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domenica 7 dicembre 2014

Berlusconi il moralizzatore:« basta marciume»

Il miracolo operato dai servizi sociali. Il domiciliato di Arcore vuole pulizia in politica. Nuova promessa agli italiani: la moralità. Arriva dopo l’aumento delle pensioni, le dentiere, i toupet ed i cateteri gratis per tutti. Presto anche il buon senso sbarcherà in politica. La metafora del bue e l’asino.

«E il bue disse all’asino cornuto.» Fino ad ora sembrava uno dei tanti adagi popolari trasmessi per via orale. Di quelli di cui si conosce ben bene il significato ma che rimangono sempre metaforici e non immediatamente riportati e riportabili alla realtà. E quando lo sono fanno riferimento a cose piccole e semplici: liti tra moglie e marito o, più divertente, storielle di corna tra due che coram populo si dicono coniugati con donne dai facili costumi. Quindi questioni private e mai di pubblico e nazionale interesse. A dare una sterzata a questo ormai liso stato di fatto ha pensato il domiciliato di Arcore, in arte Silvio Berlusconi. E così lui ha stentoreamente dichiarato: «,basta al marciume.» Portando la metafora a livello nazionale.

Non pochi tra i suoi si sono preoccupati ma poi leggendo il resoconto giornalistico si sono tranquillizzati: il loro leader faceva riferimento ai recenti fatti di Roma.  E non ad altro. Che così è pure meglio. Vuole pulizia in politica e nella vita sociale  il condannato a quattro anni per frode fiscale di cui tre coperti da indulto ed uno sanato con  l’affidamento ai servizi sociali. Verrebbe proprio da dire: il bue dice all’asino cornuto.

Voler più moralità è giusto, anzi giustissimo. Detto e scritto senza alcuna malizia: solo chi ha conosciuto la colpa, anche se veniale come quella della frode, sa quanto sia bello vivere nel lindore. La qual cosa comporta la possibilità di guardarsi allo specchio senza arrossire, anche sotto chili di cerone, e di dormire sonni tranquilli. Magari con la papalina e la boule dell’acqua calda. 

Ovviamente i giornali tutti si sono buttati sulla ghiotta notizia e l’hanno pubblicata a caratteri di scatola.  Pochi hanno colto il vero segno di questa affermazione che non ha nulla di politico ma fa riferimenti solo alla sfera morale. E ancora meno sono stati quelli che, in cuor loro,  si sono complimentati con il giudice che ha trasformato un anno di vigliacca galera con i servizi sociali. Sono stati questi a far germogliare sulle labbra del Berlusconi Silvio parole dal tanto importante valore etico. Cesare Beccaria nell’udirle si sarà messo a ballare nelle tomba e avrà gioito e dimostrato a quei forcaioli che vogliono pene sempre più dure, finanche la morte, il cambiamento del pensiero di un uomo. Passare dall’avere alle dipendenze e difendere un mafioso conclamato (Mangano)  o trascorrere la vita lavorativa accanto  ad un altro (Dell’Utri) e addirittura con questo fondare un partito e poi impedire al proprio ministro dell’Interno di commissariare un comune mafioso fino ad essere condannato per frode fiscale al diventare poi paladino della pulizia in politica, ha del miracoloso. Grazie, Cesare Beccaria.

Ma i miracoli non finiscono qui. È proprio grazie alla frequentazione, obbligata, dei più deboli e svantaggiati che il cuore del più ricco degli italici si fa di burro e ne è evidente l’influenza nel suo messaggio politico. Già perché il Berlusconi Silvio resta in politica anche se già lo si vedeva avviato verso qualche sperduto eremo. Rimane in politica e volge il benevolo sguardo agli anziani ed ai poveri. Al confronto san Francesco, con le sue colombe ed i suoi lupi, parrebbe proprio un venditore di bufale. Nel senso di fregature. O di balle. E infatti l’uomo redento lancia il suo programma elettorale fatto di dentiere, cateteri, toupet e pensioni minime portate fino alla strabiliante cifra di mille, diconsi mille, euro al mese. E udite udite, per tredici mensilità. E ovviamente giù le tasse per tutti. Lascia stare che così a guadagnarci sarebbero solo quelli con più soldi: non tutte le ciambelle riescono col buco.

Un uomo così non può che avere in uggia il marciume. Nella politica come nella vita sociale e soprattutto nella sua vita privata. E, se ne ha la quasi certezza, ben di disfarebbe di tutti i suoi averi per darli ai poveri se non fosse per i tanti figli, che sono pezz’e core, e per gli ancor più numerosi nipoti. E poi mai vorrebbe rubare la scena a papa Bergoglio ed al resto del clero.

Se la piccola frequentazione dei servizi sociali, un sola volta alla settimana, ha potuto operare tale cambiamento perché non allungarne la permanenza a quattro o cinque giorni? Anzi a tutta la settimana e a tempo pieno. Così finalmente si avrebbe un politico completamente depurato, come l’acqua microfiltrata, e il governo del Paese ne trarrebbe infinito beneficio.