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lunedì 20 maggio 2013

Se l'importante non è andare in piazza allora dove si va?

Dopo otto giorni dall'elezione il nuovo segretario del Pd ha parlato per dire che andare in piazza non è importante. Meglio sarebbe stato se avesse taciuto ancora un po'. Ma se non va dove sta la gente come fa a capire cosa questa vuole. Pensa di affidarsi allo spirito santo?

Oggi, 19 maggio la sinistra può baloccarsi con una nuova frase epocale:«L'importante non è andare in piazza, ma saper ascoltare la piazza e dare risposte» dice Epifani.
Guglielmo Epifani è segretario del Pd dall'11 di maggio corrente anno, quindi da soli otto giorni. Otto giorni durante i quali non ha parlato o se l'ha fatto nessuno o pochissimi, forse gli intimi amici d'infanzia, se ne è accorto. Già il tacere, che si suo è bello assai, pareva distinguerlo dai precedenti segretari. Dall' ultimo in particolare che richiedeva per ogni frase espressa la consultazione dell'intera Treccani per interpretarne il senso. Arduo esercizio di ermeneutica che è costato al Pd una bella e succulenta fetta di voti. E di questo il piazzista di Arcore è non da oggi grato, dato che non ha mai ricevuto tanti assist come dalla dirigenza del Pd.
Però il dire, nel caso specifico di Epifani, è connaturato al ruolo,  specialmente se si è a capo del partito che è al governo in stretta alleanza con il Berlusconi. Il punto quindi non sta più nel dire o nel non dire semmai nell'esprimere concetti di senso, magari forte (opzione consigliata) o in alternativa delle scempiaggini (opzione ampiamente praticata dai politici di tutti gli schieramenti).

Orbene, il vertice del Pd ha oramai una lunga e consolidata tradizione nel perseguire la strada indicata per seconda: sciorinare scempiaggini. Per invertire la rotta occorre uno spregiudicato rivoluzionario. E di Guglielmo Epifani tutto si può dire meno che sia un rivoluzionario. Spregiudicato forse o magari anche sì, ma solo nella gestione della politica che gli apparatiniki sanno svolgere con sinuosa arte nei corridoi delle federazioni di partito o nelle sedi centrali dei sindacati. Un po' pochino per rappresentare il nuovo in epoca di cambiamenti e soprattutto un "nuovo" da contrapporre ad una destra che si mostra assai abile nella gestione
degli strumenti della comunicazione. Quando non addirittura nella sua manipolazione. Ed è ancor di più pochino se si vuol riunificare e galvanizzare la propria parte d'elezione e magari attirare chi, oggettivamente, non vede sensati sbocchi in quello che una volta, tempi santi, si sarebbe definito l'avventurismo berlusconiano.

Peraltro l'innocente frasetta nel suo dispiegarsi porta con sé non poche contraddizioni: se l'importante non è andare in piazza nessuno ci andrà e se nessuno ci sarà si potrà ascoltare solo il silenzio. Ed il silenzio talvolta aiuta la meditazione ma non è, in media, espressivo in modo inequivocabile . E, a meno di avere poteri divinatori, difficili diventano le risposte quando si fatica a comprendere le domande. Lo sanno da secoli infiniti gli studenti di tutto il mondo che non a caso sono gli inventori dell'empirica: «Mi ripeta la domanda».
Già, neosegretario del Pd, se proprio non le piace andare in piazza, che quando era sindacalista invece lì ci si divertiva come un matto, dove ci si deve riunire? Alla bocciofila? ma è solo per anziani, ai giardinetti? ma lì si incontrano solo mamme con bambini, al circolo della caccia? meglio non provocare quelli che hanno in mano doppiette, al circolo del bridge? ma i frequentanti hanno altri punti di riferimento, al bar? neanche lì, si disturberebbero i giocatori dei video poker. Insomma dove? Meglio evitare le sezioni che sono deserte e i mercati rionali che si disturbare gli ambulanti. In alternativa non resta che attrezzarsi con strumenti più sofisticati tipo i sondaggi, che però dicono della sfiducia nei partiti e nei loro dirigenti, o ascoltare le varie trasmissioni di “microfono aperto” che le radio trasmettono a gogò, ma non danno l'idea di quante siano le persone che condividono la singola affermazione, c'è anche la rete ma ma l'ha già occupata Grillo e parrebbe di scimmiottarlo o per ultime ma non ultime rimangono le esperienze metafisiche od esoteriche come la lettura dell'oroscopo della signora Letizia, il ricorso al mago Otelma, i riti voodoo o la decifrazione dei fondi del caffè. 

 Ci si potrebbe applicare anche l'analisi delle interiora di montoni, capri e vittime sacrificali ma l'usanza è caduta in disuso e poi gli animalisti non approverebbero. E questi in genere votano a sinistra, sarebbe meglio non perderli. Almeno loro. La speranza nell'illuminazione dallo spirito santo potrebbe essere un'altra opzione ma il sistema è stato brevettato da un'altra parrocchia. E poi lo spirito in questione, viste le vecchie ruggini del passato, potrebbe pure fare scherzi da prete, che avere nel partito Letta, Franceschini e Fioroni non è garanzia sufficiente. Senz'altro al momento si sconsiglia il ricorso alla danza della pioggia viste le attuali condizioni atmosferiche. Che un po' di sole non farebbe male. 
Quindi: se non in piazza, allora, dove?