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mercoledì 2 ottobre 2013

Berlusconi vota la fiducia: il ruggito del piazzista.

I senatori Pdl si riuniscono prima della seduta in aula e votano per far cadere il governo Letta. Bondi Sandro, il mite, grida «fallirete» come fra Dolcino gridava «penitenziagite». E anche Schifani dice no. Poi arriva il gran piazzista e gli fa fare la solita figura di palta.

E così, senza parere e senza neppure un accenno di rossore Silvio Berlusconi ha detto sì.  Neanche fosse l’uomo del Monte davanti a una banana. 
Ebbene sì, Berlusconi Silvio dopo aver ammorbato l’estate degli italiani con il tormentone  «sarà crisi» alternata dal suo contrario «non sarà crisi» ha deciso, lì sui due piedi, e molto probabilmente senza neanche aver informato i suoi di votare la fiducia a Enrico Letta e al suo governo. L’ha fatto parlando (forse per l’ultima volta) dal suo posto di senatore, con le mani giunte all’altezza dell’inguine. Che se, come dicono quelli che hanno studiato, anche il corpo ha il suo linguaggio e manda messaggi, c’è poco da stare allegri. Comunque si vedrà. Anche perché dice l’adagio: «sarà seren e se non sarà seren si rasserenerà.» Che poi è come dire, per chi gioca la schedina, che il risultato potrà essere 1X2.  Bella forza.

Comunque Berlusconi Silvio da presidente, re, monarca, imperatore, unico gestore (apparentemente) e chissà che altro ha disposto di mantenere il suo gregge nell’area governativa. E questo dopo aver deciso, poche ore prima, in sede di gruppo parlamentare di non votare la fiducia. E dopo aver liberato e dato il via al mite Sandro Bondi che si è trasformato da delicato amanuense in pericoloso estremista. Lo si è visto scatenato e anche un po’ eccitato e lo si è sentito gridare con voce stentorea: «fallirete, fallirete.». Oddio non è che Bondi gridasse proprio e la sua voce non era certo stentorea ma si sforzava, gli va dato atto, e comunque ognuno fa con quel che ha. Pareva, il novello monaco di Arcore, uno di quei frati apostolici d’inizio primo millennio allorquando seguendo fra Dolcino urlavano «penitenziagite, penitenziagite.»  E per Bondi forse il senso è lo stesso. A quelli di allora gli andò male: la più parte fu passata a fil di spada dai soldati della Chiesa e i rimasti finirono bruciati nelle pubbliche piazze.  A Sandro Bondi è andata meglio, ha rimediato solo una miserrima figura di palta, non è la prima e non sarà l’ultima, Come del resto è toccato a Schifani Renato. Ma si sa che i re, monarchi, imperatori e unici gestori rimangono sempre ragazzi .Sono volubili e facili agli innamoramenti (e di questo Bondi e company hanno avuto abbondanti prove) e altrettanto repentini nei cambiamenti.

Questa volta a far cambiare opinione a Berlusconi Silvio è stata la replica di Enrico Letta. Non che questi abbia detto nulla di molto diverso rispetto alla sua relazione ma questa volta l’ha convinto. Miracolo delle parole o forse dell’ora. Ormai si era vicino al pranzo e ad una certa età è meglio rispettare gli orari. E infatti subito dopo la dichiarazione è schizzato a casa. Forse la nostalgia di Dudù?
Ovviamente non si tratta di marcia indietro, quando mai s’è visto un piazzista ammettere di aver cambiato idea. L’ultima esibita è solo la naturale evoluzione della precedente che peraltro è figlia della precedente che è figlia della prima. Basta accontentarsi.

Il primo a cogliere la palla al balzo è stato, ovviamente, Maurizio Gasparri che felice come una pasqua dichiara in tv che è contento che il partito rimanga unito perché tanto «si vota in un giorno solo e poi la vita va avanti» e che in fondo «i governi passano mentre i partiti restano.» E lui ne sa qualcosa di partiti che restano, visto che il Pdl è il suo terzo e gli altri due sono scomparsi. Negli stessi momenti Roberto Forrmigoni diceva che lui e gli altri sono da considerarsi «pionieri lungimiranti»,  quindi non più «diversamente berlusconiani?,  e formeranno un nuovo gruppo parlamentale. Che per un partito unito non c’è male. Chissà come si comportano quando si dividono.

Adesso sarà da vedere e da ridere, quel che faranno «questi pionieri lungimiranti/diversamente berlusconiani», Ammesso che rimangano tali e non rientrino presto tra i normalmente berlusconiani. Che almeno questi ultimi si sa come sono fatti. Che poi la diversità tra i due è tutta da capire. Già a Ballarò (1/10/2013) s’è assistito alla esilarante esibizione del duo Cicchitto-Sallusti. Si insultavano come due ragazzini all’uscita dalla scuola e se avessero avuto le cartelle si sarebbero presi a cartellate, come ai tempi del libro Cuore. Comunque erano carini a vedersi così agguerriti l’uno contro l’altro nel comune nome del berlusconismo. Si stentava a credere che entrambi avessero sostenuto con forza che la crisi non c’era, per via che non trovavano posto nel loro ristorante preferito, o del fatto della magrebina rubacuori o delle tasse che andavano tolte, cambiate di nome e ripresentate. Uno spasso.
Comunque non è finita. La serie degli sketch sarà ancora lunga peraltro da un paio di settimane non si sente nulla sul versante Pd. Ma non bisogna disperare. Si ride anche da quelle parti.

6 commenti:

  1. Giancarlo Favaro2 ottobre 2013 17:00

    A me pare che certe decisioni (fondamentali?) si prendono ponderate e nell'interesse della nazione e dei cittadini.....ma se dopo poco tempo non sono più valide ????? se si cambiano all'insaputa di tutti ???? se si prendono in assoluta solitudine e si impongono a centinaia di deputati (dipendenti) e poi si modificano nell'esatto opposto senza consultarsi con nessuno????? o ci si crede DIO in terra o non funzionano tutte le rotelle......!
    Uno psicologo (o meglio psichiatra) ci potrebbe spiegare l'incomprensibile per i non addetti ai lavori.........! cioè a NOI!

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  2. fra IL PD E PDL LA DIFFERENZA E DI UNA ELLE DEL RESTO E SOLO MERCE AVARIATA LADRI IN OLTRANZA E FIGURACCE A MAGGIORANZA:MAI VISTO TANTA PAGLIACCERIA VERGOGNA

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  3. Massimo Canella2 ottobre 2013 17:01

    deve essere un mestiere pagato bene

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  4. Marcella Matelli ...2 ottobre 2013 17:52

    dolciniani??? ma pare più dolcioni come si diceva una volta per i piedi...

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  5. Claudio Chioccarello Saverio Collura2 ottobre 2013 21:47

    Claudio Chioccarello Saverio Collura Ho seguito molto poco il susseguirsi degli eventi politici odierni,perchè impegnato fuori Roma per motivi di lavoro.Mi sembra però che un dato è certo:la crisi della P(p)olitica ha fatto un consistente e drammatico passo avanti verso la sua più completa delegittimazione,sospinta dai comportamenti di Berlusconi (=Pdl = Forza Italia),assolutamente deprecabili(non è un giudizio morale,ma politico;il che è ancora peggio),che sono permeati di stupidità,di inconcludenza, di inutile velleitarismo,e che hanno prodotto il risultato di sterilizzare politicamente il Cavaliere(e questo non è detto che sia un male),ma che aprono, nel contempo, una fase di forte criticità nel panorama parlamentare nazionale.Nei prossimi mesi vedremo di tutto e di più, sia nel centro destra,che nel centro sinistra. Ci sarebbe quindi un grande spazio "per l'altra Politica".

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  6. Valeria Borgia2 ottobre 2013 23:25

    è un veero pagliaccio

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