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martedì 5 marzo 2013

Rivalutare Sposetti. Ugo Sposetti

Chi l'avrebbe mai detto leggere sul Vicario Imperiale un pezzo in favore di Ugo Sposetti. Il più dalemiano dei dalemiani, il più vetero comunista del Pd. Quello che ha difeso oltre ogni ragionevole dubbio – e ragionevolezza – il finanziamento ai partiti e i costi della politica. Eppure oggi Ugo Sposetti piace.

Oramai nulla è più come prima. Il mondo sta decisamente andando alla rovescia. O comunque sta girovagando come uno che abbia bevuto un paio di Negroni di troppo. E chissà mai se ci sarà modo di rimetterlo sui piedi e farlo procedere come una volta . Tocca pure rivalutare Ugo Sposetti. In tutto questo bailamme. E farlo anche con piacere e con godimento. Quasi massimo. Il godimento.
Lunedì sera (04/03/013) durante la trasmissione Piazza Pulita, sul finale, è stata mandata in onda un'intervista con Ugo Sposetti. Fin qui nulla di speciale. Anche la scelta della location è stata di tutta tranquillità: una tradizionalissima piazzetta romana, di quelle piccole piccole che mettono gioia solo a guardarle, con un baretto e i tavoli in strada. Sposetti è impeccabile nel suo loden blu. Taglio di capelli comme il faut. Baffi,ormai canuti e ben curati, modello Stalin, come si usava nel '68. E come a lui piacciono tanto. Tutto normale.

Lo choc arriva fin da subito: un colpo diretto al fegato, si direbbe se si trattasse un incontro di pugilato.
Infatti l'intervista non inizia con la classica domanda ma con Sposetti che sembra parlare a sé stesso, quasi fosse sopra pensiero e il suo dire comincia con una mitragliata di domande decisamente non convenzionale e tanto meno ortodosse: « Io mi sono posto oramai da un anno e mezzo la domanda alla quale però non sono riuscito a rispondere. Ma se io oggi avessi vent'anni mi iscriverei al Pci e alla Cgil? Farei la scelta di lasciare il lavoro in ferrovia e di andare a svolgere il lavoro di funzionario di partito? Farei tutto quello che il Pci mi ha chiesto di fare e che ho fatto? E mi ha dato grandi soddisfazioni».

Sono domande da far tremare le vene nei polsi. Specialmente se a farsele è un signore, pardon compagno, come Ugo Sposetti che deve aver preso la prima tessera del partito direttamente (e idealmente) dalle mani di Иосиф Виссарионович Сталин. E' cirillico e sta per Iosif Vissarionovič Stalin. 
C'è un momento, brevissimo di pausa, poi Sposetti prosegue nel suo ragionamento e si dà anche una non-risposta. Che per uno come lui è molto più di una risposta:« Questo non lo so. La risposta non me la so dare». Un uppercut al mento. Ma non è ancora un ko.
Breve riflessione, sempre a voce alta, dell'ex tesoriere dei Ds: «Mentre noi avevamo una speranza e il Pci ci dava una speranza oggi vedo che questi coetanei quelli che hanno venti, ventidue o diciotto anni hanno trovato la speranza, almeno una parte di loro, nel Movimento 5 Stelle e io li rispetto» . Questo è un colpo al plesso solare. Ed è sentito. Le ginocchia si piegano.

Come l'arbitro che divide i due boxeur interviene la giornalista e chiede: «Se avesse 20 anni chi voterebbe Ugo Sposetti?».
Sposetti e il suo altro da sé sono vicinissimi la testa di uno è appoggiata sulla spalla dell'altro. I colpi nella corta distanza solo apparentemente sembrano più leggeri ma possono essere micidiali. Soprattutto se si indovina il giusto gancio.
La risposta di Sposetti arriva planando con la delicatezza di una farfalla che si posi su un fiore. Ma come si sa lo sbatter d'ali d'una farfalla in Australia può scatenare un tornado nel Nebraska.
Roma non è il Nebraska ma il tornado  , metaforicamente parlando,è il tornando. E il gancio che tira Sposetti è più di un tornado.
Ecco la risposta: «Questa è una domanda alla quale io ….perché sarei costretto a dire voterei Pd però so che potrebbe non essere così».
Il gancio è caricato. Il gancio è partito. È un colpo da knockdown. Da rimanere stesi.
Autentcio dire di Ugo Sposetti. Poche e sentite oltre che imbarazzate parole, dette da un signore, ops, compagno, che pare sia sempre stato ricco di certezze e con pochi dubbi sul dove abbia abitato e ora stia la vera verità politica. Un detto sintetico che forse vale e comunica più di un ricco trattato di sociologia. E magari anche di un talk show.
Ugo Sposetti sembra aver capito la situazione del paese. Sembra aver capito il perché del voto. Sembra aver capito cosa manca e soprattutto cosa bisogna dare. E fare. 
Ora se l'ha capito e l'ha accettato Ugo Sposetti che accettare questa verità è quasi più importante che capirla, come fanno gli altri, e i nomi sono i soliti, che già questa butta male, come fanno a non capirlo?