Si sa che uno dei metodi da non seguire per fare carriera all'interno dell'università è quello di mostrarsi litigiosi ed attaccabrighe. E' una regola aurea che vale sempre. Anzi, essere ossequienti,o come dicono i maliziosi leccapiedi, con baroni e cattedrattici porta non pochi vantaggi al cursus honorum e rende più semplice la scalata dei singoli gradini.
Ovviamente
l'attività di leccapiedismo (e non sempre solo di piedi si tratta)
porta con sé effetti collaterali: talvolta ne soffre il fegato, la
gastrite è sempre dietro l'angolo, la colite tira brutti scherzi e
quasi sempre si soffre anche di alitosi, considerate le superfici
sulle quali si presta esercizio. L'unica possibilità di “scarico”
sono gli esami durante i quali, fin da implumi assistenti, ci si
vendica con invereconde soperchierie nei confronti degli studenti. E
gli esami universitari sono una bella galleria di maleducazione e
villanie. Provare per credere.
Ma
quando si esce dall'università e si diventa ministri la libertà al
litigio da optional negletto può diventare must garantito. E di
questa libertà la ministra Elsa Fornero ne sta facendo uso ed
abuso. Ha cominciato subito, dopo neanche un mese di governo, con il
collega Corrado Passera, era il 28 di gennaio 2012 “ gli dirò
di essere un po' meno ottimista, un po' meno cuore oltre l'ostacolo”.
Che detto da una sabauda verace è suonato vagamente bizzarro.
Ma tant'è.
Ha poi
proseguito sulle questioni delle pensioni e poi dell'articolo 18 e
poi degli esodati con i sindacati, tutti e tre, almeno Marchionne con
due andava d'accordo. E siamo a febbraio. Quindi è stata la volta
degli italiani tutti, 10 marzo, quando dice che: "Non
si può dare il salario minimo agli italiani, o si siederebbero a
prendere il sole e mangiare pasta al pomodoro". Non
contenta è passata a litigare con gli studenti, 8 maggio, “i
nostri studenti non conoscono le lingue, l'italiano compreso, non
conoscono i rudimenti dell'aritmetica e della matematica”. E
poiché da diversi mesi non aveva a che ridire con i suoi colleghi di
governo ha subito rimediato il 25 di maggio : bella litigata con il
vice-ministro Vittorio Grilli sulla questione esodati: non si capisce
quanti siano e che fare? Una robetta da nulla. L'animata discussione
ha ritardato il consiglio dei ministri. E va bé.
Il
4 giugno, giusto il tempo di ricaricare le batterie, si è scontrata
con Filippo Patroni Griffi,ministro della Pubblica Amministrazione,
e pare che abbia sostenuto che: “i licenziamenti
sono uno strumento per migliorare la PA.” Che
per essere il ministro dedicato alla questione del lavoro non c'è
proprio male.
Nel
dimezzo ha avuto anche il tempo di prendersela con gli uomini tutti,
intesi come genere, perché lavorano poco in casa, ma di questo s'è
già detto. (1)
Molti,quasi
tutti, la ricordano quando, il 4 dicembre 2011, non riusciva a
pronunciare la parola sacrifici e calde gocce salmastre (chiamarle
lacrime è un po' troppo) sgorgarono dai suoi occhi. Marco
Travaglio, notoriamente malpensante, sul suo blog le definì lacrime
di coccodrillo.
Sbagliava.
I coccodrilli piangono dopo, la Fornero prima.
E,
visti i risultati, speriamo che non pianga ancora.
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(1) http://www.ilvicarioimperiale.blogspot.it/2012/05/una-paccata-di-mariti.html


