Ciò che possiamo licenziare

Visualizzazione post con etichetta lettera di Bondi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lettera di Bondi. Mostra tutti i post

lunedì 27 maggio 2013

Il centrodestra apre alle unioni gay. Come mai?

Adesso Sandro Bondi, il sacrista stanco e Giancarlo Galan, il macho rodomontiano, si dicono favorevoli alle unioni omosessuali. Strano. Fino a ieri Berlusconi si vantava di averle impedite. Che sta succedendo nel centrodestra? C'é relazione con la comunione di Vladimir Luxuria a Genova?



Per “aprire” ai gay ed ai diritti del mondo lgbt il centrodestra ha fatto parlare due pezzi da novanta: Sandro Bondi e Giancarlo Galan. Personaggi scelti probabilmente non a caso nell'empireo berlusconiano.
Il primo con l'aria del sacrista stanco, non a caso i suoi concittadini di Fivizzano lo chianavano il ravanello: «Rosso di fuori e bianco di dentro», e il secondo che, all'opposto, sprizza machismo rodomontiano da tutti i pori con quel suo richiamarsi costantemente allo spirito del '94. Che era quando Berluscon aveva più capelli e di lui si sapeva abbastanza poco.

A lanciare il sasso in piccionaia è stato Sandro Bondi che ha scritto a la Repubblica una letterina che inizia con uno struggente e anche un tantitno sopra le righe: «Non capisco, proprio non capisco...» Che a dirla chiara questa non è la prima volta che il ravanello non capisce. D'altra parte ha ampiamente dimostrato di non aver capito cosa significasse fare il ministro dei Beni Culturali della nazione che ne possiede di più al mondo. E probabilmente non ha neanche capito perché Berlusconi a seguito di suoi tre flop abbia respinto per tre volte le sue dimissioni. Ma tant'è. Il fatto che, finalmente, alla tenera età di cinquantaquattro anni, anche se appena compiuti lui si sia reso conto di quanto sia ingiusto discriminare gli omosessuali e non riconoscere le loro unioni non può che confermare il fatto che, come diceva il maestro Manzi:«Non è mai troppo tardi.» Ma il punto è perché e come mai il centrodestra arrivi oggi a chiedersi, è sempre il ravanello, nel frattempo diventato ex, che scrive: «Perché i cattolici debbano fare delle battaglie contro chi invoca il riconoscimento delle unioni fra omosessuali.» Già, perché?

Perché questo cambio di atteggiamento da parte del centrodestra? Anche considerando che il Berlusconi Silvio non è mai stato tenero nei confronti degli omosessuali. Anzi spesso ci è andato pesante. E giusto per citare due casi c'è quello dell'autunno del 2010, quando se ne uscì dicendo: «Io conduco un'attività ininterrotta di lavoro e qualche volta mi succede di guardare in faccia (sic!) una bella ragazza. Meglio essere appassionato di belle ragazze che gay.» (1) Applausi dalla platea. Però allora si era in pieno caso Ruby. Come ora del resto. O la più recente l'intervista, rilasciata solo tre mesi fa, il 20 febbraio, al settimanale cattolico Tempi, direttore Luigi Amicone (di nome e di fatto). In quella si sosteneva: «Se l’Italia oggi non ha l’eutanasia legale, il matrimonio gay, la fecondazione eterologa, come avviene in tanti paesi europei, il merito è nostro, è della linea che coerentemente in parlamento e al governo abbiamo mantenuto in questi anni. » (2) In quella stessa intervista, come di più il Berlusconi Silvio negava, già che c'era, ogni possibilità di accordi con il centro e la sinistra. Ma erano parole dal sen fuggite. Come spesso accade.

Cosa c'è oggi di diverso rispetto a ieri? Che Bondi, il sacrista stanco, si sia lanciato autonomamente in questa iniziativa è tanto incredibile quanto pensare che Angelino Alfano sia effettivamente il segretario del Pdl. Illusioni. La questione, è ovvio, non riguarda tanto il rapporto con Giovanardi et similia, che riportarli all'ordine è un attimo quanto la relazione con la Chiesa ed i suoi movimenti integralisti, in primis Comunione e Liberazione. Sul tema più che dai Giovanardi bisognerà guardarsi, eventualmente, dai Lupi.

Forse c'è una qualche correlazione con la comunione data dal cardinal Bagnasco a Vladimir Luxuria durante la messa per i funerali di don Andrea Gallo?  Ma già Berlusconi, già divorziato e separato dalla seconda moglie e con qualche scandaletto già noto aveva avuto la comunione. A riprova che in fondo la si può dare a tutti, o quasi.. Che la Chiesa capovolga sul tema delle unioni omosessuali strategia e tattica in un batter di ciglia suona improbabile. Ma questi che si vivono sono tempi decisamente improbabili. L'unico che sembra contento e non si faccia domande di sorta è Ivan Scalfarotto. Ma d'altra parte lui ha già sistemato la questione dell'assistenza sanitaria del suo convivente (3) che i conviventi dei non parlamentari, uomini o donne che siano, non ne hanno diritto. Magari l'on Scalfarotto, eletto con il porcellum, anziché attendere le conversioni del centrodestra si desse una mossa per estendere i diritti che ha ottenuto per la sua coppia, in quanto parlamentare, anche a quelle, omo ed etero, di tutti gli altri italiani. Sarebbe cosa buona e giusta. E per soprammercato anche si sinistra.