E così anche la Francia è arrivata alla conclusione che gli
omosessuali sono uomini e donne come tutti gli altri bipedi che
calcano il globo terraqueo e come tali hanno i diritti di tutti gli
altri.
Bene. Ma anche male.
Già perché a scriverla così pare una notizia
che sta tra il banale e lo scandaloso. E tutto sommato non è una
gran notizia.
La banalità sta nel fatto che se lo si chiedesse ad un bimbo e ad
una bimba di quattro anni entrambi risponderebbero che è ovvio che
tutte le donne e tutti gli uomini del mondo sono uguali. E solo per
il fatto di non aver ancora svolto studi di diritto, ma avranno
abbondante tempo per scoprire che una cosa è la legalità ed un'altra è
la giustizia, non aggiungerebbero che l'uguaglianza vale a
prescindere dalla nazionalità, dal colore della pelle, dalla
religione, dalla classe sociale, e perché no, anche
dall'orientamento sessuale.
E magari i due bimbi per portare argomentazioni alle loro ragioni con
tutta la semplicità di cui sono abilissimi gestori e senza scomodare
i massimi sistemi della filosofia, del trascendente e dell'immanente,
potrebbero dire che tutti hanno occhi. E poi anche aggiungere
che tutti hanno mani, organi, statura, sensi, affetti e passioni. Che
tutti si nutrono di cibo. Che tutti sentono le ferite. Che tutti sono
soggetti ai malanni e sono sanati dalle medicine. Che tutti sono
scaldati dall'estate e gelati dall'inverno. Che tutti se vengono
punti danno sangue. E ancora che tutti, se gli vien fatto il
solletico, ridono. E che se gli capita di avvelenarsi muoiono. E
tutte queste sono, oggettivamente, considerazioni di grande banalità
o se proprio-proprio si vuol far la parte di quelli che han studiato si
potrebbe aggiungere che quelle elencate dai due bimbi sono, mal
contate, dieci prove ontologiche del fatto che le donne e gli uomini
di tutto il mondo sono del tutto uguali.
Da notare che sant'Anselmo da Aosta per dimostrare la sua tesi sul divino di prove, ontologiche, riuscì a metterne insieme solo cinque.
Da notare che sant'Anselmo da Aosta per dimostrare la sua tesi sul divino di prove, ontologiche, riuscì a metterne insieme solo cinque.
E certamente i due rimarrebbero stupidi e non capirebbero se
ascoltassero, ma per fortuna loro non ne sono costretti, le
argomentazioni di Carlo Giovanardi che grosso e irruente com'è
magari li spaventerebbe almeno un pochino o quelle di Paola Binetti
che secca e pure un tantinello arcigna com'è, senz'altro non li
metterebbe di buon umore.
Agli adulti invece questi due e un bel numero d'altri tocca un po' ascoltarli e un po' sentirli. Ma, dopo il primo impatto, sgradevole, li si lascerebbe pure perdere se non fosse che hanno, inopinatamente, qualche grammo di potere e che con questo possono amareggiare la vita di non pochi.
E fin qui la banalità.
Agli adulti invece questi due e un bel numero d'altri tocca un po' ascoltarli e un po' sentirli. Ma, dopo il primo impatto, sgradevole, li si lascerebbe pure perdere se non fosse che hanno, inopinatamente, qualche grammo di potere e che con questo possono amareggiare la vita di non pochi.
E fin qui la banalità.
Oddio meglio quattordicesimi che quindicesimi o addirittura fuori classifica.
Come nel caso dell'Italia.
E dire che la douce France qualche
idea in merito all'uguaglianza, alla libertà e alla fratellanza l'aveva avuta con
largo
anticipo. Peccato perdere certi primati.
Ora il nuovo articolo 133 del codice civile francese recita: «Il matrimonio è contratto tra due persone di sesso opposto o dello stesso sesso». Certo sarebbe stato meglio e ancor più neutro se la dicitura fosse stata: «Il matrimonio è contratto tra due persone che si vogliono bene». Che la seconda parte non sempre è data per scontata.
Ora il nuovo articolo 133 del codice civile francese recita: «Il matrimonio è contratto tra due persone di sesso opposto o dello stesso sesso». Certo sarebbe stato meglio e ancor più neutro se la dicitura fosse stata: «Il matrimonio è contratto tra due persone che si vogliono bene». Che la seconda parte non sempre è data per scontata.
Strano
che poi proprio quelli che si dicono liberali e liberisti siano tra i
più fermi oppositori. Che chiamarli illiberali è poco.
Ps. probabilmente il Signore che nel cinquecento ha scritto con
diversa prosa, ma poi neanche tanto, quelle dieci prove ontologiche sull'uguaglianza doveva
essere circondato da bambini.

