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mercoledì 26 ottobre 2016

Gorino: il delta del Po come il delta del Mekong.

Aveva ragione Giambattista Vico ci sono corsi e ricorsi storici. La guerra di Gorino ricorda per l’ambientazione e e le parti in commedia quella del Vietnam. Come allora hanno vinto i guerriglieri. Alle dodici migranti dodici, di cui una gravida, è stato assegnato il ruolo dell’Agente Orange.

I guerriglieri di Gorino vincono come i vietcong di Ho Chi Minh

Con il caso delle dodici migranti dodici in quel di Gorino, frazione di Goro, la storia si ripete. Corsi e ricorsi storici diceva Giambattista Vico e aveva pure ragione. Anche se qualche volta ci si stupisce. Chi l’avrebbe mai detto di trovare nell’area urbana (le province ormai non ci sono più) di Ferrara una riedizione dell’epopea Vietcong? Gli elementi ci sono tutti: il delta, il tasso di umidità che ti circonda da tutte le parti, dal cielo, dalla terra e anche dal mare e ti attacca la camicia sulla pelle, un popolo che difende la sua libertà, con tanto di capo definito “con le palle”, un esercito nemico e anche, ma questo solo metaforicamente scrivendo, il terribile Agente Orange che può distruggere la vita del paese. E come non bastasse la notizia che rimbalza sui telegiornali di mezzo mondo proprio come quando il grande e grosso generale William Westmoreland, da West Point, se la vedeva con il piccolo e minuto generale Vo Nguyen Giap che invece ha fatto gavetta nella giungla. Autore tra l'altro di un agile trattatello dal titolo “Guerra di popolo esercito di popolo”. Comunque, mentre ci si fa prendere dai gloriosi ricordi, vanno adeguatamente distribuite le parti in commedia.  O forse farsa da avanspettacolo.

Il delta fa la parte del delta. Certo quello del Mekong è un pochetto più largo e profondo, ma del resto nei ricorsi storici non è che si può avere proprio tutto tutto e in ogni caso c’è quello che serve: dell’umidità s’è già detto, poi ci sono le zanzare, l’acqua dolce che si mischia alla salmastra, la sabbia e la corrente prorompente. Non manca neanche il rischio di finire risucchiati in qualche gorgo. E quindi il macro-contesto c’è. Ovviamente non può mancare il popolo che si batte per la libertà e per il futuro, proprio e dei figli, che come noto sono piezz’e core. Con il popolo, va da sè ci vuole anche un capopopolo e anche questo c’è: Nicola Lodi detto Maomo, leghista. Lui fa la parte del generale Nguyen Giap. Manca solo un Ho Chi Minh, ideologo colto e raffinato, capace di padroneggiare diverse lingue e dalle robuste letture, ma non si può chiedere troppo a quelli della Lega. Comunque non manca il “sentiero di Ho Chi Minh” con le sue deviazioni in questa rappresentato da un  paio di strade provinciali. Adesso che non ci sono più le provincie sarà un problema definirle, ma questo è un altro discorso. Al posto delle micidiali trappole inventate dai Vietcong che infilzavano gli yankee come polli ci sono più prosaici pallet, più maneggevoli, meno pericolosi, e pure di riciclo perché nella vita di tutti i giorni i vietcong del Po li usano per ammonticchiarci le vongole. E da queste parti non si butta niente. Evvabbé. Questo dalla parte dei buoni. Poi ci sono i cattivi.

Il cattivo per eccellenza è naturalmente lo Stato che ha la pretesa di distribuire i migranti sul territorio ed è rappresentato da un colonnello dei carabinieri accompagnato da una manciata di militi. Con un po’ di fantasia, che al novello Giap-leghista non manca, questi sono lì a rappresentare la VII° Forza Anfibia della United States Navy nonché i marines della 9° Marine Expeditionery Brigade e, per non farsi mancare nulla, anche la 173° Brigata Aviotrasportata. Anche se nessuno dei militi aveva la bandana e neppure si è pucciato nel Po' con il garand sopra la testa. Peraltro in questo periodo c'è il rischio di una polmonite. Il tutto coordinato dal Prefetto Mario Morcone nella parte del generale William Westmoreland il comandante, delle forze Usa nel sud-est asiatico, ovviamente lo sconfitto. E anche al prefetto non è proprio andata bene. Anche lui come Westmoreland ha fatto marcia indietro e si è arreso a poco più di un centinaio di guerriglieri. L’unica differenza è che non ha dovuto buttare in mare degli elicotteri. Con quel che costano. 

La potenza ancora una volta è nulla senza il controllo del territorio e soprattutto quando c’è la créme di un popolo che si batte per una giusta causa come la libertà. Nel ruolo dell’Agente Orange sono, per  sineddoche, dodici donne dodici di cui una gravida, con il fondato sospetto che siano d’avanguardia di altri poi quantificati in otto adolescenti. Totale: venti migranti. Questo plotoncino mignon potrebbe infatti annichilire l’intera popolazione di Gorino, 590 residenti, e quella di Goro 3828 abitanti. Per non dire dell’intera area di Ferrara.

Ah, dimenticanza: cos’è l’Agente Orange? Era così chiamato il defoliante (in seguito scoperto cancerogeno) usato dagli yankee per scoprire il sentiero di Ho Chi Minh. E dunque meglio colpire i poveri guerriglieri. E questo dovrebbero fare le dodici migranti dodici di cui una gravida. Vero che la storia si ripete?

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