Ciò che possiamo licenziare

martedì 15 maggio 2012

Una paccata di mariti.

Con l'uscita di scena di Berlusconi non sono mancati ministri in grado di fornire spunti alla satira.
La ministra Fornero Elsa sta eguagliando il capo del Pdl. Bene per i comici male per il paese.


Elsa Fornero in atteggiamento professorale

Con la ritirata di Berlusconi molti pensavano che la satira ne avrebbe sofferto. D'altra parte non si può avere tutto: o un Presidente del Consiglio esilerante spalla della satira o un Paese che, tra mille difficoltà e contraddizioni, cerca di immettersi sulla via della normalità. Anche sa la strada è e sarà lunga.

Ma poiché siamo italici e facciamo fatica a rinunciare al divertimento e, digiamolo, non vogliamo farci mancare nulla ecco la ministra Fornero. Elsa Fornero. Che già nome e patronimico buttano bene: spada e pagnotta. A chi la spada? A chi la pagnotta?
Mi raccomando non siate maliziosi negli accostamenti:
Oddio, non che la ministra abbia raggiunto le abilità pirotecniche di poer nano Berlusconi ma si sta impegnando. Con diligenza ed abnegazione.
Quello parlava e faceva cose che padroneggiava, tipo organizzare eleganti cene, subire obtorto collo spettacoli di burlesque, raccontare palle agli aquilani terremotati e agli italiani in genere, fare cucù dietro le colonne, cantare, scrivere inni di partito, farsi leggi ad personam e via dicendo. Questa invece da l'impressione di andare un po' a tentoni. Ma siamo certi che si farà. Come chiunque, venendo dalla provincia, abbia la determinazione e la voglia di riuscire.
Il prof. Deaglio superimpegnato marito
della ministra Fornero Elsa.
Dopo i sacrifici, le lacrime, la paccata di miliardi, l'articolo 18, la figlia non-sfigata e neppure fannullona che insegna, guarda il caso, nella stessa università di mamma e papà e l'atteggiamento sobriamente arrogante di chi ha scoperta la funzione del pitale eccola misurarsi sulla “conciliazione maschile”.
In altre parole gli uomini devono aiutare di più nelle faccende domestiche. Che se da un lato è una banalità dall'altro la domanda è: che ne sa la ministra Fornero di queste cose? Le ha mai sperimentate? La ministra ha un reddito personale dichiarato di oltre 400k ed una marito che, probabilmente per difetto ne dichiara altrettanti e che nell'ordine è docente universitario, economista, studioso dei problemi della globalizzazione, scrittore di rapporti sull'economia globale (accidenti!) e sull'Italia (già più facile) nonché estensore della voce “mercato” della enciclopedia Treccani e in più editorialista e, come non bastasse, anche Presidente del consiglio di amministrazione di una finanziaria. Arriverà a casa ogni sera esausto. E non vorrà certo saperne di mettersi a stirare. Lo fa il 31,4% degli italiani, come dire 1su 3. Non è molto ma pare un buon inizio. Da migliorare, ovviamente.

Nella famiglia Deaglio-Fornero, secondo voi, chi rifà il letto la mattina (lo fa il 67,6% degli uomini), o si lancia nelle pulizie di fine settimana o cucina o porta fuori la spazzatura? Ve lo immaginate il professor Deaglio volteggiare con il piumino in mano mentre spolvera i ninnoli in salotto o rigovernare la cameretta della figlia non-sfigata? No eh. Ebbene il 62,1% degli uomini italiani lo fa. O forse riuscite a credere che la famiglia Deaglio-Fornero si sia accorta che “il compito di cura di genitori anziani e figli è sulle spalle delle donne. Bisogna alleggerire questo peso e servono servizi per i disabili e per gli anziani . Il problema è che poco può essere fatto tramite il sistema pubblico perché occorre contenere la spesa”?
No, neanche questo vi viene facile. Ci avrei scommesso.
In compenso credo che qualche milione di famiglie in Italia se ne sia accorto e ne abbia piena consapevolezza.
Ecco ancora una volta la ministra, che sembra avere una qualche smania di apparire, ha parlato con mentalità libresca ed è andata per luoghi comuni. Una volta si diceva per farfalle ma non credo che Elsa Fornero le conosca. Sono insetti poco economici.

Certo la quota di padri che prende il congedo parentale in Italia è spaventosamente bassa, solo il 6,9% e lei ne vorrebbe “una paccata” ma in questa situazione di crisi il rischio del licenziamento è drammaticamente alto e poiché a parità di funzioni gli uomini guadagnano, a torto, più delle donne anche una ministra, ancorché tecnica, dovrebbe almeno vagamente intuire il perché della scelta. Si tratta di una decisione economica, di economia familiare.
Ahi, ahi, ahi signora ministra lei ci cade proprio sull'economia domestica. Quasi come la signora Longari che però cadde sui volatili.



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La ricerca condotta da Eurispess, Corsera 13 maggio 2012, presenta anche altri dati relativi all'impegno casalingo degli uomini e per guardare il bicchiere mezzo pieno almeno qualche volta
  • il 44,6% fa la lavatrice
  • il 31,4 % usa il ferro da stiro
  • il 62,1% fa le pulizie
  • il 67,6% rifa il letto
  • il 28,7 % svolge lavoro domestico
  • il 7,9% cucina abitualmente
  • il 50,5% fa le riparazioni
  • il 25,8% porta sempre fuori la spazzatura
Enrico Finzi, che ha condotto la ricerca, ha anche affermato che: “esiste una millenaria resistenza femminile a delegare ai maschio”. E questa dichiarazione mi ha senz'altro tranquillizzato.