Ciò che possiamo licenziare

lunedì 19 dicembre 2016

Roberto Giachetti e la sineddoche alla direzione del Pd.

Scandalo e turbolenze alla direzione nazionale del Pd ma non per la sconfitta referendaria. E neanche per altre simili bagatelle. Giachetti Roberto cerca un francesismo e si imbatte nella parte anatomica che congiunge la schiena alle gambe. Sussulti e turbamenti. Maria Elena Boschi non è svenuta: non conosceva il termine.

on.Roberto Giachetti, 4 legislature, ex radicale-verde-marghrita

Grande scandalo domenica 18 dicembre alla direzione nazionale del Pd. Si sono registrati svenimenti, ululati (da parte della minoranza), sbertucciamenti (da parte della maggioranza) e anche un richiamo dal tavolo della presidenza. Nonché mani tra i capelli del capo dei capi, Renzi Matteo, uomo morigerato che della aurea mediocritas ha fatto il suo habitus. Quando si manifestano situazioni a dir poco scandalose è normale che queste siano le reazioni della platea.

Platea affollata quella della direzione piddina composta da oltre mille delegati che partecipano al rito con in petto il sacro fuoco della passione per il radioso futuro. Dunque scandalo. Ma perché? Forse perché il capo ha perso la battaglia che lui stesso aveva definito madre di tutte le battaglie? No, Forse perché lo capo stesso non ha mantenuto la parola di monacarsi dopo la sconfitta? No. Forse perché lo medesimo capo ha pervicacemente tentato di ribaltare le logiche della matematica nel dimostrare che è meglio avere il 40% invece del 60% andato agli altri? No. Forse che ha preso la parola tal De Luca Vincenzo che è stato tra primi a dileggiare il capo sconfitto? No. Nulla di tutto ciò.

Colpevole dello scandalo fu Giachetti Roberto, renziano della primissima ora, ex aspirante, anche se riluttante, alla poltrona di sindaco di Roma. Con il suo intervento il Giachetti Roberto intendeva stigmatizzare la posizione assunta da altro Roberto che di patronimico fa Speranza. Da notare la non voluta parziale omonimia. Al dunque il Giachetti Roberto preso posto sul palco ha taciuto per qualche istante, attirando l’attenzione del popolo tutto,  chiaramente si intendeva che la sua fervida mente era alla ricerca di una figura retorica, magari anche un francesismo, che gli consentisse di colpire (verbalmente s’intende) lo Speranza Roberto. 

Il caso o forse l’appassionata e profonda cultura dantesca che lo contraddistingue l’ha portato invece a citare quella parte anatomica che congiunge le gambe alla schiena. Già il sommo Alighieri ne fece uso, nel’ottavo cerchio, quinta bolgia, quella dei barattieri ovvero coloro che si sono macchiati di “astuzia truffaldina”, cosa vuol dire il caso, laddove dicendo del dimonio Barbariccia scrisse  «ed elli avea del cul fatto trombetta» E così, forse anche in omaggio al capo che è di Firenze, pure se del contado, se ne è uscito con: «Roberto (nel senso di Speranza) hai la faccia come il culo.»  

All’udire il vergognoso termite molti gentiluomini sono sobbalzati e altrettante gentildonne hanno avuto mancamenti, talune addirittura svenimenti. Non la sottosegretaria Maria Elena Boschi che ha ruotato gli occhioni in un moto interrogativo chiedendo spiegazione: pare non avesse mai udito simil vocabolo. Resa edotta ha guardato il capo ed avendone avuta autorizzazione è svenuta.

Il casus belli dell’aforisma giachettiano è stato il plauso manifestato dallo Speranza alle parole del capo quando questi ha proposto l’inopinato ripescaggio del metodo elettivo detto mattarellum. Metodo a favore del quale, nel 2013,  il Giachetti Roberto combatté ad oltranza utilizzando l’arma che lui, ex radicale ancorché convertito al renzianesimo, conosce meglio: il digiuno. Digiunò il Giachetti per ben due volte, la prima addirittura per 123 giorni, dopo aver presentato una mozione che i suoi stessi sodali piddini avevano sdegnosamente respinto di recupero di quel metodo elettorale. Guarda caso il capogruppo alla camera del Pd era proprio quello stesso Speranza Roberto che adesso si dice d’accordo con il ripescaggio. Certo questo cambio di verso dello Speranza un pochino irrita e sembra anche un tantinello strumentale e sa di presa in giro. Di qui la frase del Giachetti che è stata ripetuta al plurale: «avete la faccia come il culo.» Facendo intendere, forse involontariamente, ma magari qualcuno si augura di no, che l’aver citato lo Speranza era solo un esercizio di sineddoche. Laddove si cita la parte per il tutto.

Sì, in effetti, a guardarla in questo modo l’incipit di Giachetti, collegato alla bolgia nella quale i barattieri ovvero come detto i portatori di “astuzia truffaldina” sono infilati nella pece potrebbe non sembrare proprio così fuori luogo. Come dire non solo lo Speranza. E per dirla tutta anche il Giachetti Roberto, quattro volte deputato, ex radicale, ex verde, ex margherita e finalmente Pd,  sta nel tutto.

5 commenti:

  1. CHE TRISTEZZA QUESTO INDIVIDUO

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  2. Ti sei mai guardati allo specchio cafone

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  3. Un partigiano vecchio stile ..onore e dignità il resto sono tutte faccie da culo
    Comunisti un uomo con onore tra di voi c'è....mi raccomando fategli fare la fine di Pertini (se lo fate farete la stessa fine dei socialisti )

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  4. è l'italia dei furbi , ma voi pensate che un bravo professionista con una carriera sicura si metta a fare politica ? in politica ci vanno gli scarti della società , gente improvvisata quando non dei veri delinquenti

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  5. Non c'e' proprio scelta, tutti con la faccia da culo e da disonesti glielo si legge in faccia....e c'e' gente che li ascolta pure quando parlano!Fanno bene a derubarci....a noi pare che ci piaccia!

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