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lunedì 5 settembre 2011

Ecco perché siamo diversi dagli altri europei.

E' la semantica che ci fa diversi da tutti gli altri europei, Per loro, in genere, una parola ha un solo significato. Per gli italici è questione d'interpretazione: ogni singolo vocabolo è una storia a sé.

Dopo una bella serie di guerre iniziate da una parte e finite dall'altra. Può succedere, se non si abbiano le idee chiare sul significato della parola alleanza.
Non sapeva pronunciare il nome del partito che aveva  fondato
Dopo aver avuto l'esperienza di un ventennale capo di governo nonché fondatore di un partito di cui non sapeva neppure pronunciare il nome correttamente. Capita, quando si equivoca sul senso della parola provvidenza e, ovviamente, su quelli che sono i suoi uomini.
Dopo che dal 21 giugno del 1945 al 10 maggio del 1994, quindi 49 anni, si è fatto finta di avere 52 governi quando in realtà era sempre stato lo stesso, sotto mentite spoglie. E' normale, quando ci si balocca con frasi del tipo “cambiamento nella continuità” o “convergenze parallele”.
Dopo che in meno di quattro settimane sono state prospettate 4 manovre finanziarie differentissime tra loro. E' un fatto che si può verificare, se non si ha chiara la distinzione tra sogno e incubo.
Dopo che il ministro all'economia ha detto che darà la caccia agli evasori fiscali. Che ci sta se non fosse che è uno che paga l'affitto in nero (è un affare tra privati, dice) e sopratutto è un (forse) ex fiscalista che ha come missione quella di far risparmiare i suoi clienti sulle tasse. Viene il dubbio che parole come “serietà” e “gravità” abbiano significati diametralmente opposti.
Dopo tutto ciò balza agli occhi che cosa ci fa diversi: la semantica.

By the way la semantica (lo dico solo ad uso del Trota e del suo papà, l'ex celodurista, attualmente spernacchiatore) è la scienza che studia il significato delle parole e che ha la morte sua nell'incontro con la pragmatica ovvero il linguaggio in rapporto all'uso che ne fa chi parla.
Noi usiamo parole che gli altri popoli non hanno e sopratutto gli diamo un senso che fuori dai confini nazionali è inintelleggibile. Quindi non ci capiscono. E non si fidano.
Se diciamo peracottaro i più svelti tra gli stranieri penseranno a un produttore di pere cotte. A nessuno verrà in mente che peracottaro significa l'esatto opposto: uno che non sa fare neanche le pere cotte.
E intorno alla parola peracottaro noi abbiamo costruito una ragion di stato. Una ragion d'essere.
Questo è il dramma: è la semantica che ci frega.

2 commenti:

  1. Ieri, a Cernobbio, dove si svolge il Forum Ambrosetti, Giuseppe Zadra, che è l'ex-direttore gen.le dell'Associazione Bancaria ,si è rivolto ai ministri presenti al Forum e ha detto, cito dal Corsera:" Molti di noi, qui, seguono i lavori, ma vivono con l'angoscia di un prossimo default dell'Italia. Ho l'impressione che il governo non percepisca il rischio che stiamo correndo. I ministri qui presennti si comportano come se avessero davanti a sè un orizzonte temporale di tre anni, e invece abbiamo solo tre giorni di tempo." I ministri presenti sono rimasti impietriti....nessuno di loro ha replicato a Zadra...sono di un altro pianeta..
    Intanto, stasera, lo spread Bund-Btp vola...alto...alto
    Non rimane che sperare in una Norimberga fra una generazione...spero

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  2. Ben detto, con uso di semantica corretta!! Ora cerchero' di spiegarlo agli americani che in quanto a sottigliezze sono carenti. Ma ci fregano lo stesso.

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