E così, alla fine, senza
parere, i quindici giorni che i dieci saggi avevano a disposizione
sono passati in un fiat . Sembra
ieri che il vero Valerio Onida diceva alla falsa Margherita Hack di
quanto fosse inutile quella commissione.
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| La tavolata dei saggi. Presentano i due rapporti |
Che oggettivamente,
scorrendo la lista dei componenti era difficile dargli torto, con
buona pace di Michele Serra. In fondo ciò che lo scherzo di quei
monelli della Zanzara rendeva
esplicito altro non era che ciò che tutti gli italiani già
sapevano. Dicevano. E, i più timidi, solamente pensavano. Con ciò
indicando che anche i cinnquantanovemilioninovecentonovantanovemila e
novecentonovanta italiani, infanti inclusi, che non hanno fatto parte
della commissione un minimo di saggezza ce l'avevano. E forse ce
l'hanno sempre avuta.
In any case
(tocco di internazionalità che non guasta e fa felici sia Severgnini
sia la Fornero, e sta per in ogni caso) i cinquanta e briscola
milioni di cui sopra inoltre si domandavano quanto sarebbe stato il
costo di simile concentrato di saggezza. E già su questo punto sia
Giorgio Napolitano che i saggi stessi hanno dato prova di grande e
incommensurabile saggezza. Non l'hanno detto. Saggi.
Oggi,
comunque, i saggi si sono incontrati con il Presidente della
Repubblica, loro committente, come da foto, che la trasparenza è il
massimo plus del
nostro sistema politico, e gli hanno illustrato e consegnato i due
documenti. Sì perché in verità i dieci hanno ricevuto un doppio
incarico e se lo sono sobbarcato tutto sulle loro spalle. Patriotici
stakanovisti. E quindi anziché chiedere di raddoppiare la
commissione, che poi trovare altri dieci saggi sarebbe stato un bel
macello nonostante fuori ci fosse la fila, o di moltiplicare i
giorni i saggi di prima nomina hanno deciso di suddividersi il
lavoro. Bravi.
Una
simili capacità di collaborazione e abnegazione non ce l'avevano
neanche i sette nani. Uno infatti si chiamava Brontolo e uno Pisolo.
Quest'ultimo ha sempre ambito a diventare il portaborse di Brunetta,
il Renato.
Due
commissioni dunque ognuna delle quali composta da cinque membri. Che
la matematica non è un 'opinione.
Cinque
si sono sfiancati sul defatigante tema delle riforme istituzionali e
cinque quasi si sono immolati sull'ostica materia economico-sociale
ed europea. Cose che neanche Mario Monti e tutta la Bocconi con
l'aiuto degli ex allievi avrebbe potuto risolvere in sole due
settimane. Invece questi cinque sì.
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| I dieci saggi. Le foto sono state prese prima del lavoro |
Ce l'hanno fatta. Fulgido
esempio di amor di patria, senso del dovere, generosità e altruismo.
Si vorrebbe poter aggiungere anche disinteresse ma forse non è il
caso. Quando si tratta dei nobili destini del paese la vil pecunia
deve essere bandita. Almeno dai discorsi.
Dunque
i due malloppetti sono stati consegnati al presidente Napolitano che
ha proferito due frasi epocali che gli storici di tutto il mondo,
Paupasia inclusa, riporteranno in tutti i manuali universitari e
negli annali della nazione.
La
prima frase è stata: «Le
due relazioni saranno oggetto, in questi giorni della mia
riflessione».
La
seconda, ancor più significativa e ficcante ha suonato così: «Quel
che trasmetto è, credo, un testimone concreto e significativo.»
Con ciò intendendo, probabilmente che le due mappazze trasmigreranno
sul tavolo del prossimo capo dello Stato. Che senz'altro sarà grato
a Napolitano per questo inatteso cadeau.
E
ne benedirà il nome ad ogni piè sospinto.
Cosa
vuol dire significa essere generosi. E soprattutto essere
riconoscenti. Mizzega.
Cosa
raccontano i saggi, dieci per l'appunto, in questi documenti. Cose da
non credere. Rivoluzionarie. Hanno sostanzialmente ribaltato il mondo. Dopo la
lettura di quelle pagine nulla sarà più come prima.
In
estrema sintesi dicono che: va rivista la legge elettorale (un simil
ritorno al mattarellum),
superato il bicameralismo perfetto, risolto il conflitto d'interesse,
rivisitazione del patto di stabilità, maggior controllo sui costi
della politica (mantenendone comunque un adeguato finanziamento,
riduzione del numero dei parlamentari, rivedere gli stipendi dei
manager della pubblica amministrazione, sviluppare una politica
nazionale per aree (una sorta di gabbia salariale svolta in chiave di
politica sociale), rivedere la riforma Fornero, mantenimento di
Equitalia che però non deve essere vessatoria, riduzione delle tasse
e prosecuzione e rafforzamento della spending
review. Più
qualche altra frattaglia. Nessuno ci aveva mai pensato e neppure aver mai avuto il minimo bagliore di simili tematiche.
Che
poi sarebbe stato come dire che se si mangia pesante bersi un
canarino (acqua calda, punch
per la Fornero, con scorzetta di limone) è cosa buona e giusta.
Oltre che saggia.
Beh
tutto questo gli italiani, i cinquantanovemilioni e un tot di cui
sopra lo sapevano già. Infanti inclusi
Quindi
il lavoro dei dieci saggi è stato inutile?
No!
Assolutamente no!
I
dieci saggi hanno scientificamente ed inequivocabilmente dimostrato
che gli italiani sono saggi. Avevano già capito tutto. E con largo anticipo. Chi l'avrebbe mai detto. Italiani saggi.
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| Le vere sagge. Si fossero interrogate loro. |
Dopo
questa meravigliosa esperienza, magari con minor spesa, il prossimo
inquilino del Quirinale potrà scendere in strada fermare una
massaia, di solito sono quelle che se ne vanno girando con una sporta
piena di verdure, magari le massaie possono essere anche due, se lui
crede nella statistica e ci potrà aggiungere pure un pensionato, se
proprio ci tiene e chiedere cosa bisogna fare per il bene del Paese.
Avrà
le risposte giuste. Magari pure succinte. E in tempo reale.
Con
il vantaggio di stare alla larga da professori e bocconiani le cui
prove recenti non depongono a loro favore.
Sperando
che il futuro capo dello Stato non soffra d'insonnia che nel caso
sarebbe bene avesse un qualche consigliere politico in grado di
suggerire una camomilla o una tisana o un articolo di Mieli o una
puntata di Amici o altra trasmissione della De Filippi e non
l'attivazione di dieci saggi,
Che
a scoprire che l'acqua calda scotta lo sa fare anche un bambino.

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