Ha
più nemici a sinistra che non a destra. Neanche l’immaginazione di D’Alema
avrebbe potuto inventarlo. Con D’Attorre parte l’operazione recupero ma si
dimostra che non hanno capito. L’unico che ha capito, anche se di pancia è
Renzi.
Alé, adesso tutti
contro Landini. Renzi è contro, Speranza è contro, Camusso è contro, la Cgil è contro.
Sembra contro anche Lucia Annunziata che a in mezz’ora ha speso un’aggressività
degna di miglior causa. Ancora sospeso è
Berlusconi, impegnato nei festeggiamenti post Severino, che quando la sbornia
sarà finalmente finita non gli parrà vero di avere un comunista autentico a portatadi
mano. Salvini ancora non se ne è accorto
perché ha altre gatte da pelare e
comunque non capirebbe. Degli altri inutile dire.
Comunque meno male che
c’è altrimenti bisognerebbe inventarlo e , oggettivamente , in giro ce n’è
pochi in grado di avere tanta immaginazione da pensare ad un Maurizio
Landini. Neanche D’Alema con tutta la
sua passione per la dietrologia e le fini trame sedicenti politiche ci riuscirebbe Il fatto è che lui, il Landini, ha messo
tutti in mora dicendo qualcosa che non appartiene alle categorie correnti. Un
conto è dire alla Tosi Flavio «mi faccio un partito», che poi sarà ino-ino, o
alla minoranza bersancivatcuperliana che velatamente minaccia, ma sempre per il
giorno dopo, una sorta di strappetto che solo i più arditi chiamano scissione. No,
il Landini no. Non si limita a cambiare i contenuti ma anche le forme della
politica che lui vuole fare.
Il Landini, quello
della Fiom, quello con la felpa rossa, che più rossa non si può, quello che di
tanto in tanto ha voglia di siopero,
decide di parlare di aggregazione sociale
e di processo sul territorio e di favorire la partecipazione. Per forza
che allora tutti quelli dell’area Pd sono contro. E quelli che alla buon ora
dicono di essere d’accordo come D’Attorre, ma anche quelli di Sel presi in
blocco, dimostrano inequivocabilmente di non aver capito. Perché se fossero su
quella lunghezza d’onda non starebbero dove stanno e con chi stanno. Uno che ha
capito benissimo la posizione di Landini, non di testa, ché bisogna avercela,
ma di pancia è Renzi Matteo. Lui ha capito benissimo che la forma di politica
ancor prima dei contenuti che di quella sono parte integrante e viceversa, che Landini propone è il suo
esatto opposto. E perciò stesso assai pericoloso perché mortale nemico.
Porsi la questione del
perché la gente non va a votare non è prioritario ma nemmeno coinvolgente per
Renzi, per Berlusconi e per tutti gli altri, troppo interessati a considerare le
percentuali come rappresentative dell’intero popolo e non solo dei votanti. Come
più giusto, perché se così si facesse il consenso passerebbe dal 40% a circa il
20% che non è esattamente la stessa cosa. Se si parte dal territorio e si va a
salire i contenuti dell’azione politica, oltre che le modalità di gestione
della cosa pubblica sono all’esatto opposto. E questo forse non piace a chi sta
inopinatamente scaldando i sacri scranni.
Certo che la foga landiniana
è tacciata di velleitarismo che è un tentativo primitivo di demotivazione come
se non si sapesse che si può essere detti velleitari solo dopo. Se si riesce si
è innovatori se si perde velleitari, quindi per questo c’è tempo. Comunque nel molto di nuovo si colgono interessanti
sentori di argomenti cari a Pietro Ingrao (Masse e potere) e ad Adriano Olivetti anche se
davanti all’Annunziata l’unica citazione è stata per Bruno Trentin. Come
volevasi dimostrare.