Ciò che possiamo licenziare

lunedì 6 aprile 2026

Se Trump morisse le borse schizzerebbero?

Senz’altro i bookmaker londinesi ci stanno già lavorando e raccogliendo le puntate. All’apparenza il mondo cambierebbe, ma in realtà non si muoverà di uno zig.

Senz’altro partirebbe uno spericolato rally che metterà a dura prova le coronarie degli investitori. Tuttavia il punto sarà come il nefasto evento andrà a manifestarsi. Certo gli appassionati di algoritmi stanno già pensando di dare una risposta. E comunque prima di loro i bookmaker londinesi hanno già pronte le quotazioni. C’è da scommetterci. Senz’altro la causa e modo del passaggio a miglior vita di the Donald è elemento dirimente. Probabilmente il suicidio, come accaduto all’amico Jeffrey Epstein, verrebbe dato 5000:1, come la vittoria del Leicster in Premier League.  Probabilmente più modesta sarebbe la vincita nel caso di un colpo apoplettico sul campo da golf di Mar-a-Lago. A una certa età, settantanove anni a mesi ottanta, sforzarsi nello swing, specialmente nel backswing, ma tutte le quattro posizioni hanno notevoli gradi di pericolosità, può portare a patimenti: dal colpo della strega a quello apoplettico. Ovviamente con l’avanzare dei giorni i rischi aumentano. Inoltre il controllo dei campi da golf non è propriamente agevole e dunque la possibilità di infiltrati malintenzionati è tutt’altro che remota. Oltre agli infiltrati, per rimanere sullo stesso segmento d’azione, va considerata la possibilità di rendere esplosive le palline. Non si pensi sia un’idea peregrina, la CIA ha pianificato di uccidere Fidel Castro con sigari esplodenti, per cui siamo lì. Nei servizi segreti assumo solo ceativi, possibilmente svalvolati. L’operazione cubana comunque non andò in porto, pure quella delle palline di Trump pare difficile. Nel caso il Donald entrerebbe nella classifica dei presidenti morti in carica, otto quasi il venti per cento. Forse la carica non porta bene. In ogni caso: quattro deceduti per cause naturali e quattro sparati. In ciascuno dei due si muoverebbe la classifica e probabilmente, potendo scegliere preferirebbe il secondo: se ne parlerebbe a iosa, senz’altro avrebbe all’attivo un documentario alla JFK, una commissione parlamentare come la Warren  libri, saggi trasmissioni televisive come se piovesse. Sai la gratificazione dell’ego. Il tumore alla prostata è quotato decisamente meno essendo neoplasia abbastanza comune, forse l’ha anche già avuto e (quasi) nessuno lo sa. Potrebbe considerarsi anche l’incidente stradale con tanto di carambola, ma dopo i film di Van Damme e consimili sarebbe un dejà vu. Però i bookmaker non si fermeranno solo a questi casi stimeranno anche gli effetti collaterali. In borsa il comparto armi patirebbe una flessione, però lieve data la grinta della Ursula e della Kaja e anche del Guido (Crosetto) e della Giorgia; non potrebbero più fare sfoggio del latinorum: si vis pacem para bellum. La guerra con L’Iran probabilmente finirebbe a breve e quindi apertura dello stretto di Ormuz e quindi … sciambola. Giù il prezzo del petrolio, dei fertilizzanti e pure del gas… Col tempo, lungo, scenderebbe anche quello della benzina alla pompa, sul carrello della spesa invece nessuna illusione: chi ha dato ha dato chi ha avuto ha avuto, con invito a dimenticare il passato. Insomma il cetriolo finisce sempre nello stesso posto del consumatore. La questione israelo-palestinese tornerebbe ad essere regionale e comunque con scarso impatto sull’economia mondiale. Sull’Ucraina boh, è un guazzabuglio tra russi, fratelli? cugini? e quelli non li capisce nessuno. Infine l’incognita dell’isolazionismo minacciato ma mai attuato: gli americani, si sa, non sono capaci di starsene buoni a casa loro: vivono di esportazioni e di guerre (mai più vinta una dopo la seconda mondiale) in compenso tendono a considerare i due termini come sinonimi. Esportano democrazia facendo la guerra o viceversa. Sono però fortunati: durante le ultime si sono sempre imbattuti nel petrolio, cosa vuol dire il caso. Last but not least mancherà materiale per chi campa di satira, ma gli artisti italici non ne risentiranno troppo, hanno solo l’imbarazzo della scelta: Tajani, Craxi, Boccia e tutto il resto del parlamento. Alla fine, se non si è scommettitori incalliti resta solo aspettare per vedere. E se ne vedranno delle belle.

PS. Lunga vita al Trump Donald J.

Buona settimana e buona fortuna