Accidenti, la situazione deve essere proprio chiara, evidente, lapalissiana: a prova di Sposetti.
Finalmente anche il compagno Ugo, quello con la pettinatura alla Casini e i baffi alla Stalin, ha capito che il popolo, per dirla con una sola parola, non tollera più che i partiti siano pieni di soldi e che i politici, a tutti i livelli guadagnino troppo. Mica ci voleva una laurea in economia presa alla Bocconi.
L'ha capito anche il trota, che notoriamente non è uno che brilli.
Comunque, ora che perfino Sposetti s'è messo sulla lunghezza d'onda del trota, forse si potrà dar corso, ed è ora, al risultato del referendum del 1993. Quello cioè di 19 anni fa quando la gente comune al 90% decise che i partiti non dovessero essere finanziati con soldi pubblici.
Dev'essere stato un duro colpo per Ughetto.
Chissà dove si è messo, e francamente non vogliamo neppure saperlo, tutte quelle belle cifre e statistiche e percentuali che con scioltezza snocciolava in tv quando chiedeva ancora più soldi per partiti ed onorevoli.
Sulla sincerità della sua conversione ci è sorta qualche perplessità quando ha dichiarato che ne parla tutti i giorni con D'Alema. Il vice-conte D'Alema.
Chissà come faranno a capirsi un ex proletario e un neo-aristocratico.dello Stato del Vaticano.
Perplessità che si sono ulteriormente rafforzate quando candidamente ha confessato che la motivazione che lo spinge non è l'adempimento alla volontà popolare ma, più prosaicamente, il timore che i partiti possano essere spazzati via. Cosa che peraltro non ci dispiacerebbe affatto.
L'imolese Andrea Costa nel 1881 fondò il Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna e con i suoi compagni lo mantenne in piedi senza ricevere un soldo dallo Stato Sabaudo che invece nel 1889 lo condannò a tre anni di carcere per “ribellione alla forza pubblica”. Certo i tempi sono cambiati. Adesso i politici in galera non ci vanno neppure quando rubano o sono conniventi con la mafia.
E' certo che alla Signora Sinistra piaceva di essere corteggiata da personaggi come Andrea Costa e magari ha qualche dubbio quando viene avvicinata da apparatiniki che vivono nell'empireo e che neppure riescono a capire la differenza che c'è tra incassare oltre 16.000 euro al mese nulla facendo e vivere da precari con soli 1.200.
Domande innocenti, fatte senza malizia. Naturalmente.
Magari il caro Sposetti incontrasse meno D'Alema, che ha i suoi interessi in barche e vigneti, e parlasse di più con i suoi ex colleghi delle ferrovie. Magari quelli che sono stati licenziati a causa della soppressione dei convogli notturni. Che erano un servizio e pure rendevano.
Sposetti, si svegli e torni alla vita reale. Lo capisca. Finalmente. Ce la può fare anche lei.
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5 aprile 2012 L'espresso - “Sposetti: qui ci mandano tutti a casa”
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5 aprile 2012 L'espresso - “Sposetti: qui ci mandano tutti a casa”

