Cerca nel blog

venerdì 25 marzo 2016

Twitter monopolizzato da politici e giornalisti

Politici e giornalisti sono i maggiori utilizzatori di Twitter. Spesso sbroccano con affermazioni maschiliste Zucconi e Feltri , altre volte sono esegeti di banalità Maroni e Alfano, altre ancora non sono che i ritweet di messaggi di altri che hanno il solo pregio di essere per loro elogiativi Veltroni.

Vittorio Zucconi: Virginia Raggi espone in tv argomenti ai quali 
Giachetti difficilmente potrà rispondere. Non c'è partita.
A voler fare una stima si direbbe che la stragrande maggioranza degli utenti italiani di Twitter siano politici e giornalisti. Almeno in termini ponderati ovvero di quantità di tweet per singolo cranio. Ci potrebbe anche stare se i tweet dicessero qualcosa di interessante e non si limitassero a ricicciare sempre le solite banalità, ovviamente ben condite di retorica. Sarebbe bello se scrivessero cose di peso e soprattutto di pensiero. Taluni, per non dire quasi tutti, ritengono che disporre solo di centoquaranta caratteri implichi il fatto che cervello e mani sulla tastiera non debbano necessariamente essere collegati. Evvabbé. La mancanza di fantasia impera sovrana
A prendere un giorno a caso , come dire gli ultimi due o tre giorni, c’è da mettersi le mani nei capelli. In questa breve carrellata si può partire con un Vittorio Zucconi d’annata. Lui ce l’ha con i grillini, a prescindere. A leggere il nome di un esponente del M5S perde il senso della ragione e talvolta anche del ridicolo e carica a testa bassa, neanche fosse un toro davanti al capote. Eccolo allore commentare la foto (a fianco) di Virginia Raggi  con un classico del pensiero trucido maschilista: «Virginia Raggi espone in tv argomenti ai quali @bobogiac Giachetti difficilmente potrà rispondere. Non c'è partita» Al confronto Guido Bertolaso sembra un estremista del femminismo. Poi sempre per rimanere sul suo argomento preferito twitta «Accelera la normalizzazione del M5S guidato da Casaleggio, sempre più una DC con lo sconto. Al centro, grillini!» Viene normale pensare che quando al centro volevano andarci D’Alema e Veltroni e Napolitano e adesso Renzi i suoi alti lay non si levarono. Ma la coerenza non è di questi giorni. Ammesso che sia mai stata.
Anche i giornalisti non scherzano, ad esmpio Myrta Merlino: «Uno dei kamikaze di #Bruxelles era stato arrestato, ma poi liberato. Aggiungere un commento sulla magistratura belga. Io allibisco.» Evidentemente  non ha memoria di quando i gendarmi nostrani dopo l’arresto di Riina dimenticarono di perquisirne il covo. Per fortuna non abbiamo il monopolio dei poliziotti tarlucchi, qualcuno lo lasciamo anche agli altri. Quindi che dire di Roberto Maroni: «Ho incontrato oggi il nuovo questore di Milano Antonio De Jesu. Gli ho garantitola massima collaborazione per la sicurezza dei cittadini» E che gli voleva dire? Che l’avrebbe boicottato? Per rimanere in ambito partiti ecco un fulgido esempio del Partito Democratico: «#Roma @orfini 'Difendiamo i poteri forti? E' vero, per noi poteri forti sono i cittadini romani' #RaggiAmari» I cittadini romani, dice? Quelli che sono invitati a disertare il prossimo referendum?
Naturalmente non può mancare un frizzante Angelino Alfano:  «A #Bruxelles la reazione, la decisione, la commozione»  L’anacoluto è il suo pane e burro quotidiano. Ben accompagnato dalla sua ex compagna di partito Deborah Bergamini che digita l’originaleRegeni, governo deve pretendere la verità» Un twiter alla viva la mamma, che se ne sente la mancanza. Ci sono anche i ritwittatori seriali come Walter Veltroni e Erasmo D’Angeli che sembrano sappiano leggere ma non scrivere il che, data la situazione, probabilmente è un vantaggio. Mentre Vittorio Feltri scrive in proprio e con la consueta leggerezza twitta: «Urge equo canone su uteri in affitto» Questo si commenta da solo. Naturalmente non può mancare Mario Adinolfi: con un tonante «Estirpare le colonie del male» cioè: viva la mamma.
Oltre alle categorie banalità-volgarità-niente-da-dire c’è anche quella dei presenzialisti: twittano solo per raccontare all’universo mondo che saranno da qualche parte in televisione a dire qualche cosa.
Qui mancano i fondamentali twit di Maurizio Gasparri, Fabrizio Rondolino, Alessandra Mussolini, Renata Polverini, MassimoLeaderPD (D’Alema) e altri del loro tipo, solo  perché sono molto selettivi e spesso bloccano la lettura dei loro twitter ai  follower quando si dimostrano irriverenti. E questo la dice lunga sulla loro agilità mentale.



2 commenti:

  1. Valeria Borgia29 marzo 2016 15:42

    già, preferiscono Twitter.

    RispondiElimina
  2. Giovanni Soldi29 marzo 2016 15:44

    Io, che ritengo di essere nessuno, non uso "twitter" fino a quando un certo matteo renzi lo usa.

    RispondiElimina