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giovedì 14 marzo 2013

E adesso Papa Francesco. Il nuovo papa.

E' un gesuita ed ha scelto il nome di Francesco. I francescani, nella storia, con i gesuiti se la sono vista brutta più di una volta. La prima cosa che ha chiesto è stata la recita di un Pater-Ave-Gloria: piccola penitenza per piccoli peccati. Senz'altro conosce i Fioretti di san Francesco. Ma la “Mondizia” da portare oltre Tevere è tanta.

Francesco I 
E così la tradizione che recita “chi entra papa in conclave ne esce cardinale” è stata rispettata anche questa volta. E' diventato papa Jorge Mario Bergoglio. Un outsider che i bookmaker davano 41 a 1. Ma questi si sa, sono anglicani e vanno per le spicce. Per loro il mondo dei papisti è un mezzo mistero. Quando non lo è per intero. E' dai tempi di Enrico VIII che ce ne capiscono un acca. E la cosa nei secoli è solo peggiorata.
Sta di fatto che questa volta i principi della Chiesa (altrimenti detti cardinali) se la sono cavata in un fiat. Dieci riunioni per le primarie e un conclave con sole tre votazioni. Va bene essere in tempo di crisi e che le trasferte devono essere brevi ma ci si aspettava qualcosa di un po' più istituzionale e strutturato. Questo più che un conclave è parsa un'intramuscolare. Pic, e: già fatto. Si spera anche sia stata indolore.

Magari il prossimo lo faranno via internet e quelle che oggi sono le congregazioni diventeranno le le paparie.
Pare però che in tutto questo l'influenza dello spirito santo sia stata assai modesta se non addirittura marginale. Sembra infatti che molto di più abbiano potuto le suore di santa Marta. E soprattutto la loro cucina.Segno che le donne stanno allargando la loro influenza nella Chiesa. 
Qualche cardinale aveva fatto addirittura arrivare alcune lagnanze ai media già durante le primarie. A riprova che le cose fondamentali della vita non possono essere tenute segrete troppo a lungo. Anche l'accommodation sembra non fosse granché. Spartaneggiante. Non è più di moda. Per cui se due più due fa quattro il mini conclave è stato dovuto alla carbonara fredda, all'abbacchio sbruciacchiato, a vini scadenti e alla stanza poco confortevole. A tutto questo s'aggiunga che i cellulari erano schermati, non avevano collegamento wi-fi che vuol dire niente tablet, niente mail, niente facebook e niente twitter. Da impazzire. Come si può resistere così? Meglio sbrigare la faccenda in velocità. E non è da escludere qualcuno abbia pure scommesso sull'outsider. Infondo 41 a 1 è una bella tentazione. Adamo s'è lasciato andare per molto meno. E soprattutto negli altri stati l'8 per mille se lo sognano.

E così ecco Jorge Mario Bergoglio che nella lotta tra italiani e stranieri è un buon compromesso: è argentino ma di origine italiana. Cosa vuol dire avere alle spalle duemila anni di storia. E che storia.
Si dice ami il tango - con chi lo ballerà in Vaticano?- e il calcio: si spera non riporti in Italia Maradona. Che di gente che fa comparsate in tv ce n'è a sufficienza.
Vaga somiglianza con Woody Allen e' di discendenza piemontese - che per la vulgata significa “falso e cortese” - e anche gesuita. I due termini, nella sostanza, non sono poi così distanti se si esclude la questione della cortesia. Ché i gesuiti nella loro storia hanno saputo essere anche un po' rudi quando con la controriforma si sono occupati dell'inquisizione. A questo proposito ne sanno ben qualcosa i francescani e gli indios del sud America e gli ebrei e gli eretici, tra cui Giordano Bruno.. Tanto per dirne di alcuni.

Bizzarro che abbia scelto il nome di Francesco con chiaro riferimento, o almeno così è parso ai più, al poverello di Assisi. Magari si tratta di vaticana metacomunicazione nel segno del contrappasso: mano di ferro in guanto di velluto. 
 Se la scelta del nome sarà conseguente se ne vedranno delle belle, Da convertire ci sono lupi (Fioretti cap. XXI) e ladroni (idem XXVI) che da quelle parti delle due categorie ne girano parecchi pure se i primi non vengono da Gubbio né i secondi sono di Monte Casale. 
Così come se decidesse di “liberare preti che sono in peccato col demonio” (idem XXIII) o se “si mettesse in amore di santa povertà” (idem cap.XIII) o a voler far star “quete le rondini” (idem XVI) avrebbe solo l'imbarazzo della scelta, in primis e poi il suo bel da fare.
Per ora è partito con un bel Pater-Ave-Gloria che questo terzetto di preghiere e in questa sequenza sono di solito la piccola penitenza per i peccatelli veniali. Se si pensa alla gente che era in piazza con naso all'in su forse ci stava pure ma se si sposta la visuale a quelli che formano il team che gli sta attorno, allora la cosa è meno di un blacebo. Salvo che non sia un segnale. Mah.
Si tratterà di aspettare e vedere. Le menti dei papisti, come dicono gli anglicani, sono sempre imperscrutabili.
Certo volesse invitare “madonna Mondizia” in quel Tevere ce ne sarebbe di guadagno per tutti. Anche per i laici. “Mondizia” nel lessico del 1200 significa "purezza". Per chi ha voglia di capire.