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mercoledì 3 febbraio 2021

Mario Draghi: un nuovo uomo della Provvidenza. Non è una novità.

 Cattolico con cultura gesuita, non si sa se di destra o di sinistra. La sua esperienza di governo nasce con una macchiolina: la smentita data dal Quirinale sole poche ore prima. Oltre che di numeri sa anche di sociale? Il presidente Mattarella non ne esce bene. Riprende la caccia ai responsabili, ma di alto profilo.

 


Tanto lo si evocò che alla fine arrivò: Draghi Mario. Papa Francesco non è Pio XI quindi difficilmente, per non dire mai, si sbilancerà con definizioni improvvide che lascia volentieri ai laici di basso profilo. Draghi è un cattolico con radici gesuitiche, ma non va dimenticato che i gesuiti sono di due tipi: quelli di destra e quelli di sinistra. I secondi sono per la teologia della liberazione mentre gli altri amano il capitale e talvolta i dittatori. Adesso il Draghi Mario ci dirà a quale delle due anime dei nipotini di Ignazio di Loyola si riferisce. Forse. Quel che è certo che l’incarico nasce con una macchiolina: solo poche ore prima il Quirinale aveva emesso una nota ufficiale in cui smentiva categoricamente di aver mai avuto contatti con Mister whatever it takes. Era una balla e come tutte le balle ha avuto le gambe corte. Anzi cortissime. Adesso pare che quasi nessuno se ne ricordi. Certo l’etica adamantina del Presidente Mattarella ne esce con una minuscola (?) scalfittura e quindi non è più così adamantina. D’altra parte il Presidente Mattarella ha lontane origini democristiane e, dopo la DC il Partito Popolare e poi la Margherita è approdato al PD. È stato in parlamento dal 1983 e, come si dice, chi va al mulino si infarina. Il primo ad evocare il Draghi Mario è stato il ventriloquo di Gianni Letta e poi nelle ultime settimane ci si è messo anche il royal baby Renzi Matteo che adesso fa la coda come un pavone  e si intesta questa supposta vittoria, mentre invece si tratta di un errore del Presidente Mattarella. Peccato. I governi tecnici a mia memoria, quasi mai hanno portato bene. I tecnocrati sono abili con le calcolatrici, ma poco conoscono e comunque poca sensibilità hanno per i bisogni sociali del Paese e in genere li sacrificano per aver l'ultima cifra in nero. La più recente moda degli economisti è la cosiddetta distruzione creativa, con la quale si va poco lontano. Perché distruggere aziende e posti di lavoro è un attimo mentre costruire è tutt’altra storia. Il pessimo governo Monti con la sua corte di simil esperti andò a prendere i denari non dov'erano, evasione ed elusione fiscale, razionalizzazione della spesa nonché controllo sulle spese pazze delle regioni, ma dove era più facile raccattarli: pensioni e lavoratori dipendenti, con particolare attenzione a quelli statali. In secondo luogo con questa scelta Mattarella pare dar ragione implicitamente al Renzi Matteo, e al Berlusconi Silvio, gli unici ad aver posto questa candidatura. E dunque l’ego dei due già smisurato avrà un ulteriore up grading.  Terza considerazione: chi voterà la fiducia a Draghi? Senza dubbio i due di cui sopra cui è probabile si aggiungeranno Più Europa, i due di Calenda e rimasugli vari di centro destra, che però sono sempre pochini. Probabilmente si accoderà il PD, come fece con Monti, magari richiamandosi al senso di responsabilità, eterna foglia di fico valida per tutte le stagioni, forse una parte del M5S e forse una parte della Lega cui, nel caso, seguiranno due implosioni. Se M5S e Lega dovessero invece votar contro compatti, con il soprammercato dei voti di Sinistra Italiana e Leu, Draghi non avrà la maggioranza E allora si ricomincerà la ricerca di responsabili? In altre parole si assisterà a quanto messo in scena nelle ultime settimane dal Conte Giuseppe, ma sarà rappresentazione di alto profilo.

Buona settimana e buona fortuna.

sabato 8 agosto 2020

Nuovo Ponte, Nuova Vita?

Il 3 di agosto ennesima inaugurazione del ponte sul Polcevera, ci si augura l’ultima. Hanno parlato in tanti,  Sergio Mattarella e Renzo Piano avrebbero dovuto essere gli unici e gli altri a far da contorno. Ma così non è stato.



E così il 3 di agosto, dopo un anno e trecentocinquattaquattro giorni dal disastro sul Polcevera, si è inaugurato il nuovo ponte che collega il levante ed il ponente di Genova. Non è questa la prima inaugurazione, ma si spera ardentemente che sia l’ultima.  Di retorica e sproloqui ce n’è d’abbondanza in giro.  Gli organizzatori hanno voluto una manifestazione sobria e per questo è stata chiamata la pattuglia delle frecce tricolori, oltre centomila euro di spesa, e si sono scomodate le più alte cariche dello Stato che a muoverle di scorte, sicurezza, trasporti, annessi e connessi di denari ne sono andati a badilate. Ciascuno, comunque, è stato ben preparato per la recita dell’usuale pistolotto, scritto da altri, e per la passerella.  Hanno preso la parola il Presidente del consiglio, la Presidente del Senato, il Presidente della Camera, il Presidente della Regione Liguria, il Commissario straordinario  all’opera nonché Sindaco di Genova. Ha parlato anche l’Architetto Renzo Piano che tra i sei in questione era l’unico ad averne pieno titolo e senza alcun interesse personale: non deve essere rieletto, non ha bisogno di rinverdire  la sua immagine, di suo ha fama internazionale e non provinciale e ha pure deciso di non guadagnarci un centesimo avendo lui e il suo studio lavorato gratuitamente al progetto. Peraltro l’Architetto Renzo Piano non è nuovo a simili atti eversivi: usa la sua indennità di Senatore a vita, giustamente tassata, per pagare lo stipendio o borsa di studio a cinque giovani architetti. E’ l’unico tra i Senatori a vita a compiere questo alto atto di civismo,mentre  altri pur avendo introiti diversi intascano senza batter ciglio anche questi. Così va i mondo.

Era presente all’inaugurazione anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella, non ha parlato. E avrebbe dovuto essere l’unico a farlo rappresentando l’unità del popolo e della nazione avendo gli altri come comprimari silenti. L’architetto Renzo Piano escluso,

Il Presidente Sergio Mattarella ha preferito incontrare privatamente, senza giornalisti, uffici stampa et similia, ventidue parenti delle quarantatre persone uccise dall’incuria e dall’avidità di pochi. E’ stato quello del Presidente un grande gesto del tutto non capito dalle alte cariche dello Stato che gli stavano attorno. La prova di non aver capito l’hanno data parlando. L’architetto Renzo Piano escluso.

Poi per essere chiaro il Presidente Sergio Mattarella il giorno dopo ha detto di rispetto della Costituzione e di non assalto alla diligenza. Grazie Signor Presidenti per questi suoi due gesti.

Buona settimana e buona fortuna.

mercoledì 20 maggio 2015

Carlo Cottarelli una calcolatrice in testa ed un’altra al posto del cuore.

Faceva simpatia prima di andare da Floris. Giusto, sostiene, non dare i soldi ai pensionati. Chissà che direbbe se fosse un pensionato. Magari mettere in pratica l’articolo 53 della Costituzione aiuterebbe. Anche Tito Boeri s’è accorto che nel Belpaese non c’è equità.

Il titolo può sembrare melenso e un po’ da libro Cuore, per l’appunto, ma leggendo il pezzo se ne comprenderà la ragione. 
Carlo Cattarelli fino all’intervista con Giovanni Floris, faceva simpatia. Un po’, probabilmente, per quella faccia scavata dalle rughe che ricorda i contadini della bassa a cui Guareschi voleva tanto bene, un po’ anche in antipatia a Renzi che prima l’ha chiuso in un bugigattolo e poi l'ha rispedito al mittente. Cioè al Fondo Monetario Internazionale in quel di Nuova York. Posto di grande responsabilità ma tutto sommato anche abbastanza tranquillo e sicuro, tanto da poter decidere di dimettersi e poi ritornare come se niente fosse. Cosa che invece viene difficile per un qualsiasi impiegato per non dire di un operaio. Guardare le disgrazie del mondo da uno degli ultimi piani di un grattacielo aiuta a prendere decisioni secche ed asettiche. Il coinvolgimento emotivo è basso, per non dire nullo, data la distanza dagli eventi, tuttavia ogni fatto dovrebbe essere capito con la ragione e non semplicemente facendo ballare le dita sui tasti di una calcolatrice. Che se poi la calcolatrice oltre che stare al posto del cuore occupi una gran parte della testa le cose proprio bene non vanno. E si vede.


Ha stupito vedere l’ex simpatico Cottarelli mettersi a difendere a spada tratta, nel metodo e nel merito, quell’obbrobrio che è stata la legge Fornero oltre che sentirlo attaccare la Corte Costituzionale. Ciò che sfugge a Cottarelli come a tutti quelli che discettano di economia, senza mai azzeccarne una, come sostiene l’economista Nassim Taleb e come rimarcò la regina Elisabetta II d’Inghilterra, è che conti in regola ed equità devono essere le due facce della stessa medaglia. Altrimenti quando i conti tornano ma l’equità viene meno se non addirittura sparisce più che i codici di ragioneria vanno consultati quelli penali.

La Fornero, che, sua ammissione, si disse  «non ferratissima» nel mestiere di ministro, e s’è visto, è andata a prendere il soldi laddove era più facile arraffarli. Anche i piccoli marioli preferiscono svuotare le cassette delle elemosine piuttosto che cimentarsi in attività più impegnative e rischiose. Così come i politici paludati preferiscono accordarsi con gli evasori delle slot machine piuttosto che perseguirli fino alla fine. Questi possono far durare una causa anni ed anni mentre il piccolo pensionato se paga l’avvocato o anche solo i “Ciceroni” rischia di saltare tre pasti su tre.

Che la questione delle pensioni sia un problema per il Belpaese è un dato di fatto ma ci sarebbe stato e c’è ben altro modo di risolverlo: il Presidente Mattarella ne ha dato giust’appunto un esempio nei giorni  passati. E se si seguisse quell’indicazione senz’altro sì ci sarebbe il vero cambio di verso. Che poi sarebbe come mettere in pratica l’articolo 53 della italica Costituzione. Ma per farlo ci vuole capacità e soprattutto la volontà di correre dei rischi. Così come sarebbe carino se il Presidente Boeri raccontasse quante sono le pensioni oltre i 5000€ mese e aggiungesse per soprammercato quanti ne percepiscono più d’una e quanti ex parlamentari la sommano al vitalizio e quanti come il Capanna Mario i vitalizzi li cumulano: quello regionale più quello nazionale più quello europeo. E si spera di doversi fermare qui 

Che il direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale Cottarelli, quello con la faccia da contadino della bassa, dica la sua sorpresa per la sentenza della Consulta ed aggiunga che magari «la causa poteva essere presentata un po’ meglio» e in più che  speri che non vi siano altre sentenze avverse alla gestione economica del governo racconta come lui tifi non per lo Stato di diritto ma solo per la ragion di Stato che di solito del diritto se ne frega, ma soprattutto mostra come abbia perso il senso delle origini. Ed è questo il peggio. Il fatto che anche Renzi abbia aggiunto a stretto giro che i pensionati che ricorreranno per riavere il maltolto daranno soldi solo agli avvocati, butta male. Forse sa già come andranno a finire le cause. Preveggenza.  A parlare di sacrifici con la pancia piena succede come ai coccodrilli: vien da piangere.

A l’Huffington Post Tito Boeri ha dichiarato: «In 6 anni 4 milioni di poveri in più. Il sistema non protegge i deboli.» E con questo ha detto tutto. Chissà se Cottarelli legge Huffington Post.