradicati per un certo numero di volte. Che anche una sola è più che sufficiente a far male.

Magari a volte converrebbe chiedersi quale sia effettivamente l’interesse del minore e se questo passi attraverso lo star bene materiale o quello emozionale e poi, come carico da undici, se non valga la pena di esaltare le diversità mettendole in condizione di esprimersi piuttosto che emarginarle e reprimerle. O forse son questioni troppo grosse e allora meglio occuparsi di bagatelle come di evasori che non vogliono mollare l’osso, cioè il posto. Che tanto poi alla fine che l’evasore resti o se ne vada, nel quadro complessivo, fa la stessa differenza che corre tra la zuppa e il pan bagnato.



4 commenti:

  1. Massimo Canella31 ottobre 2013 22:12

    in fondo è il dilemma dell'assimilazione: culture da tutelare o popoli da convertire?

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    1. Direi che non c'è storia: né da tutelare e tanto meno da convertire ma semplicemente lasciar vivere. Quando vorranno convertirsi lo faranno senza l'aiuto di alcuno.

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    2. Massimo Canella31 ottobre 2013 22:14

      intendevo tutelare il rispetto dei loro modi di vivere. Non si può non vedere la contraddizione con quanto di altri modi di vivere contrasta col nostro ordinamento, soprattutto per quanto riguarda la tutela delle donne, dell'infanzia eccetera. Non va risolta co la repressione ma va vista.

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  2. Il problema esiste ed è grosso. Non si possono consentire pratiche (vendita o regalo di bambini) che sono vietate nei Paesi di democrazia occidentale. Quindi bisogna torvare una soluzione, legale, che rispetti soprattuto il minore e poi la volontà degli adulti. E non è semplice.

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