Una
veloce spigolatura di quel che Berlusconi ha detto sui
giudici. Ma non era vero niente. Adesso chi glielo va a dire alla Gelmini, alla Santanché, a
Brunetta, ma anche a Cicchitto ed Alfano e pure alla De Gregorio e alla Comi
e a qualche milione di italiani che era solo uno scherzo. Chissà se un redivivo
D’Annunzio rileggendo la vicenda rispolvererebbe il vecchio grido:«Cagoia!»
Il rodomonte Berlusconi Silvio è uno che ha sempre
parlato tanto e di tutto. Nei suoi comizi ha sfoggiato una grinta che levati. Uno
dei suoi temi preferiti, su molti altri è meglio non dire poiché anche i minori
hanno libero accesso alla rete, è senz’altro stato quello della la
magistratura. Un chiodo fisso.
Peraltro un tantinello noioso e ripetitivo nelle argomentazioni. Nulla
di originale. Sulla figura del giudice anche Fabrizio De André e Roberto
Vecchioni si sono esercitati dando però prova di maggior sarcasmo e cattiveria condita tuttavia da una
buona dose di poesia. E soprattutto mai hanno ritrattato. Berlusconi Silvio evidentemente
non è come loro. Né per poesia né per disponibilità alla ritrattazione.Quelle che seguono sono citazioni autentiche di Berlusconi Silvio riportate in ordine sparso.
«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana.»
«Ahimè, sono sicuro che hanno idee radicate nel passato, nella scuola di Mosca e se andassero a Cuba sono sicuro che tornerebbero solo dopo aver fatto turismo sessuale e senza avere imparato niente.»
«La
magistratura è una malattia della nostra democrazia, dobbiamo assolutamente
cambiare l'ordine giudiziario, non lascerò la politica finché un cittadino non
potrà andare davanti a un giudice che sia veramente imparziale.»
«Il pubblico accusatore dovrebbe essere sottoposto periodicamente a esami che ne attestino la sanità mentale.»
«Io non ho mai attaccato i giudici, anzi il contrario.»
«Assistiamo
a questa vergogna, ormai siamo una Repubblica giudiziaria, commissariata dalle
procure.»
«Abbiamo
presentato la riforma della giustizia e per noi è fondamentale, perché in
questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra. »
«I magistrati vivono in un Olimpo,
sono persone che semplicemente hanno vinto un concorso eppure sono
incontrollabili e irresponsabili»
E si potrebbe andare avanti per pagine e pagine poiché
ci son i «giudici comunisti», i «giudici cancro della democrazia» e via
sproloquiando fino all’ultima dichiarazione pubblica del 9 aprile: «La sinistra
avvalendosi del suo braccio giudiziario vuole impedirmi di condurre la campagna
elettorale.» Tutto coerente. Non fa una grinza. All’apparenza.
Eh, sì perché anche il più feroce dei rodomonti quando
poi si trova davanti al redde rationem
qualche dubbietto se lo fa venire. E allora ecco il Berlusconi Silvio fare diventare
i suoi dioscuri legali , senatore Nicolò Ghedini alla sua quarta legislatura, e
Franco Coppi, al momento non parlamentare, latori di una memoria nella quale
rassicura i giudici sul fatto che lui tutte quelle cose nel corso degli anni le
ha dette per burla. Per far colpo su quell’uditorio di gonzi che quegli insulti
voleva sentir dire. Insomma roba politica per raccattare qualche voto
straccione ma che nulla aveva ed ha a che vedere con il suo vero sentimento. Perché
lui il Berlusconi Silvio dei giudici ha grande rispetto. E pure anche una na ‘nticchia di fifa. Anche se un po’
rodomonte si credeva tanto da dire:«Sì è vero la legge è uguale per
tutti ma per me è più uguale che per gli altri perché mi ha votato la
maggioranza degli italiani.»
Adesso il problema che poi non è un problema serio si tratterà di spiegare
alla Gelmini, alla Santanché e a tutte le altre valchirie così come a Brunetta e
Schifani ai berlusconiani autentici e ai falchi, alle colombe, ai piccioni, a Dudù e agli altri cani e gatti nonché ai diversamente berlusconiani insomma a
tutti quelli che si sono sgolati a ripetere le fesserie di cui prima che era
solo uno scherzo. E che anche loro ci sono cascati. Prosit.
Chissà se un redivivo Gabriele D’Annunzio leggendo
la vicenda troverebbe il modo per rispolverare quel che disse di Nitti:
«Cagoia!»
Questa volta però il giudice un paletto al Berluconi Silvio l’ha messo:
ancora una esternazione offensiva e i servizi sociali vengono ritirati e si va dritti dritti agli arresti domiciliari. Chissà che ora della fine la giustizia non trionfi. Come nei film .
