La
senatrice è attaccata da tutti come se fosse lei la colpevole. Non è colpevole
ma neppure vittima poiché le responsabilità non sempre sono palesi ed evidenti.
Le vittime di tutta la vicenda sono cinque . Le due baby escort e i tre
figli della coppia Floriani-Mussolini. Nessuno di questi ha colpa per i
genitori che si ritrovano.
Tempi duri questi per
la senatrice Alessandra Mussolini. La stanno attaccando tutti da che è
trapelata la notizia che il marito, Mauro Floriani, già capitano della guardia
di finanza ed ora capo di Ferrovie dello Stato Logistica Spa, ha frequentato le
baby escort dei Parioli. E sono attacchi forti portati con impegno determinato e forse
degno di miglior causa. Oddio non è che per attaccare, politicamente s’intende,
la nipote di Benito Mussolini (il nonno) e di Sofia Loren (la zia) ci fosse
bisogno di questo disgraziato fatto. Di motivi ce n’erano già d’avanzo anche
prima.
Di posizioni politicamente surreali la attuale senatrice Alessandra
Mussolini, ma con già alle spalle ben cinque legislature passate alla Camera
dei deputati, ne ha prese più d’una per cui non c’era e non c’è che l’imbarazzo della scelta. Giusto per stare
dalla parte delle comiche basterebbe andare a rileggere quello che nel corso
degli anni ha detto di Berlusconi. Prima esaltato, poi schifato e poi di nuovo
esaltato. E dato che è tipico dei pentiti essere più pentiti che pria la
senatrice è andata addirittura oltre dicendo:«Io amo Berlusconi» De gustibus verrebbe da dire in prima
battuta. E questo sarebbe tutto se la cosa non avesse riguardato anche quegli svariati milioni di
italiani che non l’hanno mai votato. Detto per inciso questi ultimi sono la
maggioranza ancorché frammentata ed imbelle, Berlusconi ha ottenuto consensi solo per il 30% quindi un 70% non l'ha mai votato. Ma tant’è, e comunque il punto non
è questo.
Quindi difendere la
Mussolini? Lei sa difendersi da sé anche se magari non sempre con la lucidità necessaria.
Comunque, per chi da sempre è stato dalla parte dei perdenti e di quelli che
le bastonate le hanno prese spesso in conto proprio e un po' anche per procura
verrebbe quasi da dire di sì. In fondo lei, la Mussolini che c’entra? Mica era
lei che andava a visitare “bakecaincontri” e neanche era lei a clickare sugli
annunci e soprattutto non era lei che fissava gli appuntamenti e andava a far
visita alle baby prostitute. Anzi, fosse stato per lei i pedofili andavano, andrebbero
e forse, andranno chimicamente castrati. Sempre ammesso che ora non ci siano
dei cambiamenti di sentire e di linea politica. Quindi più chiara di così. E
poi sentire una donna dirsi distrutta per le malefatte del marito un certo moto
di comprensione, se non proprio di simpatia, che trovare simpatica la Mussolini
ce ne vuole, può pure scappare. Però a ben guardare la vicenda, tutta la
vicenda, questa come qualsiasi altra di simil modello, si scopre che qualcuno
in effetti da difendere c’è. E nel caso specifico questi sono cinque.
Sono le due bambine,
anche se hanno 15 anni al di là delle apparenze, delle esperienze e delle pose e i tre figli
della coppia Floriani-Mussolini. Questi cinque sono le vere vittime e gli unici
da difendere con le unghie e coi denti perché possano uscire al più presto da
questa melma e, auspicabilmente, con il meno danno possibile. Visto che di
colpe non ne hanno proprio: due per essere state strumentalizzate, irretite e
obnubilate da un mondo fatto d’aria e che alla prova pratica si sgonfia come un
soufflé mal riuscito. E per gli altri tre vale le regola che non è colpa loro del padre che si sono
trovati ad avere.
La Mussolini ha detto che
il suo matrimonio è finito. Vero. Ma il suo matrimonio è finito non adesso che la
magagna è saltata fuori, verrebbe da dirle, ma nel momento il cui Mauro
Floriani ha cominciato a navigare nella rete alla ricerca di siti come “bakekaincontri”
ammesso e sia concesso il beneficio del dubbio, che quella sia stata la prima
volta che cercava compagnia fuori dalla famiglia. Magari, da ora in avanti, Alessandra
Mussolini avrà da riconsiderare non poche cose della sua vita. E non solo quella politica.
Comunque, auguri.