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domenica 14 febbraio 2016

Quando Francesco non c’è Bagnasco combina guai.

Il cardinale Bagnasco è sempre stato un burlone fin da quando come chierichetto (si dice) metteva l’aceto al posto del vino. Adesso per le unioni civili vuole stabilire come si deve votare nel Senato italiano. Mai che si occupi dello stato di San Marino. Sarà dura per Francesco, che non andrà al Congresso Eucaristico Nazionale,far intendere a questo discolo che si scherza coi santi ma si deve lasciare in pace i fanti.

Vita dura per Papa Francesco. Appena si allontana dal Vaticano quei discolacci dei suoi vescovi e cardinali si mettono subito a fare scherzi. Per dire scherzi ci sarebbe una parola più consona ma meno elegante e quindi, perciò stesso, ce ne si astiene. Questa volta a fare lo spiritoso ci si è messo il cardinal Bagnasco. Non che sia una novità, anzi per lui è quasi una abitudine. Per sparare la sua arguzia ha, ovviamente, aspettato che il suo boss si trovasse ben lontano. Anzi per l’esattezza a qualche migliaia di metri d’altezza e nel bel mezzo dell’oceano Atlantico. Oceano che Francesco sta attraversando per andare ad incontrare nentepopodimenoche Kirill il Patriarca di Mosca. L’incontro ha il nobile scopo di voler riunire due Chiese cristiane divise da uno scisma millenario. E mentre Francesco si adopera per unire il cardinale fa di tutto per dividere e creare zizzania. Parola desueta ma qui appropriata affinché il suddetto cardinale ci rifletta un po’sopra. 
La sparata questa volta riguarda uno stato straniero, guarda caso l’Italia, mai che Bagnasco si impicci dello stato di San Marino. Questa volta la facezia del cardinale riguarda il come debba votare l’italico Senato. Al cardinale piacerebbe che sulla legge delle unioni civili si votasse solo a scrutinio segreto. Come dire che non ci si debba prendere carico delle proprie responsabilità. Ma d’altra parte a Bagnasco, che è un burlone, piacciono senatori del tipo del Giovanardi Carlo o Gasparri Maurizio o anche Gaetano Fermariello. Tre, giusto per dire i primi che salgono alla mente, che nei loro interventi per nonsense e logica dadaista fanno scompisciare dalle risate e che meglio starebbero sotto altri tendoni che non nel parlamento. Comunque, tant’è. 
A Bagnasco gli scherzi sono sempre piaciuti, fin da quando, dicono fonti non confermate e quindi quasi sicuramente  non veritiere, alle elementari si divertiva a mettere spilli e puntine rovesciate sulle sedie dei maestri. Da chierichetto sostituiva il vino con l’aceto e in seminario lanciava nei bui corridoi bucce di banana e rideva come un matto quando i suoi confratelli se ne finivano a gambe all’aria. Ovviamente non poteva essere diversamente essendo stato un caro discepolo del cardinal Siri che in quel di Genova pensava d’esser sempre a carnevale e si atteggiava come fosse in pieno Medioevo. Solo la fortuna ha salvato streghe e gatti neri  dal finire sul rogo. 
Tra le battute più ridanciane del Bagnasco se ne annoverano alcune sulle unioni omosessuali, che ahiloro ci van sempre di mezzo. « Quando il criterio dominante – disse il Bagnasco -  è l'opinione pubblica o le maggioranze vestite di democrazia, che possono diventare antidemocratiche o violente, allora è difficile dire di "no".» Oppure quando, dopo l’approvazione francese del primo articolo sul matrimonio tra omosessuali ha dichiarato: «Siamo vicini al baratro. L’Italia non deve prendere esempio da queste situazioni che hanno esiti estremamente pericolosi.» ma si è superato quando a proposito dei casi di pedofilia che hanno coinvolto (e continuano a coinvolgere) il clero disse che  i vescovi non hanno l'obbligo giuridico di denunciare all'autorità giudiziaria civile casi di pedofilia, ma soltanto «il dovere morale di contribuire al bene comune» in quanto i vescovi non sono «pubblici ufficiali» Neanche Virginia Gabriele dice battute simili. E infatti tutti a scompisciarsi dalla risate. 
Uno dei pochi che non ha apprezzato queste spiritosaggini è stato Francesco. Che forse non s’è divertito neppure all’ultima sul voto segreto. Adesso però per il ridanciano cardinale non c’è troppo da stare allegri. Pare infatti che Francesco, impostata la questione con Kirill, visitato il Messico e sistemate altre questioncelle tornerà a Santa Marta e quasi sicuramente chiamerà a rapporto il burlone e non è da escludere qualche sonoro scapaccione perché scherzare va bene ma esagerare è fastidioso. E su certe questioni il fastidio aumenta con il perseverare dello scherzo. E il primo scapaccione, metaforico ma più duro di uno vero, arriva a stretto giro di posta: Francesco con andrà, per la prima volta da vent'anni a questa parte al Congresso Eucaristico Nazionale. Chissà che questa volta il cardinale Bagnasco non lo capisca che si scherza coi santi ma van lasciati in pace i fanti. Vita dura per Francesco far capire questo al burlone Bagnasco

2 commenti:

  1. Alberto Gervasio14 febbraio 2016 13:03

    Aspettiamo ardentemente che il cardinale si esprima sulle prossime comunali a sostegno di questo o quell'altro candidato. Forza Bagnasco, facce ride!!!

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  2. Vuoi vedere che, nonostante Bagnasco, Putin salverà l'Europa dall'Isis e dai migranti se la ripresa cinese non ci sarà, vuoi vedere che USA e Russia salveranno il mondo fino alla prossima...Papa Francesco, sembra che ci stia, se i poveri e il sud del mondo a cominciare dalle Americhe, con Cuba a simbolo, siano slvaguardate. Ma non ne sono così convinto, perchè è come l'umore che guida le oscillazioni economiche, considerando come i prelati delle due parti siano del tipo percepito alla Bagnasco, per come hanno non ossequiato quel brav'uomo del Presidente della Repubblica di Cuba. Buona vita all'umanità.

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