Chi
è il peggior nemico di Renzi? Cosa c’è scritto nel patto del Nazareno? C’è
forse la massoneria dietro quel patto? Sciocco luogo comune o il direttore del
Corsera sa qualcosa di importante? Se è così lo dica. E sia sincero.
Con il tono del
fratello maggiore che dà consigli a quello più giovane ed un po’ scavezzacollo Francesco
de Bortoli nel suo editoriale (Corsera, 23settembre) ha messo in guardia il
giovane Renzi. dal peggior nemico. Che a detta del direttore del Corriere, è
proprio il Renzi stesso. Fatica vana perché chi è affetto da bulimico
egocentrismo non mortificherà certo il suo modo d’essere solo perché qualcuno
glielo consiglia. Ma non è tanto questo saggio ancorché inutile consiglio quel
che colpisce nell’editoriale debortoliano quanto un criptico accenno «allo
stantio odore di massoneria.»
In dettaglio de Bortoli
scrive: «Sarebbe opportuno conoscere tutti i reali contenuti [del patto del Nazareno].
Liberandolo da vari sospetti (riguarda anche la Rai?) e non ultimo dallo
stantio odore di massoneria.»
Ora che nessuno la
racconti giusta sul patto siglato lo scorso 18 gennaio tra Renzi ed il
domiciliato di Arcore è lapalissiano. Richiedere spiegazioni dopo oltre otto mesi da quella data è un po’ ridicolo. Così come fu ridicolo Toti, consigliere
politico del domiciliato di cui sopra quando con grande serietà affermò che si
trattava di quattro o cinque punti scritti sulla carta del pane. Giusto un
promemoria. Aggiunse anche, il Toti, che lui quel foglietto non l’aveva visto
ma che aveva saputo da chi l’aveva visto per davvero che era proprio un
foglietto da niente. Come se fosse necessaria chissà quale pergamena per dare
spessore ad un accordo. Una volta i contadini si sputavano nelle mani e se le
stringevano. E tanto bastava e il contenuto era chiaro a tutti. Comunque il direttore del maggior giornale
nazionale arriva un po’ tardi. Quella richiesta, retorica, è già stata fatta da
quasi tutti: da Travaglio al M5S. a Repubblica (bisogna tenersi aggiornati
sulla concorrenza) a qualcuno della minorarza del Pd. Gli unici a non chiedere
nulla sono stati Angelino Alfano e quelli di Scelta Civica, ma con entrambi non
bisogna essere troppo esigenti. D’altra parte a nessun richiedente è pervenuta
risposta e così alfaniani ed ex montiani si sono risparmiati la fatica. Di
pensare.
Tornando al punto, una
domanda al direttore: in cosa consiste lo «stantio odore di massoneria?» Quali
sono gli elementi che lo portano a questa sibillina affermazione? Forse che il
direttore sa qualcosa che nessun altro conosce? Ha delle informazioni di prima
mano? Magari anche solo delle evidenze o
meno, ancora meno, dei segnali deboli di un qualche complotto che veda i «figli
della vedova» tessere oscure trame? La sensazione è che stia diventando un
luogo comune tirare in ballo la misteriosa massoneria per ogni questione. E così
nel bestiario dei luoghi comuni accanto «ai giovani che non sono più come
quelli di una volta» e alle « mezze
stagioni che non ci sono più le » o che «la colpa è tutta dei sindacati» fino ad arrivare ai «poteri forti», banale
tautologia dalemiana, come se ci potesse essere un potere non forte, ci si può
aggiungere anche questa. Evviva la
creatività.
Se invece il de Bortoli
sa qualcosa la tiri fuori con la grinta del giornalista di razza. A proposito
di giornalista di razza c’era anche lui nel furibondo coro che ha protestato
per il nuovo ingresso del Farina Renato nell’ordine dei giornalisti? Così raccontando quel che sa sventerà
eversive manovre non butterà sabbia negli occhi del lettore e soprattutto darà
sostanza alla frase con cui inizia il suo editoria: «Devo essere sincero.»
Al piacere di leggerla
direttore de Bortoli.