Ciò che possiamo licenziare

venerdì 9 luglio 2021

Sgarbi vs Fedez = 0 a 3

Mentre nel palazzo quatti quatti si disfano riforme già fatte sui quotidiani si da spazio a esagitazioni sgarbiane. Fedez il più americano degli artisti italiani. È social e anche sociale. Come Clooney e Bill Gates: business e charity

In questi giorni di politica gioiosamente carsica, dove tutto succede senza che succeda, dalla questione giustizia allo sblocco dei licenziamenti agli aumenti delle tariffe, gas-luce-autostrade, fa bello sapere che esiste ancora la vivida polemica politica. Aiuta in questo il plurideputato Sgarbi Vittorio che in accappatoio, sistemato in un balconcino, si immagina di un albergo,  posta un video dove in punta di fioretto attacca il rapper Fedez. Lo fa con il garbo solito suo e testuale dice: «Fedez non hai mai fatto la pipì sulla testa della Ferragni, siamo sicuri che non hai mai fatto cose che hanno a che fare con la meraviglia della pipì? Ecco, la pipì in fondo può essere meglio della pioggia. Vaffa’n c..o Fedez, vaffa’n c..o Fedez. Ti piace? È giusto. Vaffa’n c..o». Eh beh, non c’è che dire questa è classe al cui confronto la polemica tra Proudhon e Marx su filosofia e miseria, poi ripresa tra Craxi e Berlinguer, risulta essere di spessore infinitesimale. La risposta del rapper non si è fatta attendere e recita: «Leggendo i titoli di oggi pensavo seriamente di essere stato io ad aver abbassato il livello del dibattito politico italiano. Poi  su “Ma Fedez la fa la pipì in testa alla Ferragni del deputato Sgarbi ho tirato un sospiro di sollievo». Beh, come sciabolata non è male. In un sol colpo vengono messi insieme l’attenzione della stampa per le cose che contano, il livello dello scontro politico, e la susseguente qualità del personale politico.  Che in due righe non è poco.

Fedez è il più “americano” degli artisti italici: è social e anche sociale. Non ha difficoltà ad esporre le sue opinioni politiche, nel 2014 manifestò simpatia per il M5S, nel 2020 ha lanciato una raccolta fondi per costruire un reparto di terapia intensiva che è stato finito in sole due settimane. È stata definita la raccolta fondi  più grande d’Europa e tra le 10 campagne più ricche nel mondo (Repubblica, 9 marzo 2021) ed è stata di stimolo alla raccolta per ospedali, associazioni e organizzazioni. Attualmente sostiene, con qualche scivolone, nessuno è perfetto, il ddl Zan. Di topiche nel passato  ne ha prese non poche, dalle sgommate in Lamborghini al compleanno al supermercato con lancio di frtutta e verdura e anche sulla questione gay: noto l’attacco a Tiziano Ferro di cui si è detto pentito e comunque adesso lavora a favore del mondo lgbt. E il mondo vive di presente. Ha sostenuto i lavoratori dello spettacolo e sta pensando ad una fondazione ovviamente con fini sociali. Naturalmente  continua a lavorare cioè a cantare l’ultima esibizione con Orietta Berti e Achille Lauro. È anche spiritoso. Come è spiritosa Orietta Berti a cantare con lui. In altre parole fa quello che fanno George Clooney e Bill e Melinda Gates e tanti altri: business e charity, in grande. In Italia non si usa. Per concludere: ha abbandonato la scuola al quarto anno del liceo artistico, non è laureato e neanche conduce programmi dedicati all’arte. E vista la differenza è meglio così.

Buona settimana e buona fortuna.

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