Pier Luigi Bersani ha deciso di arricchire il suo palmarès di un'altra eccellenza.
Dopo essere stato vice presidente della Comunità Montana Piacentina (giovanissimo), poi consigliere regionale e poscia presidente della regione Emilia e Romagna, nonché ministro dell'industria, ministro della navigazione (dove crede di aver imparato tantissimo), ministro dello sviluppo, quindi segretario del pd e infine massimo ispiratore delle migliori battute di Maurizio Crozza (non siamo qui ad infilarci il perizoma col filo spinato) eccolo autoaffibbiarsi in extremis la patente di mago. Neanche fosse il divino Otelma. Pochi sono riusciti a fare tanto in così poco tempo.
Per dare l'annuncio di questa sua nuova eccellenza il prode guerriero di Bettola (suo borgo natio) ha pensato bene di riunire millecinquecento segretari di circoli democratici in quel di Roma. Ecco perché la politica costa. Tanto.
All'assemblea attonita, come racconta Maria Teresa Meli (1), il prode segretario, con cravatta ben stretta al collo e maniche della camicia arrotolate fin sopra il gomito (il mago Otelma si abbiglia con più creatività), ha disvelato le sue innate doti da Cassandra. E la gran parte dei delegati giù a fare scongiuri.
“Debbo dire che quando sono caduti Prodi e Berlusconi, ci ho preso. - ha dichiarato Pier Luigi Bersani - Non capivo bene dove andava a cascare l'asino, ma fiutavo che stava per cascare. E anche adesso inizio a pensare ....”
Se la semantica ha un senso questo piccolo cameo dice che si è arrivati alla frutta.
Il fatto che il segretario di quello che viene accreditato come il primo partito d'Italia (circa il 15/18% dei voti al lordo di astenuti ed indecisi) dichiari con l'innocenza di un pupetto che ieri non capiva bene (occhio all'avverbio bene) ma in compenso fiutava e che oggi (solo oggi) inizi a pensare non può che aumentare la quantità depressione che oramai dilaga in questo stanco Paese. Ancorché rivitalizzato da Pirlo Andrea e compagnia.
Il bello del divino Otelma è che le sue profezie riguardano il futuro, magari lontanissimo e inverificabile ma sono proiettate in avanti. Il brutto di Bersani e della sua stanca compagnia, è che sta costantemente a spiegare il passato e per il futuro oltre a scenari di sventure e preconizzate macerie non sa dire. Il che significa, tradotto in soldoni, che effettivamente se ne sta lì solo per insegnare a volare ai pinguini.
E senz'altro quel tal Alessandro di Camerata Picena di anni 17 e già segretario di circolo (che neanche Berlinguer che pure si iscrisse giovanissimo alla direzione del PCI) gli deve essere parso proprio un bel pulcino di pinguino a cui insegnare a volare. E così quando il giovane segretario di circolo che, come tutti i pulcini vive di ingenuità, si è lanciato nell' innocente quanto programmatico “non abbiamo padroni” il mago Pier Luigi è corso ad abbracciarlo e a dedicargli un tweet: “Alessandro, segretario di circolo di 17 anni ha regalato il titolo all'assemblea: non abbiamo padroni”. Dove all'ingenuità si somma un bel tot di banalità e quel pizzico di demagogia e di cinismo che rende ancor più beffardo il gesto.Benjamin Franklin dava di follia questa questa definizione: “la follia è fare sempre la stessa cosa sperando che il risultato cambi.”
Bersani-Mago-Cassandra che ne direbbe di darsi una bella regolata guardandosi attorno senza paraocchi prima di diventare il prossimo asino che va a cascare? O in alternativa: vada in Antartide: là è pieno di pinguini veri e magari qualcuno che ha voglia di tornare a volare lo trova,
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(1) Bersani: attenti si rischia il voto ad ottobre, Maria Teresa Meli, Corsera 24 giugno 2012

