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lunedì 16 marzo 2015

Tutti contro Landini.

Ha più nemici a sinistra che non a destra. Neanche l’immaginazione di D’Alema avrebbe potuto inventarlo. Con D’Attorre parte l’operazione recupero ma si dimostra che non hanno capito. L’unico che ha capito, anche se di pancia è Renzi.

Alé, adesso tutti contro Landini. Renzi è contro, Speranza è contro, Camusso è contro, la Cgil è contro. 
Sembra contro anche Lucia Annunziata che a in mezz’ora ha speso un’aggressività degna di miglior causa.  Ancora sospeso è Berlusconi, impegnato nei festeggiamenti post Severino, che quando la sbornia sarà finalmente finita non gli parrà vero di avere un comunista autentico a portatadi mano.  Salvini ancora non se ne è accorto perché ha altre gatte da pelare  e comunque non capirebbe. Degli altri inutile dire.

Comunque meno male che c’è altrimenti bisognerebbe inventarlo e , oggettivamente , in giro ce n’è pochi in grado di avere tanta immaginazione da pensare ad un Maurizio Landini.  Neanche D’Alema con tutta la sua passione per la dietrologia e le fini trame  sedicenti politiche ci riuscirebbe  Il fatto è che lui, il Landini, ha messo tutti in mora dicendo qualcosa che non appartiene alle categorie correnti. Un conto è dire alla Tosi Flavio «mi faccio un partito», che poi sarà ino-ino, o alla minoranza bersancivatcuperliana che velatamente minaccia, ma sempre per il giorno dopo, una sorta di strappetto che solo i più arditi chiamano scissione. No, il Landini no. Non si limita a cambiare i contenuti ma anche le forme della politica che lui vuole fare.

Il Landini, quello della Fiom, quello con la felpa rossa, che più rossa non si può, quello che di tanto in tanto ha voglia di siopero, decide di parlare di aggregazione sociale e di processo sul territorio e di favorire la partecipazione. Per forza che allora tutti quelli dell’area Pd sono contro. E quelli che alla buon ora dicono di essere d’accordo come D’Attorre, ma anche quelli di Sel presi in blocco, dimostrano inequivocabilmente di non aver capito. Perché se fossero su quella lunghezza d’onda non starebbero dove stanno e con chi stanno. Uno che ha capito benissimo la posizione di Landini, non di testa, ché bisogna avercela, ma di pancia è Renzi Matteo. Lui ha capito benissimo che la forma di politica ancor prima dei contenuti che di quella sono parte integrante  e viceversa, che Landini propone è il suo esatto opposto. E perciò stesso assai pericoloso perché mortale nemico.

Porsi la questione del perché la gente non va a votare non è prioritario ma nemmeno coinvolgente per Renzi, per Berlusconi e per tutti gli altri, troppo interessati a considerare le percentuali come rappresentative dell’intero popolo e non solo dei votanti. Come più giusto, perché se così si facesse il consenso passerebbe dal 40% a circa il 20% che non è esattamente la stessa cosa. Se si parte dal territorio e si va a salire i contenuti dell’azione politica, oltre che le modalità di gestione della cosa pubblica sono all’esatto opposto. E questo forse non piace a chi sta inopinatamente scaldando i sacri scranni.

Certo che la foga landiniana è tacciata di velleitarismo che è un tentativo primitivo di demotivazione come se non si sapesse che si può essere detti velleitari solo dopo. Se si riesce si è innovatori se si perde velleitari, quindi per questo c’è tempo.  Comunque nel molto di nuovo si colgono interessanti sentori di argomenti cari a Pietro Ingrao (Masse e potere) e ad Adriano Olivetti anche se davanti all’Annunziata l’unica citazione è stata per Bruno Trentin. Come volevasi dimostrare.