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sabato 13 novembre 2010

ESCLUSIVO. Intervista a Sergio Marchionne




“Pronto, buon giorno, qui è la segreteria del dottor Sergio Marchionne. Il dottore accetta l’intervista. L’appuntamento è ai cancelli di Mirafiori per le 6,00, ovviamente del mattino, di martedì 33 ottobre. Sia puntuale!”
Si avete letto bene, la segretaria ha detto chiaramente 33 di ottobre, perché il dottor Marchionne, è riuscito ad allungare la durata dei mesi. E ora sta lavorando per portare le ore del giorno a 26 e il numero dei mesi a 15. Febbraio che da sempre soffre di un complesso di inferiorità ora è tutto ringalluzzito perché di giorni ne può vantare ben 31. E questo tutti gli anni. Mica uno sì e quattro no. Ha anche rilasciato alla CNN dichiarazioni di profonda gratitudine per il suo liberatore.

Con qualche sforzo sono riuscito ad individuare il 33 di ottobre e per non correre rischi mi sono presentato all’appuntamento alle 5,30. Mezz'ora d’anticipo. Non si sa mai.
La nebbia avvolgeva Mirafiori. Marchionne era già lì. Il suo maglioncino era completamente imperlato da grosse gocce d’umidità che la fitta nebbia posava delicatamente su ogni dove. Anche sui suoi capelli, che sembravano più splendenti del solito. Ombre di operai silenziosi e imbacuccati per brevi attimi tagliavano, come fantasmi evocati dal Moloc, quella magica, impalpabile gelatinosa garza bianca.

Marchionne mi riconosce e mi viene incontro.
“Castruccio Castracani, I supose” dice e mi tende la mano.
Poi si guarda intorno e inspira con voluttà i mille odori che solo la nebbia è capace di produrre.
“Non sente il sapore della produttività? Qui tutto si produce di più, anche la nebbia, anche l’umidità. Guardi come sono grosse queste gocce.”
“Già, - ribatto – ma dottore neanche un impermeabilino?”
“Ma che impermeabilino d’Egitto. Qui non esistono i diminutivi. Solo superlativi, se vogliamo stare sul mercato della globalizzazione.. E poi io sono un metalmeccanico. Noi siamo gente dura”
“ Sì, ma quelli che ho visto passare…”
“ Quelli sono operai, mica metalmeccanici.” mi interrompe “ In Italia di veri metalmeccanici ce ne sono pochini: io, John, Lapo, che ha fatto sei mesi alla Piaggio, qualche Agnelli, mica tanti, la Emma, Guidalberto a Bologna, a Brescia i Montini, quelli del Papa e a Milano gli Albertini, ma non tutti. Ah, dimenticavo, c’è anche quel Landini. Tipo tosto, duro. Vero metalmeccanico, E anche gran spaccamaroni.”
“ Però il sindacato…”
“Ma che sindacato. Qui bisogna produrre, perdiamo troppo tempo.”
Arriviamo alla portineria Marchionne mi fa dare un pass e poi, quasi di corsa verso i tornelli. Marchionne estrae il suo tesserino lo infila nella fessura. Clack. E siamo dall’altra parte.

Nebbia e buio. Il cupo rimbombo della produttività sembra il respiro pesante di un gigante. Mi pare addirittura che, ad ogni respiro, tutti i capannoni si muovano con moto sussultorio. Immaginazione. “Stavo pensando – riattacca Marchionne - di riprendere l’idea di Carcarlo Pravettoni: due bombole sulla schiene di ogni operaio, da una esce una cannuccia che, a intervalli regolari, gli spara in bocca un complesso vitaminico, così risparmiamo il tempo della mensa e lui, a poco costo, fa una dieta salutistica.”
“Ma la pipì?” chiedo
“E bravo – fa lui – a cosa crede che serva la seconda bombola? Un bel cateterino (gli è scappato un diminutivo) e il gioco è fatto. Risparmiamo anche i minuti della pausa. Carcarlo Pravettoni è il mio mito. Un genio. Ho la collezione completa dei suoi interventi televisivi e tutte le sere, prima di coricarmi, ne guardo qualcuno per prendere ispirazione, per fare innovazione anche nelle relazioni sindacali. Mi capisce?”
“Beh, ci provo. Ma non le sembra esagerato.”
“No. Io sono un metalmeccanico!”
La nebbia sta lentamente diradandosi. Mi invita a salire su una Panda di servizio, è senza i finestrini e i sedili sono duri.
“Bisogna essere spartani. Come i metalmeccanici. Mi spiego?”
Eccome no, penso, mentre parte a razzo. Raggiungiamo la fonderia. Caldo tremendo. Il puloverino prima bagnato dall’umidità della nebbia ora si intride di sudore. Anche per lui la vita è dura.
“Cos’è per lei il liberismo” chiedo
“ Il liberismo? Ah già. Il liberismo … il liberismo … ah sì, il liberismo (o liberalismo economico) è una teoria economica, filosofica e politica che prevede la libera iniziativa e il libero commercio (abolizione dei dazi) mentre l'intervento dello Stato nell’economia si limita al massimo alla costruzione di adeguate infrastrutture (strade, ferrovie ecc.) che possano favorire il commercio.”
“Ma dottore questa è la definizione di wikipedia!”
“Embè. Io sono un metalmeccanico mica uno di quegli intellettuali da salotto. Che si crede…”
“Si però gli aiuti dello Stato”
“Intanto sono aiutini, quasi come quelli di Gerry Scotti.in TV. E poi che significa. Tra il dire e il fare…”
“Sì però ….”
“Guardi l’idea degli aiutini non è nuova. La prima di cui si sa ce la racconta Carlo M. Cipolla*, e risale al 1230”
“Al 1230?!?”
“Oh yes, Nel 1230, a Bologna. Mi sono documentato, cosa crede. Io sono un metalmeccanico. Mica bruscoli.”
“E che successe a Bologna?”
“ Il Comune offriva a ogni artigiano che si fosse trasferito a Bologna e vi avesse impiantato una impresa, niente-po-po-di-meno che: un tiratoio, due telai, un mutuo di lire 50 per cinque anni, senza carico di interessi e poi esenzioni fiscali per 15 anni e, last but not least, la cittadinanza bolognese.”
“Accidenti – stupisco – ma neanche la Serbia…”
“Eh, già. Io l’avevo detto ai politici, giù a Roma: leggete Cipolla ma loro niente. Gli ho portato anche delle fotocopie. Un fiasco. Allora ho scannerizzato la pagina e l’ho mandata con una mail a Barac e lui, trac, in un minuto mi ha dato la Chrysler. Poi l’ho detto anche ai Serbi. Anche loro sulle prime resistevano poi, con la politica delle fotocopie li ho convinti. Sapesse che fatica.”
“ Ma lei non è un liberista?”
“Io, liberista? Mica sono scemo.”
“Ma, come? – azzardo
“Il liberismo è una cosa che va bene per gli altri. Per i concorrenti o come arma di ricatto per i governi o quando si vuole licenziare.”
“ Ma…”
“Guardi, Carcarlo Pravettoni su questo punto, cassetta video numero 473, opera omnia, è stato chiarissimo. Il liberismo è mangime per i polli. Mica per i metalmeccanici.”
Finalmente il sole. Da Mirafiori si vedono le montagne e il sole le inonda di luce. Il maglioncino si sta rapidamente asciugando. C’è qualche chiazza qua e là, ma pazienza.
“Che spettacolo” dico
“Sì, sembra il sol dell’avvenire” chiosa con tono melanconico Marchionne. Lo guardo ha gli occhi umidi. Ho un’illuminazione e dico:
“Il sol dell’avvenire? Marchionne, ma lei è socialdemocratico?”
“Si. Un po’. Saragattiano**.Ma non ditelo agli Agnelli.”




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* Storia economica dell’Europa pre-industriale – Carlo M. Cipolla –il Mulino pag.107. L’operazione fu ripetuta diverse volte, costò al Comune 9.000 lire bolognesi dell’epoca e portò a Bologna più 200 artigiani (tra questi pare ci siano stati 2 Marchionne) e i loro familiari

** Saragattiani, così erano detti i sostenitori di Giuseppe Saragat, leader, nel secondo dopo guerra dello psdi, partito socialdemocratico italiano.

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