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domenica 28 febbraio 2016

Minoranza Pd-Alfano-Verdini: unione in civile senza obbligo di fedeltà.

Con la Cirinnà e successive promesse si dimostra come Renzi non conosca la proprietà cumulativa. Chissà perché il parlamento dovrà votare in due pezzi gli stessi concetti che erano in una sola legge. Speranza e Cuperlo non hanno ben capito in cosa consista il “non obbligo di fedeltà” altrimenti sarebbero ben felici. Se la minoranza ha bargigli e speroni lo dimostri altrimenti sarà solo un mocio wileda ben bagnato.

Di tanto in tanto le cronache raccontano che esiste una minoranza all’interno del Pd. E quando lo scoprono è in genere perché la suddetta minoranza ha da lamentarsi di qualcosa. Sta succedendo anche ora dopo il tragicomico voto che ha portato all’approvazione della legge sulle unioni civili. Legge che, a dispetto del buon senso, si aspettava da millanta anni e che il precedente governo di centrosinistra, con Dico e contro Dico, non era riuscita ad approvare. Oddio all’epoca nel Pd ci stava pure tale Paola Binetti oltre  che l’immarcescibile Beppe Fioroni e la solita congrega di baciapile. Che adesso si chiamano cattodem. La terra gira, la società evolve ma quelli stanno sempre lì, come un piatto di fagioli con le cotiche ben piantato sullo stomaco. 

La legge, detta Cirinnà dal nome della prima firmataria, è uscita un po’ ammaccata per non dire monca. Con escamotage tutto italico, per ottenerne l’approvazione dai senatori, s’è deciso di espungere dal testo quanto previsto per le adozioni e ogni seppur lontano riferimento al fatto di equiparare le unioni civili al matrimonio. Poi con furbizia tutta toscana è stato dichiarato che la questioni delle adozioni sarà presto riproposta con un’altra apposita legge. Vien da domandarsi perché prima no e poi sì ma stare nelle cucuzze del trio Renzi-Alfano-Verdini è altamente problematico. Soprattutto perché non conoscono la proprietà commutativa che recita: cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia. Ora non si coglie la ratio per cui quelli che non hanno votato la questione dell’adozione come articolo all’interno di una legge  la debbano poi votare come legge a se stante. Che sommata alla precedente sarebbe uguale all’originaria Cirinnà. Boh!

Poi c’ è la questione della minoranza Pd rappresentata da due rigogliosi rampanti come Roberto Speranza e Gianni Cuperlo. Roba che al confronto una camomilla fredda risulta essere un potente eccitante. Questi e gli altri con loro, Guerra, Gotor e via dicendo, hanno approvato una legge senza capirla: non è la prima volta. E disgraziatamente non sarà neppure l’ultima. Infatti la legge appena approvata - di cui dovrebbero essere felicissimi – fornisce loro la legittimazione alla non fedeltà. La legge per le unioni civili, di qualsiasi tipo, non presuppone l’obbligo di fedeltà proprio del matrimonio. Anzi quel non obbligo è stato proprio inserito affinché l’unione non fosse per nulla ed in nulla al matrimonio equiparata. E allora Speranza e Cuperlo hanno in mano una specie di bomba atomica. Appurato che l’unione tra il Pd, Ncd e Ala, cioè il partito di Renzi e quelli di Alfano e Verdini si configura nella sostanza come una unione in civile automaticamente scatta il non obbligo alla fedeltà. Così come l’adesione ad un partito, sic stanti bus rebus più che un matrimonio, com’era una volta, ora si configura come unione di fatto in civile. E allora addio obbligo di fedeltà. Ben definito dalla legge. Quindi libertà a tutto tondo per tutti.

Però c’è un “ma”. Ogni libertà ha un suo prezzo e non tutti sono disposti all’esborso. Infatti la libertà di voto comporta la seria possibilità che si vada al voto e allora qui cascano gli asini. In primis perché a stilare le liste del nuovo raggruppamento Pd in Parlamento sarà Renzi che non sembra uno disposto a fare sconti alla minoranza discola del suo partito salvo che non sia finta come quella dei sedicenti “giovani turchi” di Orfini Matteo o sinistri alla Maurizio Martina o cariatidi alla Anna Finocchiaro. In secundis perché chi scalda gli scranni del Parlamento solo in virtù del porcellum e non ha seguito politico nel territorio, dentro e fuori il partito, avrà da faticare tanto per ardire a riposare nuovamente su quei banchi. E dovranno ipotizzare di cercarsi un’occupazione, magari meno remunerativa. Altrimenti sarà il solito penultimatum con parole di fuoco (di paglia) cui mai seguono atti come fu per il job act, per la riforma del senato, della legge elettorale, della buona scuola e via riformando. Si fa per dire. Quindi se han bargigli e speroni i galletti Speranza e Cuperlo adoperino gli appigli della legge sulla unione in civile altrimenti più che ai galletti assomiglieranno a moci wileda ben bagnati. Che forse è proprio quel che sono.
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1 commento:

  1. Anna Franzini Manao29 febbraio 2016 00:14

    Sinceramente dubito che la proposta di legge PD sulle adozioni vada oltre un "atto dovuto", a soli fini propagandistici, per quella parte dell'elettorato che è rimasta sconcertata dalla penosa gestione in aula del decreto Ciripà e soprattutto dallo scorporo della stepchild adoption che discrimina i minori. Poi c'è l'Europa a cui non credo possa bastare mezza legge sulle unioni civili. Ma come può passare una legge sulle adozioni quando l'adozione limitata prevista dalla Cirinnà è stata appunto scorporata per avere il voto della maggioranza governativa sul resto della legge? Punta, il PD, ad un'altra maggioranza? Punta ad avere i voti pentastellati che sono mancati prima?! Vedremo.... neppure questi maghi dell'azzardo e del baro lo sanno ancora

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